Fase 2: anche la Spagna sceglie la bicicletta

27 Aprile 2020

La Spagna sta vivendo ancora momenti molto difficili a causa del perdurare dell’emergenza Coronavirus, ma i vari governi locali non perdono tempo e già pensano a quando avverrà la ripresa.

Valencia – Fonte valenciaplaza.com

A tal proposito la ministra per la transizione ecologica del paese Teresa Ribera, ha affermato che la bicicletta dovrà avere un ruolo centrale nella ripresa della nazione, sia perché permetterà di mantenere il distanziamento sociale e sia perché la diffusione delle due ruote sarà l’occasione per cambiare il volto di molte città, liberandole da traffico e inquinamento.

José Luis Miralles, professore di Urbanistica all’Università Politecnica di Valencia ha evidenziato come l’emergenza Coronavirus abbia dimostrato quanto inquinino le auto: nelle 80 città più grandi della Spagna dall’inizio del lock down l’inquinamento dell’aria si è praticamente dimezzato.
La fase 2 dell’emergenza Covid sarà l’occasione per realizzare nuove infrastrutture di mobilità sostenibile ed evitare di tornare alla situazione precedente, ha spiegato il docente universitario.

Anche le associazioni di promozione dell’uso della bicicletta hanno fatto un appello alla politica per sfruttare l’emergenza in modo da realizzare una rete di percorsi ciclabili pop-up, costituiti da interventi veloci e a basso costo che permettano alla popolazione di utilizzare mezzi non inquinanti e di evitare inoltre il sovraffollamento dei mezzi pubblici.

L’apertura alla bicicletta come mezzo ideale di trasporto sta iniziando a fare breccia nelle varie amministrazioni, tanto che alcune città dotate di servizi di bike sharing che prima avevano chiuso per far fronte all’emergenza stanno procedendo ora alla riapertura, in modo da garantire un’alternativa sicura al trasporto pubblico.

Per il momento diversi assessori alla mobilità stanno chiedendo azioni al governo centrale per favorire la mobilità ciclistica in città, da finanziamenti alla realizzazione di corsie ciclabili temporanee a norme ad hoc per far fronte all’emergenza mobilità che si andrà a creare.

Barcellona – ampliamento marciapiedi

A favore di una nuova mobilità si è già spesa la città di Barcellona che ha annunciato un piano per creare altri 21 km di piste ciclabili e per andare ad ampliare i marciapiedi troppo stretti presenti in città.

In alcuni casi le scelte di Barcellona saranno drastiche: strade pedonali e niente parcheggi in superficie per ricavare spazio alla mobilità attiva.

Barcellona – Corsie bus aperte alle bici

Anche la capitale Madrid sembra che non starà a guardare e per evitare il tracollo del servizio pubblico spingerà moltissimo sull’uso delle biciclette in città.

Le azioni della Spagna non fa altro che seguire quelle annunciate dalle città italiane e gli esempi di Rete di Mobilità d’Emergenza già sperimentati in altre città di tutto il mondo.

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