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Velo-City 2018: il mondo della bici a Rio de Janeiro

News • di 19 giugno 2018

Si è tenuta nei giorni scorsi a Rio de Janeiro, Brasile, l’annuale edizione di Velo-City, la conferenza internazionale sulla mobilità ciclistica organizzata dalla European Cyclists’ Federation.
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Quattro giorni di incontri, seminari e discussioni informali a pranzo. L’obiettivo? Condivdere le best practice a livello internazionale; fare di networking per trovare possibilità di collaborazione; conoscere i trend della mobilità in generale e capire come situare la bici in questo contesto.
Alcuni argomenti “caldi” sono stati più spesso all’ordine del giorno rispetto ad altri:

Il Bike Sharing

Il Bike Sharing è stato oggetto di diversi incontri e discussioni. Il Bike Sharing sembra essere al momento lo strumento preferito da città, aziende e promotori della ciclabilità. Emblematico il caso di Città del Messico, dove l’introduzione del sistema Ecobici ha portato a un +10% di persone che usano la bici in due anni. Si tratta di un sistema di bike sharing “classico”, con le stazioni di prelievo e consegna delle biciclette, introdotto nel 2010 e cresciuto del 400% nei primi anni di operazione.
Ma la grande novità degli ultimi anni è ovviamente il bike sharing a flusso libero. Se al Velo-City dello scorso anno questo sembrava ancora una bestia strana, tutta da capire, oggi il fenomeno sembra essere più sotto controllo. Le città hanno comunque bisogno di aiuto nel programmare e gestire i sistemi di bike sharing: viene loro incontro l’ITDP (Institute for Transport and Development Policy) che ha presentato una versione 2.0 della sua Guida alla Progettazione di un sistema di Bike Sharing.
Un caso molto interessante viene invece dalla città di Pune, in India: qui Parvesh Kumar ha studiato l’effetto dell’introduzione di un sistema di Bike Sharing (tra l’altro ben integrato con il trasporto pubblico); il ricercatore ha rilevato una correlazione diretta fra uso della bici e calo della frequenza degli incidenti, dimostrando empiricamente la realtà dello slogan “Safety in Numbers”, vale a dire il concetto secondo cui più ciclisti ci sono, meno è pericoloso pedalare.

L’America Latina

La conferenza si svolge ogni anno, alternando location europee a location extra-europee: dopo l’Olanda della passata edizione, quest’anno spostarsi in Brasile ha permesso di focalizzare l’attenzione sulle sfide di mobilità nell’America Latina, un continente in crescita sotto vari punti di vista. Anche qui la bici è in grande espansione.
A Bogotà ci sono 400 km di piste ciclabili, ed è in fase di realizzazione una “cycle highway” di 25 km che attraverserà la città da nord a sud; il 6% degli spostamenti in città avviene in bici.
Nella stessa città di Rio sono molti i negozianti che usano cargo bike per le loro consegne. La ciclologistica è talmente in voga che a novembre si terrà a Cartagena (Colombia) una conferenza di due giorni su questo tema, riunendo tutti gli esperti dell’America Latina.
Parte della discussione è stata incentrata anche su fino a che punto sia possibile limitarsi a “copiare e incollare” soluzioni per la mobilità ciclistica adottate in paesi europei come Olanda e Danimarca; spesso sono una fonte d’ispirazione più utile città che solo recentemente sono diventate amiche della bicicletta, come Sevilla o New York.
Purtroppo anche qui la “cultura della bici” (come, semplificando un po’ troppo, si dice spesso) sembra mancare, come ha mostrato uno studio di 11 città brasiliane: all’aumentare del reddito, le persone hanno abbandonato le bici, passando alle moto.

Finanziamenti

L’infrastruttura ciclabile ha costi bassissimi, se comparati con quelli dell’infrastruttura automobilistica. Sono comunque costi che vanno affrontati. Per questo è stata molto interessante anche la presentazione della Finance Facility del gruppo C40, che riunisce decine di grandi città nel mondo attente ai problemi del cambiamento climatico. C’è da dire che i criteri per entrare a far parte del gruppo non sono molto stretti: basti pensare che ne fa parte anche Roma. In ogni caso, a livello globale sono sempre più le città, e sempre meno gli Stati, a contare a livello economico e non solo. Per questo è importante che le città si mettano in rete. Oltre a Roma, anche Milano e Venezia fanno parte del gruppo C40, la cui assistenza tecnica nell’ottenere fondi per la sostenibilità ambientale sarebbe sicuramente utile.

Questa è solo una breve sintesi di tutti i temi trattati a Velo-City. Per maggiori informazioni sulle varie sessioni di lavoro di Velo-City 2018 vi rimandiamo alla sezione News del sito della ECF. Il prossimo appuntamento è a Dublino, a giugno 2019.





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