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Le strade davanti alle scuole di Monza, tra eccessi di velocità e guidatori distratti dai cellulari

News • di 22 Aprile 2019

Secondo una rilevazione dell’istituto Mosè Bianchi di Monza, il 13% degli automobilisti in transito davanti alle scuole utilizza lo smartphone alla guida, picchi di velocità di 74 km/h e il modello Friburgo da perseguire.

Venerdì 22 Marzo alle ore 16 gli studenti della terza CAT (Costruzioni Ambiente e Territorio) dell’Istituto Mosè Bianchi di Monza hanno effettuato dei rilevamenti sul traffico veicolare lungo le vie Felice Cavallotti e S. Maria Pelletier, prossime ai cancelli dell’istituto scolastico.
L’iniziativa rientra nel programma del progetto Mo.Bi.Scuo.la promosso da Fiab Onlus (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e realizzato con la collaborazione di Bikenomist srl (azienda di consulenza e comunicazione sui temi della mobilità ciclistica) e del Comune di Monza che da Settembre sta coinvolgendo gli studenti. Il progetto finanziato dal Ministero dell’Ambiente nasce per promuovere forme di trasporto alternative all’auto privata, sostenibili ed efficienti, con particolare riguardo ai tragitti casa-scuola e casa-lavoro.

Scuole_Monza

I rilevamenti sono stati effettuati da piccoli gruppi di studenti che attraverso l’utilizzo di una laser gun per il rilevamento delle velocità e dei contatori hanno potuto farsi un’idea, dati alla mano, dei vari spostamenti che avvengono nell’area attorno alla scuola.

L’esperienza si è svolta considerando in particolare quattro tematiche: velocità delle auto, numero di passaggi di automobili, numero di passeggeri per veicolo e numero di automobilisti che utilizzano lo smartphone alla guida.

Le analisi del traffico hanno riguardato 379 auto totali, per una durata di circa 40 minuti.

I risultati ottenuti dall’indagine sono molto chiari: durante le fasi di rilevamento della velocità circa il 10% delle auto ha superato il limite massimo consentito (50km/h in ambito urbano), toccando punte di velocità pari a 74 km/h.

Il tasso di occupazione medio rilevato è di 1,3 passeggeri per veicolo, inoltre è emerso che in via Pellettier il 13,8% dei conducenti utilizza il cellulare alla guida, mentre in via Cavallotti il dato è del 12,8%.

Una volta rientrati in classe gli studenti hanno evidenziato ulteriori aspetti qualitativi: durante il rilevamento delle velocità, le uniche auto che rispettavano i limiti erano quelle che vedevano il proprio percorso intralciato da altre auto in sosta vietata a bordo strada o dal semaforo a chiamata posto all’intersezione con il Canale Villoresi. Quando non erano presenti ostruzioni, la quasi totalità dei conducenti infrangevano i limiti di velocità.

Paolo Pinzuti, CEO di Bikenomist e responsabile del progetto, ha sottolineato l’importanza dell’esperienza formativa ed evidenziato: “Il rilevamento effettuato a Monza è lo specchio di una realtà ampiamente diffusa in tutta la penisola: la mancanza totale di rispetto per i limiti di velocità in ambito urbano. È inaccettabile che chi transita davanti a una scuola in pieno giorno possa sentirsi in diritto di infrangere i limiti di velocità. È arrivato il momento che il Parlamento italiano liberalizzi l’uso degli strumenti per il rilevamento delle velocità davanti alle scuole in modo da sanzionare opportunamente chi mette in atto comportamenti pericolosi e antisociali”.

Scuole_Monza

A distanza di una settimana, la classe ha partecipato a un viaggio d’istruzione di tre giorni nella città di Friburgo, capitale verde della Germania, dove la mobilità sostenibile è favorita attraverso un efficiente sistema di trasporto pubblico e una rete diffusa di percorsi ciclabili.
Il viaggio di istruzione si è concentrato in particolare sulle scelte urbanistiche del centro e dei quartieri residenziali di Vauban e Rieselfeld in cui gli abitanti possono godere di abbondanza di spazi pubblici destinati alla convivialità e al gioco grazie a strade in cui lo spazio è sottratto alle auto e restituito ai cittadini.

Gli studenti che hanno partecipato alla gita si sono mostrati piacevolmente colpiti dall’organizzazione della città, dal limitato numero di automobili in circolazione e dalla qualità dell’aria, chiedendosi come sia possibile replicare il modello Friburgo anche in Italia, in particolare a Monza.

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4 Risposte a Le strade davanti alle scuole di Monza, tra eccessi di velocità e guidatori distratti dai cellulari

  1. Ciclista Sdraiato ha detto:

    D’altronde Monza è il tempio della velocità. Che si vuole fare, limitare la libertà, il diritto delle persone per bene® che lavorano tanto tanto tanto per tutti noi, allo scopo di far circolare quelle lumache perdigiorno dei ciclisti, che tra l’altro scippano le vecchiette e vendono le siringhe di mariuana ai nostri giovani? Ma robe da matti!

    Tornando serio: ottima iniziativa, complimenti :-)

  2. CiclistaIndignato ha detto:

    eccolo il genio di turno che spara cavolate a raffica !
    Monza al massimo può essere il tempio dello smog e del traffico, per non parlare di altri primati come droga e prostituzione.
    ti spiego perché sei uno stupido patentato:
    0) sei un ciclista sdraiato, tipo sul divano o godi se un ciclista viene “sdraiato” ? se é la seconda vergognati e sputati in un occhio.
    1) parli male di chi sceglie di usare la bicicletta, ma leggi gli articoli su Bikeitalia.
    2) dici che i ciclisti sono lumache perdigiorno e spacciatori e scippatori, forse che non esistono fannulloni e delinquenti anche in auto, in scooter, a piedi o sui mezzi pubblici ?!
    non riesci proprio a concepire che qualcuno possa recarsi a lavoro in bicicletta.
    3) parli di libertà di muoversi, per chi va a lavorare ed è per bene, non pensi che troppi deficenti che usano l’auto anche per fare 500 metri, che non rispettano i limiti, distratti dal cellulare, impediscono di camminare o usare la bici in sicurezza?!
    4) quello della droga é un problema mondiale che i potenti della Terra non vogliono arrestare a causa dei grandi interessi economici, é da stupidi pensare che sia tutta colpa degli spacciatori che comunque dovrebbero essere in carcere. Inoltre i ragazzi di oggi sono così sgamati che ,se decidono di farsi, anche senza spacciatori in bicicletta trovano un’ alternativa, tipo le porcherie chimiche comprate su internet. P.S.: La marijuana non si assume con siringhe.
    5) fai i complimenti all’iniziativa, ma con le castronerie clamorose che denotano ignoranza spaventosa non rispetti il lavoro di questi studenti, anziché dare loro una speranza di cambiamento.
    Non bisogna meravigliarsi quando i giovani guardano le altre nazioni con maggiore interesse, magari vogliono trasferirsi, ciò non avviene solo perché si cercano stipendi migliori, ma anche una migliore qualità della vita. In Italia ci sono più di 600 auto ogni 1000 abitanti ,contando anche vecchi e bambini, in pratica gli adulti hanno un’auto a testa; perché cavolo le fanno a 5 posti se c’é 1,3 passeggeri in media?!
    Concludo dicendo che non sempre la logica del gregge porta a ciò che é giusto, per ora la maggioranza preferisce l’automobile, ma é solo questione di tempo e poi tutti dovranno portare il deretano pesante fuori dall’auto e iniziare a camminare o a pedalare.
    Come dice lo sceicco: “mio nonno col cammello, mio padre con l’auto, io con il jet privato e mio figlio ritornerà su cammello”.
    La morale è che la Terra sta cambiando, così come la disponibilità di risorse.
    Tutti gli amministratori comunali d’italia dovrebbero farsi coraggio e fissare a 30km/h il limite in città, per invogliare l’uso della bicicletta. Inoltre, quand’anche si superassero i limiti si arriverebbe a 50 e non a 70.
    Piuttosto, guida concentrato e spegni il telefono!

  3. Andrea ha detto:

    “È arrivato il momento che il Parlamento italiano liberalizzi l’uso degli strumenti per il rilevamento delle velocità davanti alle scuole”.
    Io sono sempre stato contrario a questo approccio, secondo me è una strategia perdente che tende a mettere in conflitto automobilisti e Pubblica Amministrazione.
    Hanno ragione gli studenti invece “le uniche auto che rispettavano i limiti erano quelle che vedevano il proprio percorso intralciato”, bisogna creare delle strade che costringano fisicamente le auto a rallentare, senza multe o vigili, semplicemente rendendole più strette, con gimcane da fare, con i passaggi pedonali rialzati all’altezza del marciapiede o addirittura privando la strada del marciapiede dando all’automobilista la sensazione di viaggiare in mezzo ai pedoni. Non ha senso obbligare la gente ad andare piano a suon di multe.

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