Il Bike Sharing di Pisa funziona: ecco perché

8 Marzo 2018

Si pedala alla grande a Pisa con il servizio di bikesharing CicloPi. Grazie ad un iniziale finanziamento di 500 mila euro da parte della Regione Toscana, la città della torre ha inaugurato nel 2012 il servizio di bikesharing installando 14 stazioni sul proprio territorio.

bike sharing pisa

L’iniziativa ha potuto poi beneficiare di altri contributi, sempre regionali, che hanno portato ad un notevole incremento della flotta raggiungendo quota 24 stazioni nel 2016. Ma il progetto, grazie all’inaspettato successo, migliorerà ulteriormente visto che la stessa amministrazione comunale investirà prossimamente altri 400 mila euro per portare le stazioni a 36.

Ciclopi funziona. In una città dal forte pendolarismo e ad alta densità di studenti, l’utilizzo della bicicletta è ideale per i brevi spostamenti e mette al riparo dai numerosi furti che ammorbano i pisani da anni. La distribuzione delle stazioni ha raggiunto una collocazione capillare, riuscendo a coprire i siti nevralgici quali stazioni ferroviarie, università, ospedale, aereoporto e luoghi di interesse turistico, consentendo di fatto di muoversi liberamente per la città.

I costi sono più che contenuti (35 euro abbonamento annuale, 25 per studenti con possibilità di abbonamenti settimanali a 10 euro e giornalieri a 5) ed è prevista la prima mezz’ora di utilizzo gratuita. Le dimensioni della città consentono quindi di poter circolare quasi gratuitamente visto che le distanze saranno difficilmente percorribili in più di trenta minuti.

Ma c’è di più. Grazie alla collaborazione con il CNR di Pisa i flussi verranno studiati e saranno utilizzati dall’amministrazione per le politiche di mobilità sostenibile in città.

Una buona notizia quindi per Pisa, una città ancora molto ancorata al trasporto in auto, mediamente utilizzata per tragitti inferiori ai 3 km. La scommessa sulla bicicletta condivisa è sicuramente stata vinta se si pensa che Pisa si colloca prima in Italia per gli utilizzi di bikesharing per numero di abitanti raggiungendo 1600 viaggi all’anno ogni 1000 abitanti, con punte di 1480 viaggi al giorno, ovvero 9 viaggi a bicicletta ed un risparmio in termini di emissione di CO2 (al novembre 2017) pari a 384.000 kg.

Eppure questo fenomeno, sicuramente da incentivare ed applaudire, pare non trovare presa tra i moltissimi pisani che, ancora restii a considerare la bicicletta come vero e proprio mezzo di trasporto, preferiscono utilizzare l’auto per recarsi a lavoro, accompagnare I figli a scuola o semplicemente per andare in centro a passeggiare.

Su questo fronte, ovvero dell’uso dell’auto ma in modo più intelligente, si apriranno per la città future prospettive di car pooling grazie ad un app studiata per gli abitanti di Pisa e dell’area pisana che fornirà informazioni utili per condividere il proprio percorso in auto con altri passeggeri. Ma di questo, sono convinta, parleremo più avanti.

Commenti

6 Commenti su "Il Bike Sharing di Pisa funziona: ecco perché"

  1. stefano ha detto:

    peccato che da 5 manutentori ora sono solo in due e le biciclette sono tutte rotte….un falliemnto

  2. Matteo ha detto:

    Le infrastrutture per la mobilità ciclabile a Pisa sono inesistenti, ed anche in recenti lavori pubblici sulla viabilità dell’area non è stato previsto un metro di pista ciclabile in più, se non il collegamento quasi puramente turistico con Marina di Pisa.
    Il problema vero del resto della popolazione che non si muove con la bicicletta è la domanda indotta: la città continua ad essere amministrata come una città per auto. Fino a quando non si ribalterà questo paradigma, anche a costo di scontentare alcuni cittadini, le macchine non diminuiranno a Pisa.

  3. Gionata ha detto:

    Mi permetto di dire che il buon funzionamento parte da una corretta progettazione. Ricordo per onore a 4 persone (allora studenti laureandi del corso in Ingegneria Gestionale) che il progetto e il bando di gara fu studiato nei minimi particolari con il loro contributo e il sottoscritto come loro relatore di tesi. Fu inoltre a loro affidata la progettazione, la somministrazione e l’analisi di oltre 7000 questionari rivolti a tutta la cittadinanza per capire in anticipo le relative esigenze.
    Quando si progetta prima con criterio e metodo i risultati poi si vedono!
    Gionata Carmignani

    1. Leonora Rossi ha detto:

      caro Gionata, concordo pienamente. L’unione fa la forza, sempre. E se ad unirsi sono le competenze, è ancora meglio.
      Leonora

  4. Marco Melillo ha detto:

    insomma, funziona o non funziona? se c’è dal 2012 ma non trova presa tra i moltissimi pisani, che continuano a preferire l’auto, non pare risolva poi granché, a parte ridurre il problema di furti che ammorba gli studenti e i pendolari (che comunque di rado userebbero l’auto, ma più facilmente tenevano le proprie bici-da-palo per fare la spola tra stazione e luoghi di interesse).

    sarebbe interessante anche capire quanto costa implementarlo e mantenerlo, e che infrastrutture si sarebbero potute fare in alternativa, visto che pisa in quanto a infrastrutture ciclabili sta messa malino.

    sarebbe ancora più utile capire cosa si intenda di preciso con “funziona”. perché tra l’avere (parzialmente) successo e il raggiungere un risultato (quale?) la faccenda cambia.

    1. Leonora Rossi ha detto:

      Ciao Marco,a mio parere il bikesharing a Pisa funziona ed il fatto che ad ogni incremento di stazioni è possibile verificare che le bici sono utilizzate ne è la prova. Sicuramente la città ha bisogno di infrastrutture ma l’uso della bicicletta decongestiona comunque il traffico. Qualora non ci fosse la possibilità di utilizzare le bici è probabile che parte delle persone utilizzerebbero l’auto dato che avranno comunque la necessità di spostarsi. Sono comunque convinta che avere un ottimo servizio di bikesharing convincerà, nel breve periodo, anche i pisani ad abbandonare l’auto per brevi tragitti in città.

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