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L’effetto dazi di Trump sul commercio globale di biciclette

L’effetto dazi di Trump sul commercio globale di biciclette

[Aggiornamento 09/04/2025: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sospeso i dazi verso tutti i Paesi per 90 giorni, eccetto la Cina per la quale sono entrati in vigore e portati al 125%]*

Quale effetto avranno i dazi di Trump sul commercio globale delle biciclette? Il presidente degli Stati Uniti ha introdotto nuovi dazi reciproci: dal 5 aprile sono in vigore quelli per l’aggiunta di un tariffario uniforme del 10% su tutti i prodotti. Mentre da oggi (9 aprile) quelli per l’applicazione di tariffe di base specifiche nei confronti di determinati paesi.

Queste misure protezionistiche impongono che tutte le ebike e le bici importate negli Stati Uniti saranno soggette a un dazio; a meno che il telaio non sia stato realizzato negli USA. Così facendo saliranno i costi per gli importatori e, di conseguenza, i prezzi per i consumatori finali.

L’effetto dei dazi di Trump sulle bici importate negli USA

Il provvedimento, annunciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump nell’ambito dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977, prevede anche tariffe più alte per alcuni dei principali paesi fornitori. In particolare – come riporta la testata specializzata Bike Europei tassi tariffari di base per il settore biciclette sono:

  • Cina: 34%
  • Vietnam: 46%
  • Taiwan: 32%
  • Giappone: 24%
  • Thailandia: 36%
  • Unione Europea: 20%
  • Indonesia: 32%
  • Malesia: 24%
  • Cambogia: 46%
  • India: 26%

Le bici cinesi potrebbero essere tassate fino al 79%

Durante un webinar organizzato da PeopleForBikes il 3 aprile, Charles Cooper della Brumidi Group spiegando l’effetto dazi di Trump sul comparto bici. La sua relazione evidenzia come una bicicletta proveniente dalla Cina potrebbe essere tassata fino al 79%, data dalla sommatoria del 34% del dazio reciproco, del 25% previsto dalla tariffa sezione 301 e del 20% del dazio IEEPA. Da notare che, secondo i dati doganali statunitensi, nel 2024 la Cina ha fornito l’86% delle biciclette importate negli USA.

Il trattamento de minimis terminerà il 2 maggio

Un altro aspetto rilevante riguarda la fine del trattamento de minimis per le importazioni a basso costo dalla Cina e da Hong Kong. Fino ad ora, le spedizioni dal valore fino a 800 dollari godevano dell’esenzione da tali dazi, ma tale esenzione cesserà il 2 maggio. Le spedizioni postali saranno tassate al 30% del loro valore (o 25 dollari per articolo), mentre quelle trasportate con altri mezzi saranno soggette a tutti i dazi applicabili secondo le procedure standard.

L’effetto dazi di Trump sulle ebike made in China

L’impatto di questi dazi impatterà anche sul mercato delle ebike, ritenuto un settore in crescita negli USA, dove nell’ultimo anno le bici a pedalata assistita rappresentano il 28% del fatturato totale del mercato, secondo un sondaggio di PeopleForBikes. Attualmente, le ebike provenienti dalla Cina sono soggette a una tariffa specifica del 25% ai sensi della sezione 301, mentre quelle provenienti da altre nazioni sono esenti.

Tuttavia, a partire dal 5 aprile, si applica una tariffa minima del 10% su tutte le ebike, indipendentemente dal paese di origine; oggi (9 aprile) entrano in gioco tariffe reciproche specifiche in base al paese di provenienza (ad esempio, per le ebike provenienti da Taiwan la tariffa sarà del 32%). Per ulteriori chiarimenti su come saranno calcolate le tariffe nei vari casi, considerando anche delle componenti e dei vari livelli di tassazione, bisognerà attendere.

Dazi se il telaio non è made in USA

Un ulteriore elemento critico è che la normativa prevede che il paese di origine della bicicletta sia determinato dal luogo di produzione del telaio. Quindi anche se i componenti sono importati separatamente o assemblati in zone franche, sarà impossibile evitare i nuovi dazi a meno che il telaio non sia fabbricato negli Stati Uniti.

Infine, il Segretario al Commercio ha la facoltà di modificare questi dazi in base alla risposta dei paesi interessati, anche se la previsione generale è che tali misure rimarranno in vigore per lungo tempo, con poche variazioni a breve termine.

Che cosa cambia per l’Italia?

Per quanto riguarda l’industria italiana della bicicletta è importante sottolineare che – come abbiamo già riportato la settimana scorsa qui su Bikeitalia – basandosi sui dati ANCMA sull’export di biciclette dall’Italia verso gli USA, i dazi imposti da Trump nel 2025 non dovrebbero avere un impatto significativo.

Il comparto italiano del ciclo esporta negli Stati Uniti principalmente ebike e bici di alta gamma: questo aspetto potrebbe mitigare l’effetto negativo dei nuovi dazi di Trump, grazie a una maggiore competitività dei prodotti e a dinamiche di mercato differenti rispetto ad altri paesi fornitori.

I prossimi mesi saranno comunque decisivi per capire se questa mossa protezionistica del presidente Trump inciderà negativamente anche sull’export di bici e di componentistica ciclistica made in Italy verso gli States.

[Fonte]

*https://www.ilpost.it/2025/04/10/trump-ceduto-dazi/

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