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Coppa Asteria 2019: resoconto di una giornata in salita

Diari, News • di 3 Giugno 2019

Sabato 1 Giugno 2019 si è tenuta la Coppa Asteria, un evento a pedali organizzato dalla Popolare Ciclistica di Bergamo. Noi di Bikeitalia eravamo presenti e vi raccontiamo com’è andata.

Iniziamo con il dire che la Coppa Asteria colpisce. Per vari motivi.


Colpisce per l’organizzazione: per essere un evento libero, gratuito e senza alcuna competizione, un semplice raduno di appassionati di salite e fatica, l’organizzazione è degna di un evento a pagamento. Si comincia dal ritrovo, con la consegna dell’iscrizione, la firma e la ricezione dell’adesivo con le salite più importanti da incollare al tubo orizzontale. Si passa poi dai ristori, organizzati liberamente, dove ogni ciclista può trovare pasta, polenta e salcicce, birra, vino e ogni tipo di cibo non propriamente dietetico. Si finisce poi con il pasta party all’arrivo, dove ogni partecipante può rifocillarsi dopo aver sputato sangue su ogni salita. Il tutto organizzato in maniera esemplare.


Colpisce per l’atmosfera: una giornata in mezzo a ciclisti spensierati, che vogliono sudare e mettersi alla prova, ridere e divertirsi. Non c’è bisogno di tirare, perché non c’è classifica, non c’è cronometro, non ci sono premi. Ci sono solo sudore, risate e tanta bella gente che ama pedalare. Cosa che rende l’Asteria una via di mezzo tra una sagra di paese e un raduno di amici che hanno in comune la passione per la bicicletta. Passione che si respira in ogni punto di ritrovo.

Colpisce, infine, per il percorso. E qui colpisce duro, prima allo stomaco e poi con un montante al mento e ti stende al tappeto. Perché nei 130km dell’Asteria ci sono 2800m di dislivello positivo ma sembrano immensamente di più.

Ma cominciamo dall’inizio. Si parte da Bergamo e si sale su per la città alta (gioiellino architettonico), si ridiscende poi verso il parco dei colli bergamaschi, affrontando una lunga discesa su acciottolato che fa vibrare ogni osso del corpo. Si pedala poi su piste ciclabili e percorsi secondari senza un grande dislivello fino a raggiungere San Pellegrino Terme. E qui arriva il primo pugno: la strada s’impenna per portare i ciclisti ad Alino.


Non è una salita bensì un vero muro che sotto il primo sole estivo “spezza le reni”: molti ciclisti mettono il rapportino, c’è chi scende a spingere e nell’aria non si sentono più risate e le chiacchiere dei partecipanti bensì solo il silenzio dei monti. Passato Alino si discende ma la gioia è di breve durata perché la strada s’impenna nuovamente per arrivare al punto di ristoro, posizionato in uno spiazzo tra i monti vicino alle miniere di Dossena. Ci si ristora e si scende ma presto inizia la terza salita spaccagambe di fila, che porta su a Pianca. Molti scendono a spingere (compreso il sottoscritto), c’è chi ipotizza il ritiro, chi maledice il creatore della traccia. Si ridiscende poi e superato un altro muro si ritorna a Bergamo, dopo aver pedalato per circa 8-9 ore sotto il sole di Giugno, pronti per godersi la festa post-evento, la pasta e la birra.


Coppa Asteria non è per tutti. Bisogna essere allenati e amare le salite per parteciparvi. Se le lunghe rampe, che non finiscono mai e a ogni tornante sembra che spiana ma poi non spiana, non vi piacciono, allora non fa per voi.


Io ho usato la mia bici gravel in acciaio con il 36×32 come rapportino eppure in molti punti ho avuto nostalgia del 28×42 che ho sulla mtb. Se siete, usando una frase della stessa organizzazione, “dei sadici di salite”, allora troverete pane per i vostri denti. La mia faccia al termine dell’Asteria dice più di mille parole:

Ma se, sopra ogni cosa, amate pedalare in compagnia di persone simpatiche, che vogliono divertirsi, sudare e fare festa e che non hanno alcun interesse nel cronometro bensì l’unica cosa cui ambiscono è la birra dopo la pedalata, allora Coppa Asteria è l’evento che fa per voi.

Ma quella birra dovrete sudarla maledettamente.







Una risposta a Coppa Asteria 2019: resoconto di una giornata in salita

  1. Andrea Rota ha detto:

    Bello! C’ero anche io ed effettivamente in molti punti mi son chiesto ma chi me l’ha fatto fare!
    Eventi del genere andrebbero incentivati, c’è tutto il bello del ciclismo, dello stare insieme senza nemmeno conoscersi e dello stare all’aria aperta. Top!

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