Rubriche e opinioni

Stadi italiani senza parcheggio bici: il caso del PalaLeonessa di Brescia

Gli eventi sportivi, o i concerti di grandi artisti, rappresentano per le città che li ospitano un’opportunità e un’importante vetrina. Ma la loro gestione è anche un notevole impegno organizzativo. Una delle questioni più importanti riguarda le modalità di accesso delle persone, la mobilità e i parcheggi nelle zone limitrofe agli stadi o palazzetti dove si svolgono le manifestazioni.

I palazzetti dello sport e gli stadi italiani hanno spesso nelle vicinanze enormi parcheggi per ospitare le migliaia di tifosi in automobile che, come mosche attratte dal miele, si incolonnano alla ricerca di un posto finendo per creare caos, rumore ed inquinamento. All’estero invece, non mancano soluzioni anche diverse. In Italia questa pratica è quasi inesistente con l’eccezione di alcuni eventi come la Fiera del Cicloturismo, dove almeno 500 posti bici sono a disposizione dei visitatori per parcheggiare la propria due ruote in sicurezza.

Lo stadio Europa Park Stadium di Friburgo, con 3700 posti bici dedicati, dislocati attorno all’impianto. Solo 2100 invece quelli per le automobili.
Lo stadio Europa Park Stadium di Friburgo, con 3700 posti bici dedicati, dislocati attorno all’impianto. Solo 2100 invece quelli per le automobili.

Nel 2018 l’amministrazione comunale di Brescia ha ultimato la ristrutturazione dello storico palazzetto della città, il mitico EIB, che sorge a fianco della Fiera di Brescia, dell’autostrada A4 e della Tangenziale Ovest. Nonostante sia così vicino a queste importanti arterie stradali, è abbastanza semplice raggiungerlo anche in bicicletta, percorrendo una ciclopedonale sterrata sull’argine del fiume Mella o direttamente dal quartiere di Chiesanuova, a sud-ovest della città.

Il PalaLeonessa A2A di Brescia, circondato da enormi parcheggi auto, sempre vuoti tranne che in occasione delle partite e degli eventi fieristici
Il PalaLeonessa A2A di Brescia, circondato da enormi parcheggi auto, sempre vuoti tranne che in occasione delle partite e degli eventi fieristici

Conoscendo le difficoltà di parcheggio e traffico, in ingresso ed uscita dalla partita, il 30 dicembre 2023 sono andato a tifare per la Leonessa, insieme a mio padre e mio fratello, usando la bicicletta. Una facile pedalata di circa 5 km per arrivare alla “palla a due”, puntuali e senza stress. Il primato in classifica di Brescia nella sfida contro la corazzata Milano, abbinato ai giorni festivi post-natalizi, preannunciava il tutto esaurito.

Si pedala in direzione PalaLeonessa
Si pedala in direzione PalaLeonessa

Così, serpeggiando tra centinaia di auto incolonnate alla ricerca di fantasiosi parcheggi più o meno leciti, arriviamo al palazzetto e iniziamo a cercare il parcheggio bici. Non trovando nulla, chiediamo ai gentili steward i quali, oltre ad essere sorpresi della nostra richiesta, ci spiegano che non esiste alcun posteggio dedicato alle bici.

Amareggiati non ci resta che assicurarle alla bell’e meglio alla rete esterna del palazzetto, verificando poi che anche sul sito internet del Comune di Brescia è specificato che il PalaLeonessa A2A risulta sprovvisto di parcheggio bici (https://www.sanfilippo.it/centri-comunali/palaleonessa.html).

Le nostre biciclette assicurate “abusivamente” alla ringhiera del PalaLeonessa A2A di Brescia

Durante il ritorno a casa, fortunatamente dopo anche una bella vittoria, discutiamo sul fatto che la situazione sia davvero paradossale visto che, tra le altre cose, il main sponsor del palazzetto è A2A, azienda che si presenta come molto attenta all’ambiente ed alla sostenibilità.

Si potrebbe obiettare che un parcheggio biciclette sia superfluo, visto che nessuno, tranne noi quella domenica, le avesse usate per recarsi al palazzetto. Ma è altrettanto vero che senza un parcheggio bici adeguato ed una campagna comunicativa che invogli le persone a usarla per raggiungere l’impianto, è difficile che le abitudini possano cambiare.

Ho deciso così di scrivere una lettera al Comune di Brescia, alla Leonessa Basket Brescia e ad A2A, per chiedere che si provveda a creare un parcheggio coperto, sicuro e con un numero adeguato di stalli per le biciclette, pubblicizzandolo poi mediante i canali social per incentivare gli “spettatori” a raggiungere il palazzetto in bicicletta.

Purtroppo ad oggi, dopo ormai 3 settimane, non ho ricevuto alcuna risposta. Su Bikeitalia vi terremo aggiornati in merito a eventuali sviluppi.

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Commenti

  1. Avatar paolo radici ha detto:

    Andare al Palaleonessa al di fuori dell auto é impossibile.
    Non esiste una fermata del bus davanti al palazzetto ne un passaggio pedonale separato dalla strada.
    Al palazzo di Trento era segnalato un parking per le bici ma non ho verificato di persona.
    io ho intenzione di farmi in bici la trasferta a Cremona, si potrebbe organizzzare.

  2. Avatar Paolo Gaffurini ha detto:

    @Simone Flegoni, grazie dei complimenti e delle osservazioni tutte molto pertinenti che fai sulla situazione Bresciana, non avrei saputo riassumerle meglio. Giustamente dici che se sul sito il park bici non è indicato, mica ci si può aspettare di trovarlo; tuttavia quando arrivi e leggi A2A a caratteri cubitali con tanto di slogan Life Company e fesserie simili, le scatole girano a manetta.
    A presto, becchiamoci in giro in bici, magari in Critical, ogni ultimo venerdi del mese

  3. Avatar Simone Flegoni ha detto:

    Confermo il problema. Ed è un problema serio.
    Diciamo che il Palaleonessa, per assurdo, è assolto dalla responsabilità in quanto non è neppure prevista una ciclabile o un percorso sicuro e comodo per le bici, per arrivarci. Insomma, se non ci puoi arrivare con la bicicletta, che serve un parcheggio per le bici?
    Certo, ovviamente, in qualche modo ci si può arrivare, rischiando di essere investiti o allungando la strada di molto, ma io ci vorrei portare i miei figli, in sicurezza.
    Vivo a Brescia da molto e non posso dire che non si sia fatto molto per la mobilità sostenibile, ma ci sono dei buchi enormi. Ad esempio questo citato nell’articolo. Oppure, sembra assurdo ma è così, non esiste una ciclabile che collega la città alla zona industriale e stiamo parlando di una delle città più industrializzate d’Italia. Ovviamente, non essendo previsto che ci si arrivi in bici, non esiste neppure una stazione dell’ottimo servizio di Bicimia. È tutto logico purtroppo.
    Possibile che si parli di ridurre il traffico e non si agevoli maggiormente i flussi di traffico maggiori e costanti (quelli più prevedibili e dove un’intervento porterebbe maggior efficacia) , alla conversione nella mobilità dolce?
    Aggiungo anche che per me che vivo in una zona 30, purtroppo, oltre i cartelli (pochi e poco visibili) è cambiato ben poco. Le macchine corrono uguale a prima.
    Fare e non misurare i risultati non è un buon metodo per migliorare.

    In ogni caso, grazie a Paolo per l’articolo e per il grande lavoro di sensibilizzazione che porta avanti nella nostra città. Ciao

  4. Avatar Gigi ha detto:

    Io ho l’abbonamento al Cagliari Calcio, e vado ogni 2 settimane con un amico in bicicletta. Dalla porta di casa, in centro, allo stadio, ci mettiamo di solito 12 -14 minuti, superando file di auto bloccate nei viali di accesso. Allo stadio abbiamo individuato il nostro paletto, di fronte alla curva, tatticamente a fianco della camionetta della polizia :) Al ritorno è una goduria sapere di essere di nuovo in città quando la maggior parte delle persone è ancora incolonnata cercando di uscire dal parcheggio.

    https://sardanews.it/notizie/ecco-il-nuovo-stadio-del-cagliari-meno-parcheggi-al-gigi-riva-si-arrivera-col-bus-navetta

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