MENU

La tassa sull’aria non possiamo pagarla con la vita

News, Rubriche e opinioni • di 24 maggio 2018


Il progetto di scienza partecipata “NO2 no grazie. Basta diesel in città” promosso nella Capitale da Cittadini per l’aria e dall’Associazione Salvaiciclisti Roma lo ha dimostrato: respiriamo aria inquinata e la nostra salute è a rischio in molte zone della città anche a causa di una presenza di biossido di azoto molto superiore alla media. Un inquinamento di cui sono responsabili in massima parte le emissioni dei motori diesel: sì, anche di quelli Euro 6 di “ultima generazione” che su strada presentano valori molto più alti rispetto ai test di laboratorio.

La rilevazione, oltreché a Roma, è stata condotta anche a Milano e a Brescia: non c’è bisogno di ricorrere al detto “tre indizi fanno una prova” perché i dati sono abbastanza eloquenti e delineano un quadro in chiaroscuro dove i fumi che anneriscono i nostri polmoni sono preponderanti rispetto alle emissioni entro i limiti di legge. Quanti diesel ti fumi al giorno? Questa la domanda-provocazione nel video pubblicato a conclusione della campagna.

I risultati della Capitale sono stati presentati in Campidoglio alla presenza della sindaca Virginia Raggi, all’assessora alla Città in Movimento Linda Meleo e a quella all’Ambiente Pinuccia Montanari: la prima cittadina ha ribadito in quell’occasione l’impegno a bandire i diesel dal centro di Roma nel 2024. Si tratta certamente di un fatto importante, ma non credo che sia possibile lasciar trascorrere altri 5 anni senza prendere una posizione netta: la tassa sull’aria non possiamo pagarla con la vita, ammalandoci perché siamo esposti a livelli di emissioni fuorilegge e fuori controllo. Chi è responsabile della salute pubblica dei suoi cittadini deve mettere in atto tutte le misure possibili per tutelarla: anche se questo comporta scelte impopolari.

La smog nella Pianura Padana, da quella famosa immagine satellitare circolata sul web nel pieno della crisi dell’aria per la siccità e l’alta pressione, ormai ha anche una sua chiara rappresentazione iconografica nell’immaginario collettivo: i dati raccolti da Cittadini per l’aria confermano una situazione preoccupante.

A Milano nella maggior parte dei casi i 277 campionatori installati hanno evidenziato concentrazioni di biossido di azoto superiori ai 40 µg/m³ (microgrammi per metro cubo). In particolare, le concentrazioni superiori alla soglia dei 40 µg/m³ sono state 92% su base mensile e stimate in 55% su base annuale, dunque fuorilegge per più della metà. In particolare l’esposizione di bambini e ragazzi è critica: nel 50% delle scuole e nel 56% dei parchi l’NO2 supera i limiti di legge per le concentrazioni annue di questo inquinante.

In base a questi dati un team di epidemiologi del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regione Lazio ha creato una mappa del rischio stimando che ogni anno a Milano 5 persone su 100 muoiono a causa della violazione dei limiti di legge del biossido di azoto. La mortalità da NO2 si triplica se si considera l’impatto per le concentrazioni superiori ai 20µg/m³, perché la porzione di popolazione esposta è molto maggiore. La stima annuale è, in quel caso, di 1791 decessi aggiuntivi, ossia 14 decessi ogni 100 a Milano.

corsi meccanica ciclistica

Anche a Brescia tira una brutta aria: lì la campagna è stata realizzata insieme all’associazione Basta Veleni e ha coinvolto 292 partecipanti, evidenziando concentrazioni di biossido di azoto superiori alla soglia di 20 µg/m³ dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel 99% su base mensile, stimate in 95% su base annuale. Tale soglia è il limite oltre il quale l’Oms rileva conseguenze sulla salute: da irritazioni delle mucose, asma e bronchiti, fino a edemi polmonari ed enfisemi.

Le concentrazioni di NO2 fuorilegge – superiori a 40µg/m³ – si sono verificate in quattro campionatori su dieci nel mese di rilevazione, con una stima annuale di uno su dieci. L’origine principale degli ossidi di azoto (tra cui NO2) nell’aria cittadina è il traffico veicolare, e nello specifico i motori diesel (oltre il 90% delle emissioni veicolari di NOx): anche quelli di ultima generazione, gli Euro 6, messi su strada rispettano i limiti Ue alle emissioni in un solo caso su dieci. Gli altri nove producono ossidi di azoto in quantità fortemente superiori, dal doppio fino a 13 volte più del previsto.

Per questo il lavoro di mappatura dei volontari è importante: perché sottolinea l’urgenza del problema e la necessità di risposte da parte dei decisori politici. Adesso, non tra cinque anni: l’Italia proprio per la violazione delle norme comunitarie contro lo smog è stata deferita alla Corte di Giustizia dell’Unione europea. Gli italiani non solo rischiano di dover pagare una multa salata come contribuenti, ma come cittadini respirano aria inquinata che mina la loro salute. Ne abbiamo pieni i polmoni: questa iniqua tassa sull’aria non possiamo pagarla con la vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra newsletter


Privacy