La Giunta di Regione Lombardia ha approvato l’aggiornamento del Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (PRMC). Il provvedimento, nato su proposta dell’assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi, di concerto con l’assessore ai Trasporti, Franco Lucente, ha l’obiettivo di delineare una rete ciclabile più estesa, connessa e sicura sul territorio regionale.
Il nuovo documento consolida il lavoro di pianificazione nazionale avviato nel 2022, andando a definire una rete portante composta da 25 percorsi di livello nazionale e regionale, e stabilendo i criteri strategici per lo sviluppo della mobilità a pedali.
Gli investimenti per le infrastrutture e il cicloturismo
L’aggiornamento del PRMC si basa su un pacchetto di investimenti pari a oltre 115 milioni di euro, frutto dell’unione di risorse regionali, statali e fondi provenienti dal PNRR.
Come spiegato dall’assessore Terzi, queste risorse sono destinate in particolar modo allo sviluppo delle grandi direttrici di livello nazionale che attraversano la Lombardia, tra cui le Ciclovie Sole, Vento, Garda e Milano-Monaco.
Le infrastrutture sono concepite non solo per favorire la mobilità attiva quotidiana e la valorizzazione del paesaggio, ma anche per fungere da volàno economico per i territori, in risposta alla crescente domanda legata al cicloturismo internazionale.
Intermodalità e mobilità quotidiana
Un asse portante del nuovo piano è l’integrazione tra la bicicletta e il sistema del trasporto pubblico. L’assessore Lucente ha evidenziato come l’obiettivo sia quello di rendere i percorsi ciclabili funzionali agli spostamenti quotidiani.
Migliorando l’accessibilità ai servizi, alle stazioni e ai collegamenti tra i centri urbani e le aree periferiche, l’intento della Regione è quello di fornire ai cittadini un’alternativa sostenibile e sicura all’impiego del mezzo privato.
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Il nuovo database cartografico
Dal punto di vista tecnico, l’aggiornamento è partito dalle fondamenta del precedente PRMC varato nel 2014. È stato realizzato un database cartografico aggiornato che fotografa lo stato attuale di tutte le infrastrutture esistenti.
Questa attività di ricognizione e mappatura ha permesso di identificare con precisione i tratti ciclabili ancora da sviluppare e di stabilire le priorità di intervento, al fine di garantire una maggiore continuità e sicurezza dei percorsi.
I 25 percorsi della rete portante
Il piano integra i nuovi itinerari, le ciclovie turistiche nazionali e le direttrici già previste dal documento del 2014. Per ciascun percorso, il piano definisce in dettaglio le connessioni con la rete locale, l’interscambio con i servizi ferroviari e di navigazione, e i collegamenti con i principali poli di interesse culturale e naturalistico.
Complessivamente, la nuova rete si articola nei seguenti 25 percorsi principali che attraversano il territorio lombardo:
- Ticino
- Pedemontana Alpina
- Adda
- Brescia – Cremona
- Via dei Pellegrini
- Villoresi
- Sole
- Vento
- Navigli
- Via delle Risaie
- Val Chiavenna
- Oglio
- Via del Mare – Via del Sale
- Greenway Pedemontana
- Lambro
- Valle Olona
- Tirrenica
- Milano – Monaco
- Garda
- Lago Maggiore
- Anello Lago d’Iseo
- Alpina Valsabbia
- Brescia – Mantova
- Treviso – Ostiglia
- Lomellina (Pavia – Aosta)
[Fonte]





















Buongiorno. Ottima notizia ragionare su itinerari ciclabili a larga scala. Serve appunto che un Ente Sovracomunale si faccia facilitatore tra Comuni, Province. Parchi. Ad esempio, vedo che saggiamente è presa in considerazione la Via dei Pellegrini, che attualmente è interrotta dalla chiusura del ponte ciclabile su A8 tra i comuni di Arese e Rho a causa della mancata manutenzione, che non viene eseguita perché i 4 comuni interessati dal progetto delle vie d’acqua nord (Arese, Rho, Bollate e Garbagnate) non hanno sottoscritto il protocollo di ripartizione dei costi. Arese e Rho lo avrebbero firmato già dopo Expo, gli altri due no. Il ponte va riaperto al più presto, tenerlo chiuso è uno spreco di denaro pubblico ed uno scandalo che contraddice la volontà di promozione del cicloturismo e della mobilità ciclabile che si proclama nei documenti programmatori.
Buongiorno a proposito della pista ciclabile della valle sabbia mancano pochissimi km da valorizzare oppure realizzare dopo Vestone per collegarla al lago d’idro e raggiungere il trentino in tutta sicurezza e non affiancati al traffico di automobili e camion che percorrono quotidianamente queste strade
A proposito della ciclabile del Canale Villoresi: manca il collegamento da Monza verso il fiume Adda. la ciclabile si interrompe a Monza poi si trova qualche traccia a Brugherio fino ad incrociare la Tangenziale est che non è possibile oltrepassare se non su viabilità ordinaria