C’è un modo fantastico di scoprire la Laguna di Venezia: in sella a una bici, sospesi sull’acqua. A Cavallino-Treporti è stata recentemente completata la “Via del Respiro”, la pista ciclopedonale a sbalzo più lunga d’Europa, un’infrastruttura unica che corre per 6,5 degli 8,5 chilometri totali su una struttura metallica sospesa sulla laguna, perfettamente integrata nell’ambiente.
Questa realizzazione di ingegneria rappresenta molto più di una semplice infrastruttura: è un simbolo della mobilità sostenibile, della sicurezza stradale e di un turismo che guarda al paesaggio come risorsa e non come ostacolo.
Un investimento da 20 milioni che guarda lontano
Per realizzare quest’opera, l’investimento ha superato i 20 milioni di euro, con il Comune di Cavallino-Treporti che ha contribuito per 13 milioni e il Provveditorato alle opere pubbliche per quasi 7. L’intervento ha incluso anche la messa in sicurezza di alcuni tratti critici lungo il percorso.
Pedalare sull’acqua, nel cuore della laguna
Quella che è già stata ribattezzata “Via del Respiro” regala a chi la percorre un’esperienza immersiva unica: si pedala sospesi sull’acqua, tra barene, uccelli e riflessi lagunari, in un silenzio che sa di rispetto per la natura. “Abbiamo sognato questa pista che ci fa pedalare sull’acqua e nel 2018 abbiamo avviato l’iter per poter realizzare questa infrastruttura”, ha dichiarato la sindaca Roberta Nesto. “Oggi, con grande soddisfazione, consegniamo alla nostra comunità il completamento del secondo stralcio della ciclopedonale a sbalzo. Questo risultato è frutto del lavoro di tutti”.

Un’opera che unisce sicurezza, ambiente e turismo
La pista ciclopedonale non solo ha separato in modo netto il traffico ciclistico da quello veicolare, garantendo maggiore sicurezza, ma ha anche rafforzato l’identità turistica del territorio. “La pista ciclopedonale a sbalzo si dimostra ogni giorno di più un’infrastruttura necessaria per questo territorio, dando risposte concrete in tema di sicurezza, viabilità e mobilità sostenibile”, ha sottolineato l’assessore Alberto Ballarin. “È diventata anche un simbolo di Cavallino-Treporti”.
Un biglietto da visita per promuovere il cicloturismo
Alla cerimonia d’inaugurazione del 18 luglio scorso ha partecipato anche Alessandro Ballan, campione del mondo di ciclismo su strada nel 2008, nominato “ambasciatore del turismo” dal Comune per il suo impegno nella promozione del cicloturismo. Un’inaugurazione, questa, che è sembrata quasi un abbraccio collettivo: tra istituzioni, cittadini e paesaggio.
Qui non si pedala soltanto: si sogna, si contempla, si riscopre il senso del tempo. Perché a Cavallino-Treporti, il futuro non corre. Scivola lento sull’acqua, sospeso tra cielo e laguna.
[Fonte]




















mi interesa molto!
ha cartine e descrizioni?
saluti, Vital
Molto bella, fatta nel settembre 2023. Peccato che all’imbarco da punta Sabbioni per il Lido, fosse possibile prendere il vaporetto 4 biciclette alla volta ogni mezz’ora, noi avevami 20 biciclette davanti, abbiamo aspettato molte ore. Non so se oggi questo collo di bottiglia è stato risolto
Finalmente una buona notizia per gli amanti della bici. Sono appena tornato da una vacanza in Olanda, e devo ammettere che è un altro mondo per quanto riguarda le piste ciclabili : sono perfette, senza buche e collegano tutte le località. Basterebbe essere capaci di copiare, ma evidentemente si preferisce privilegiare le auto.
Fatta l’anno scorso, è stupenda da sogno, poi a Treporti imbarco per Venezia Lido
Sopratutto le ciclabili mancano in Toscana ad esempio da Albinia a Saturnia o da Albinia al Parco dell’uccelina. Un pezzo c’è ma arrivivi prima di Fonteblanda e bisogna spingere la bicicletta sulla sabbia comunque è fattibile da Albinia al Collechio sulla statale di san Donato poi sda lì c’è un sottopasso per arrivare alla stazione di Alberese. Dimenticavo il pezzo da Albinia a Porto Santo Stefano si potrebbe arrivare dalla Toscana a Roma centro……. Credo che bisogna fare molti sforzi e investire nelle ciclabili.
Potete mettere il tracciato della’ via del Respiro”? Grazie
A chi chiede per il cicloturismo se una bici da strada o una gravel io rispondo: una bici da trekking
Bici da strada o gravel? Dipende da che tipo di cicloturismo vuole fare. Con le bici da strada è abbastanza critico fare sterrati, strade bianche o pave’ a causa delle ridotte dimensioni degli pneumatici e rapporti più lunghi perché su strada si va più veloci. Le gravel hanno pneumatici di sezione più generosa e rapporti più corti. Si fa meno velocità su strada ma si fa meno fatica fuori strada. Perciò dipende da lei cosa le piace fare di più. Strada o sterrati?
Sono felice di questa realtà,ma in Italia bisogna lavorare tanto ancora per le ciclabili
Salve,
volevo chiederVi per il cicloturismo è più consigliata una bicicletta da strada oppure una gravel?
Grazie
Sempre più il nostro Paese dovrebbe allinearsi con gli Stati del Nord Europa nella costruzione di ciclabili. Negli ultimi anni però anche l Italia ha maturato maggior coscienza per una mobilità sostenibile mediante la costruzione di tratti ciclabili non solo per il turismo ma anche per coloro che usano tale mezzo per muoversi nelle proprie città.