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Cycle to Work: un modello da importare in Italia

News • di 2 Marzo 2017

Negli ultimi giorni abbiamo descritto in maniera approfondita, in più articoli, come funziona l’iniziativa “Cycle to Work”. Il nostro obiettivo per il 2017 è portare qualcosa di simile in Italia, adattato alle nostre condizioni particolari.

bicycle euro

L’iniziativa “Cycle to Work” è attiva nel Regno Unito fin dal 1999. Si tratta in pratica di un programma di defiscalizzazione dell’acquisto di bici usate per andare al lavoro. Coinvolge lavoratori, aziende e rivenditori di bici, e realizza dei vantaggi concreti per tutti questi attori, e per la collettività in generale.

Come funziona

Descriviamo qui in sintesi come funziona il Cycle to Work. Seguite i link per leggere gli articoli più approfonditi che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi.

IL LAVORATORE

Cycle to Work

Il prezzo di una buona bici pieghevole se il “Cycle to Work” ci fosse anche da noi

Il lavoratore che partecipa al progetto può ottenere una bici e/o degli accessori per bici pagandoli a rate (solitamente su 12 mesi) e con uno sconto che va dal 25 al 35% circa. Il pagamento avviene tramite una riduzione sullo stipendio mensile lordo; riducendosi lo stipendio lordo, il lavoratore risparmia parecchi soldi in tasse: è così che si realizza la differenza fra il prezzo della bici (ad esempio 750£) e quanto il lavoratore effettivamente paga (487£).

LE AZIENDE

Le aziende che partecipano al progetto anticipano i soldi necessari per l’acquisto della bici. Nei successivi 12 mesi, recuperano interamente la cifra anticipata grazie alla riduzione sullo stipendio lordo del lavoratore; inoltre, hanno un vantaggio economico netto: riducendosi lo stipendio lordo infatti si riduce anche la cifra che l’azienda deve versare in contributi sociali. Nel nostro esempio di una bici da 750£, l’azienda ha uno sgravio fiscale netto di 103£.
Inoltre, varie indagini statistiche indicano che i lavoratori che sfruttano il “Cycle to Work” si ammalano di meno; sono più produttivi; e sono più legati all’azienda.

I NEGOZIANTI

Cycle to work UK

“Se proprio devi andare, almeno divertiti mentre vai!”. Un negozio inglese pubblicizza l’iniziativa Cycle to Work. Foto Instagram @cyclescheme

Partecipare al “Cycle to Work” è per i negozianti un ottimo modo per farsi conoscere da nuovi clienti, che poi torneranno per farsi riparare la bici; per acquistare accessori; o per comprare nuove bici. Questi vantaggi superano di gran lunga il costo legato alla partecipazione (pari solitamente al 10% del prezzo della bici; nel nostro esempio, per una bici da 750£ il negoziante incassa tipicamente 675£).
Per il 65% dei negozianti intervistati nel corso di un’indagine, il Cycle to Work è “importante” o “molto importante” per la loro attività.

LO STATO

infografica Cycle to Work

Questa infografica riassume i vantaggi economici per lo Stato britannico (cliccare per ingrandire)

Anche lo Stato britannico guadagna molto da questa iniziativa. Si è stimato che per ogni sterlina “persa” per la riduzione delle imposte, lo Stato ne risparmia due in minori costi sanitari. A questo bisogna aggiungere i benefici derivanti dal minore inquinamento, e dal maggiore giro d’affari del settore ciclismo.

“Cycle to Work” o contributi all’acquisto?

Rispetto ai contributi all’acquisto saltuari e a macchia di leopardo che sono attivi in Italia, il Cycle to Work ha diversi vantaggi:

  • È un sistema stabile e duraturo. Dei contributi temporanei (come successo in Italia nel 2009) rischiano di “drogare” il mercato per poi deprimerlo quando non vengono rinnovati
  • È facile da usare. Proprio perché va avanti da molti anni (dal 1999) le procedure sono ben note e consolidate; tutte le parti burocratiche possono essere svolte velocemente online.
  • Colpisce dove più è utile. Essendo incentrato sul pendolarismo va a sostituire direttamente i viaggi in automobile; oppure ad alleggerire il sistema di trasporto pubblico. Con il Cycle to Work non si comprano bici da corsa da 5mila euro per il giretto domenicale, bensì ottime bici da città per il tragitto casa-lavoro.
  • Realizza una sinergia fra aziende e lavoratori. È stato rilevato che partecipare al Cycle to Work aumenta lo “staff engagement”, cioè l’entusiasmo dei lavoratori nei confronti della propria azienda. È anche da queste cose che passa un aumento della produttività del lavoro.

E in Italia?

Abbiamo appena scritto che ogni sterlina investita nel Cycle to Work ne fa risparmiare due alle casse del Regno Unito. Quale altro investimento, di questi tempi, garantisce un ritorno del 100%, con in più così tante altre esternalità positive?

Non ci sarebbe bisogno anche in Italia di qualcosa che riduca i costi sanitari; riduca l’inquinamento; faccia aumentare la produttività del lavoro? Noi crediamo di sì. Crediamo anche che non sia possibile semplicemente copiare il Cycle to Work e introdurlo in Italia. È necessario adattare questo progetto alla nostra situazione.

Per questo pubblicheremo nei prossimi giorni una proposta dettagliata su cui discutere. Continuate a seguirci.

 







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