Italia: cresce l’uso delle auto, crollo delle vendite di bici

10 Giugno 2019

Nonostante l’Italia sia il paese europeo con il più alto numero di auto per abitante in Europa, il parco auto nazionale non accenna a diminuire: rispetto all’anno scorso, le automobili in circolazione sono aumentate ancora dell’1,5%, raggiungendo la cifra record di 39 milioni di unità.

traffico roma

Il dato è stato registrato dall’ACI che riporta anche come i cittadini italiani spendano ogni anno 154 miliardi di euro per le proprie automobili, in particolare per l’acquisto (50,1 miliardi), il carburante (39,4 miliardi) e la manutenzione (25,6 miliardi), con una media quindi di quasi 4.000 € di costi annuali per ogni proprietario di automobili.

Fatte le dovute proporzioni, l’89% dei residenti in Italia con un’età compresa tra i 20 e gli 80 anni sono proprietari di un’automobile.

Calano le vendite di biciclette

Se le vendite di automobili continuano ad aumentare creando un preoccupante fenomeno di crescita infinita, le vendite di biciclette preoccupano ugualmente, perché nel 2018 rispetto al 2017 sono diminuite del 5,5%, dopo il calo dell’1% registrato nel 2017 rispetto al 2016.

Le 1.595.000 biciclette vendute nel 2018 nel nostro paese creano quindi una proporzione di  2,6 bici vendute ogni 100 abitanti, contro, ad esempio, le 4,61 bici vendute ogni 100 abitanti della Gran Bretagna; le 4,88 bici ogni 100 abitanti vendute in Germania e le 5,37 bici vendute ogni 100 abitanti in Olanda.

Il motivo di questo continuo aumento delle vendite di automobili e la contrazione del pur esiguo mercato delle biciclette è sicuramente da ricercarsi nella mancanza di politiche di gestione della mobilità a livello nazionale e locale che condannano il cittadino italiano a puntare su forme di mobilità estremamente costose e inefficienti, senza considerare i benefici economici e sociali che un aumento nell’uso della bicicletta comporterebbe per il sistema paese.

Viene da chiedersi se qualche responsabilità non risieda anche tra i costruttori di biciclette che non sembrano in grado di far valere le proprie istanze all’interno delle opportune sedi politiche.

Commenti

12 Commenti su "Italia: cresce l’uso delle auto, crollo delle vendite di bici"

  1. Simone ha detto:

    Abbiamo anche il brutto problema che le due più grandi e influenti aziende del paese sono un venditore di combustibili e un produttore di automobili… i paesi dove la bici hanno trovato larga diffusione sono quelli dove cultura e redditi medio-alti si accompagnano alla mancanza di un grande produttore automobilistico

  2. Giuliano ha detto:

    Purtroppo nella mentalità dell’italiano la bici non è considerata un mezzo di trasporto, ma solo per sfigati. La pubblicità in TV e su altri mezzi è costante. Oggi viene vista come mezzo degli “sfigati” (immigrati e fattorini sfruttati). Dipende forse anche dal nostro provincialismo? Dalla mancanza di elasticità mentale. Eppure ci sono città in Italia dove ci sono più spostamenti in bici che in auto, come Bolzano, Ferrara, Pesaro…
    Inoltre in uno stato di crisi come quello che attraversiamo gli investimenti in piste ciclabili funzionale e non isolate sarebbe un investimento con la maggiore redditività, se si ragiona nel medio-lungo periodo, ma anche nel breve ci sarebbero risultati tangibili. Purtroppo manca la consapevolezza delle potenzialità di questo mezzo di trasporto, che è fuori dal dibattito pubblico.
    Come hanno fatto stati come Paesi Bassi e Danimarca ad invertire la tendenza che li vedeva destinati al nostro stesso triste destino?

  3. Filippo ha detto:

    Sindaco subito! Ma purtroppo ti voteremmo in pochi. Serve una classe dirigente che smuova le pigre masse sull’argomento, creando città a misura di bicicletta e soprattutto facendo in modo che essere ciclista diventi figo. Adesso ti guardano come il poveretto di turno.

  4. CLAUDIO ha detto:

    La spesa per le biciclette diminuisce ma cresce ogni anno la spesa sanitaria.

  5. Federico Saggini ha detto:

    Uno dei grandi freni all’acquisto e all’uso della bici sono i furti (e la compravendita di biciclette rubate), facili da effettuare e regolarmente impuniti o blandamente puniti.
    Nessuno investe denaro in un veicolo nuovo che è complicato da rimessare, da parcheggiare e facilissimo da rubare.

  6. Nunzio ha detto:

    Io vedo solo gente che, per i motivi più assurdi (privati, o meglio egoistici, e che riguardano ben poco la collettivitá che è l’unica cosa di cui tener conto quando si circola su suolo pubblico) si arroga il diritto di andare di fretta. Chiunque “intralci” è un perdigiorno che ha non ha niente da fare (e anche se fosse?!). Da qui l’abuso indiscriminato del clacson, parcheggi a dir poco pirateschi e infrazione di ogni norma di circolazione o limite di velocitá. Meglio non esprimersi sulle “forze dell’ordine”…
    Ho una bici a pedalata assistita e, quando supero la paura di usarla, penso ad altri 1000 problemi irrisolvibili come la mancanza assoluta di tutele in caso di parcheggio/furto/incidente…

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