Autoscuole esentate dall’IVA, ma i soldi per le ciclabili non si trovano mai

21 Settembre 2019

Questa settimana si è tenuto lo sciopero delle autoscuole italiane.

Il motivo della mobilitazione è il pronunciamento dell’Agenzia delle Entrate che ha stabilito che ai corsi di teoria e pratica per il conseguimento della patente di guida bisogna applicare l’IVA al 22% poiché questi non sono corsi assimilabili a quelli scolastici o universitari che, invece, ne sono esentati.

A partire da oggi, quindi, le scuole guida di tutta Italia dovranno iniziare a versare l’IVA sulle proprie attività e questo significherà un aumento conseguente del costo per conseguire la patente di guida.

Paolo Colangelo, presidente di Confarca Autoscuole, ha dichiarato a quifinanza.it come stanno le cose: “se un corso di scuola guida costava mediamente 380-450 euro, oggi con l’Iva al 22%, che siamo obbligati ad applicare, arriva a costare circa 460-550 euro”. Significa che per ogni nuovo patentato lo Stato fin’ora ha perso tra gli 83 e i 99 euro di IVA

Nel solo 2018 sono state 1.866.969 le nuove patenti distribuite attraverso le 6.910 autoscuole che operano sul territorio italiano (fonte MIT).Basta fare due conti veloci per rilevare come solamente l’anno scorso sono mancati all’appello delle casse dello Stato tra i 155 e i 185 milioni di euro.

Ribaltato il concetto, però, questo significa che nel 2020 l’erario italiano potrà disporre di oltre 150 milioni di euro in più ogni anno da utilizzare come meglio crede.

Proprio in questi giorni è in corso a Roma la grande battaglia tra le forze politiche della maggioranza per redigere la Legge di Stabilità 2020 che, come sempre, distribuirà denari in alcuni ambiti e ne lascerà fuori degli altri con la scusa della mancanza di coperture.

L’esperienza ci insegna che quando si parla di biciclette e mobilità sostenibile le coperture non si trovano mai perché le priorità sono sempre altre. Quest’anno però la questione IVA sulle lezioni di scuola guida offre un’opportunità irripetibile per lo Stato di decidere in quale direzione vuole che si sviluppi la mobilità del futuro.

Ma con 150 milioni di euro all’anno si può fare molto: si possono offrire sgravi fiscali per l’acquisto di biciclette per il bike to work, si possono formare i tecnici comunali affinché imparino finalmente come vanno progettate e gestite le strade, si può sperimentare un programma di prescrizione medicale dell’uso della bicicletta per alcune categorie di malati, si possono finanziare progetti di messa in sicurezza delle strade per i soggetti deboli.

Leggi anche:Il nostro appello al Ministero dell’Ambiente: servono incentivi all’acquisto di biciclette

E ai proprietari e gestori delle scuole guida mi sento di rivolgere una domanda: invece di chiedere di essere esentati dall’IVA, perché non chiedete che il rinnovo della patente preveda dei corsi di aggiornamento obbligatori? Significherebbe più lavoro, maggiori entrate e maggiore sicurezza sulle strade.

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