Pura follia: una cargo bike in alta montagna

25 Ottobre 2022

Nelle pubblicità le cargo bike vengono spesso raffigurate come oggetti rassicuranti spesso nelle mani di mammine dolci e inoffensive, intente a trasportare la prole o la spesa in giro per la città nel massimo rispetto del Codice della Strada e del buonsenso.

Ma prima o poi doveva succedere che a qualcuno venisse in mente di “pimpare” la propria cargo bike per metterla alla prova in situazioni improprie. È quanto ha fatto Alessandro, proprietario del negozio Biga in provincia di Milano che ha messo mano alla propria Riese & Müller Load e l’ha portata in montagna tra alpeggi, single track e piste da sci.

Cargo Bike su un tornante sterrato in discesa in montagna

A pensarci bene, il passaggio, per quanto stravagante, sembra tutto fuorché illogico: perché quando una bicicletta esce dalla fabbrica con la doppia sospensione, all’anteriore e al posteriore, il minimo che ti possa venire in mente di fare è di montare delle gomme da sterrato e usarla nel fuoristrada. Poco importa se la bicicletta in questione è una cargo pensata per trasportare 200 kg di roba (incluso il ciclista) in giro per la città.

Trasporto latte con la Cargo Bike

“A dirla tutta, in alcuni tratti ho dovuto spingerla, soprattutto in salita” – ci ha raccontato Alessandro – “ma alla fine utilizzando il tasto ‘walk’ la cosa è andata meglio del previsto”.

Cargo bike a spinta in alta montagna
Alessandro e la sua Riese & Müller Load 60

I motori in uso nelle cargo bike di alta gamma al giorno d’oggi sono praticamente dei “muli” in grado di affrontare qualunque situazione e anche l’impianto frenante fa più di quanto promette.

Dopo questa ciclofollia (che trovo anche pericolosa), Alessandro mi ha lasciato la Load in ufficio e ho avuto il piacere di provarla per una giornata di appuntamenti e commissioni in giro per Milano. Il baricentro basso, unito alla maneggevolezza d’uso nei percorsi più stretti e trafficati, nonché l’efficacia delle sospensioni sul brutale pavé milanese mi hanno subito capire come diavolo gli sia venuto in mente di provare la Load in alta montagna.

Alla fine di tutto questo mi è rimasta una perplessità perché davvero non capisco come si faccia a trattare in quel modo una cargo bike da oltre 7.000 euro (sì, la Riese & Müller Load non è esattamente economica), ma dall’altro lato mi sono detto che se una bici costa così tanto, una ragione ci dovrà pur essere e che il minimo che ti puoi aspettare è che sappia affrontare anche delle situazioni non favorevoli.

A scanso di equivoci, Alessandro è un alpinista con molti anni di esperienza e che sa come comportarsi in montagna, sconsigliamo vivamente a chiunque non abbia la dovuta esperienza di esporsi a situazioni potenzialmente pericolose.

Commenti

6 Commenti su "Pura follia: una cargo bike in alta montagna"

  1. Ettore Pieforte ha detto:

    Mi sembra un buon banco di prova, collaudare una cargo-bike in situazioni rappresentative dell’asfalto di Roma, senza però rischiare di essere ammazzati dal traffico.

    E comunque sembra divertente, sicuramente molto più divertente che mettersi la tutina di plastica, doparsi e vincere una garetta amatoriale

  2. ROMANO ha detto:

    Buona giornata a tutti, Condivido in parte la definizione di “PURA FOLLIA” andare in montagna con un giocattolo di quelle dimensioni, ma io trovo equivalente follia quotidiana se, si affronta il traffico “CITTADINO” senza un’adeguata “VALUTAZIONE DEL RISCHIO”. E’ ovvio che il “mezzo appropriato, il carico soppesato, la propria esperienza e padronanza del mezzo, ecc …, non azzerano i rischi ma li rendono accettabili, sempre con riserva.

  3. Enrico ha detto:

    Noi di e-Stelvio utilizziamo una R&M Packster 40 come officina mobile durante i tour di grandi dimensioni e in occasione di eventi come il Mapei Day. Quest’anno il nostro meccanico Emanuele ha scortato tutti i nostri 50 clienti fino alla cima del Passo dello Stelvio con la nostra cargo officina.

  4. Giorgio ha detto:

    Oggi sembra una trovata bizzarra, ma potrebbe essere un’alternativa concreta per il rifornimento di rifugi e alpeggi con accesso carrabile: il prezzo è coerente con un veicolo professionale che può trasportare 100kg a viaggio su terreni accidentati

  5. Cesare ha detto:

    Ottimo

  6. PAOLO ha detto:

    Idea tutt’altro che peregrina, può essere utile agli sci alpinisti in primavera per caricare sci e scarponi e arrivare alla partenza gita con gli sci evitando di camminare con peso scarponi e sci sulle spalle.
    Può inoltre essere un alternativa all’auto per tragitti non lunghi in cui devi raggiungere e puoi raggiungere un luogo con la tua attrezzatura, così oltre a fare la spesa eviti l’uso dell’auto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi articoli

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi il meglio della settimana via mail.

Iscriviti