Mentre la città è ostaggio del traffico e dello smog e si perde in tavoli e riunioni, le associazioni FIAB Milano Ciclobby e Genitori Antismog si dissociano dal progetto Möves, denunciando l’inerzia delle politiche della Giunta Sala
Il percorso partecipato Möves – parola che in dialetto Milanese significa muoviti! / muoviamoci! – ideato dal Comune di Milano per coinvolgere cittadini e portatori d’interesse nella definizione di una mobilità attiva, sicura e sostenibile, ha visto la sua prima fase concludersi il 23 febbraio 2025 con la raccolta dei contributi. Strutturato in tre fasi – dalla raccolta di proposte alla definizione delle priorità e infine alla stesura di un documento finale – Möves si presentava come un’opportunità per dare forma a un nuovo modello urbano. Tuttavia, ciò che doveva essere uno strumento di innovazione si è trasformato, agli occhi di alcuni, in un ulteriore espediente per mantenere lo status quo.
La posizione di FIAB Milano Ciclobby
Dopo una lunga riflessione interna, FIAB Milano Ciclobby il 23 febbraio scorso ha deciso di ritirarsi dal progetto. L’associazione, che vanta oltre vent’anni di esperienza nel promuovere la mobilità in bici, denuncia come i loro continui contributi – mai veramente ascoltati – abbiano sempre trovato spazio solo nelle pagine dei documenti ufficiali, senza tradursi in interventi concreti. «Questo percorso ci pare essere l’ennesimo espediente del Comune per non cambiare nulla, se non a parole», recita il loro comunicato, nel quale si sottolinea come le proposte, ispirate alle migliori esperienze europee, siano state già inviate agli Assessori Arianna Censi e Marco Granelli in passato, ma non abbiano mai trovato la giusta attenzione.
Il grido di allarme dei Genitori Antismog
Anche Genitori Antismog si unisce alle critiche e annuncia l’uscita dal progetto, evidenziando come il progetto Möves di Milano rappresenti un modo per far perdere ulteriore tempo alla città, ormai in ritardo nel colmare il divario rispetto agli standard di mobilità delle altre capitali europee. Simone Pantalei, presidente dell’associazione, ribadisce la frustrazione di chi, da anni, osserva una Milano in cui le vere necessità di una mobilità sostenibile vengono ignorate in favore di documenti e commissioni. Secondo Genitori Antismog, il dialogo con le istituzioni è ormai diventato un palcoscenico di false promesse, dove la Consulta delle mobilità e dell’accessibilità viene informata delle novità dai giornali e non dagli assessorati, e dove persino dopo tragedie stradali il discorso si riduce a giustificazioni evasive.

L’impietoso confronto con le best practice europee
Il contrasto con altre realtà europee è evidente. Mentre città come Parigi stanno già implementando piani ambiziosi – ad esempio eliminando 60.000 posti auto entro il 2030 per creare spazi verdi e combattere l’effetto isola di calore – Milano fatica a trovare soluzioni efficaci per problemi ben noti, come il continuo afflusso di oltre 60.000 auto parcheggiate illegalmente ogni giorno. Un gap che, a detta dei critici, non è solo una questione di immagine, ma una reale minaccia per la sicurezza e la qualità della vita urbana.
Parole tante, fatti pochi
Il messaggio congiunto che arriva da FIAB Milano Ciclobby e Genitori Antismog è inequivocabile: non basta ancora un nuovo progetto partecipativo – l’ennesimo – per risolvere i problemi di mobilità di Milano. In città, sembra che l’orientamento prevalente sia quello di organizzare tavoli e riunioni, mentre le azioni concrete restano un miraggio. Le promesse del progetto Möves del Comune di Milano rischiano di diventare solo un’altra serie di documenti che non cambiano la quotidianità dei cittadini, costretti a subire le conseguenze di una politica che parla tanto e agisce poco. La Giunta Sala è chiamata a dimostrare che, finalmente, le parole possano tradursi in fatti.
Il messaggio delle due associazioni che sono uscite dal progetto sbattendo la porta può essere sintetizzato così: “Möves, ma sul serio? Ma lo dite a noi?!?”


















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