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Perché ogni ciclista dovrebbe usare la crema solare

Perché ogni ciclista dovrebbe usare la crema solare

Nel mondo della bici non hanno ancora coniato l’espressione biker face, ma sarebbe azzeccata. Perché, proprio come accade nella corsa con la runner face, anche chi pedala con costanza (e intensità) può ritrovarsi con il volto scavato, talvolta un po’ emaciato e con la pelle precocemente segnata. Il motivo? Un mix di sole, vento, radicali liberi prodotti dallo sforzo fisico e persino il consumo del grasso presente sul viso. Ebbene sì: andare in bici può lasciare segni visibili sul volto. E non sempre piacevoli, come appunto l’invecchiamento cutaneo. Parola dei dermatologi.

Estetica del volto: un argomento un po’ stridente con la tenacia connessa a questo sport da duri? Non proprio, se si considera l’aumento progressivo delle donne in sella (dati Strava). E l’interesse crescente alla cura del viso da parte degli uomini, secondo le statistiche di categoria. Proprio per questo vale la pena parlare di come proteggere la pelle dal sole, anche in autunno. Quando i raggi sembrano più gentili, ma in realtà continuano a fare danni silenziosi.

In bici si è esposti al sole (anche in autunno)

Meno bruciante che in estate, il sole autunnale è più insidioso per la bellezza della pelle perché emette raggi UVA, ovvero le radiazioni presenti in egual misura tutto l’anno, responsabili dell’invecchiamento cutaneo (a differenza degli UVB, presenti in maggiore quantità da giugno a settembre, che, invece, procurano eritemi e scottature).

Molti ciclisti credono che con la fine della bella stagione la pelle possa “riposare” dalle creme con filtro solare, ma non è così. I raggi UVA sono presenti in tutte le ore del giorno in cui c’è luce. «Gli UVA invecchiano poiché emettono radiazioni a onda lunga che arrivano a danneggiare le fibre di collagene ed elastina, cioè quelle che danno sostegno e compattezza alla pelle» spiega la dermatologa Marina Marchesotti, docente presso il Master di Medicina Estetica e del Benessere dell’Università di Pavia.

In bici l’esposizione è diretta e prolungata anche quando il cielo è coperto, poiché gli UVA oltrepassano le nuvole e agiscono in profondità nella cute. A ciò si aggiunge la somma di vento, freddo e smog (ove non si pedali in aperta campagna) che impoveriscono il film idrolipidico cutaneo e amplificano l’effetto ossidativo dello sforzo fisico. «L’attività fisica molto intensa aumenta la produzione di radicali liberi che produce danni alle cellule cutanee», prosegue la dermatologa.

Certo, gli sportivi hanno una capacità maggiore di smaltire i radicali liberi in generale, ma pare che tale “compensazione” nella cute non basti. Una ricerca condotta Dipartimento di Dermatologia dell’Università Charité di Berlino ha dimostrato che bastano tre allenamenti intensi a settimana all’aria aperta per ridurre fino al 20% la concentrazione di betacarotene e licopene nella pelle, due antiossidanti fondamentali nella difesa dai radicali liberi. 

Ciclista su bici Wilier Triestina Rave SLR configurata gravel

Perché il viso soffre dopo una lunga pedalata

Chi pedala con costanza conosce bene la sensazione di pelle che tira dopo un lungo allenamento. «È uno dei segnali della secchezza cutanea conseguente a lunghe sessioni sportive all’aperto. Non dipende solo dai liquidi persi e dal tipico “vento in faccia” durante il giro in bici, ma anche da altri fattori. Quel calore sulla pelle del viso misto a pizzicori è spesso la conseguenza del sudore che macera sulla pelle, la quale diventa più secca e delicata, ma anche più sensibile alle allergie da contatto».

Ecco che il mix di sole, sforzo fisico e perdita di grasso sottocutaneo porta nel tempo a un viso più scavato e meno tonico. «Anche il viso è composto da grasso, che dà quel turgore tipico della giovinezza. Dopo anni di lunghe sessioni sportive il viso ne risente, accusando una riduzione del tessuto lipidico, con perdita di tonicità. Il fenomeno va sotto il nome di elastosi solare e si manifesta con il viso un po’ “consumato”», continua la dermatologa.

Protezione solare prima di salire in bici (anche “fuori stagione”)

La protezione solare non serve solo d’estate. Inoltre, esistono versioni per gli sportivi formulate per non arrecare disturbi al gesto atletico: si assorbono in fretta, sono molto confortevoli e resistono al sudore. Si vendono in farmacia, e sono prodotte da quasi tutte le più grandi case farmaceutiche. Certo, in autunno si userà la crema con SPF solo sul viso, mentre in inverno in molte regioni d’Italia saranno soppiantate dagli scaldacollo indossati sino al naso, ma sarebbe un peccato dimenticarsene quando si smette la divisa estiva.

«Usare le creme con SPF in autunno significa prevenire non solo le rughe, ma anche la perdita di tonicità e compattezza, responsabile dei cedimenti cutanei e del tipico viso “svuotato” dell’invecchiamento», precisa l’esperta.

Se in estate la protezione solare del ciclista deve avere una texture leggera, già da ottobre si può scegliere un prodotto con una consistenza più corposa, come quelli che per esempio si usano durante lo sci. Non aumentano la sudorazione e restano stabili nonostante il vento in faccia per lunghi km. Un’idea può essere anche portarsi uno stick con SPF che, se applicato con abbondanza, può sostituire la crema solare. Facile da usare anche senza fermarsi.

Cura della pelle, una volta tornati a casa

E dopo il giro in bici? La pelle ha bisogno di antiossidanti, sia sotto forma di topici (con creme idratanti con vitamina C, E e resveratrolo) che di alimenti (cibi con betacarotene, licopene, antocianine). «Suggerisco, inoltre, di non dimenticare la “finestra dei 100 minuti”: è questo il tempo entro il quale applicare una crema nutriente a base di antiossidanti. Un esempio? Il burro di karitè, ricco di vit. A, E ed F e di acidi grassi che nutrono intensamente la pelle provata dallo sport all’aria aperta», conclude la dermatologa Marchesotti.

Prima del casco e degli occhiali, indossa una protezione solare in bici anche dopo l’estate, quindi: non è certo un imperativo categorico, ma se ci tieni alla bellezza della pelle, why not?

Lasciamo che la tua faccia da biker sia semplicemente felice e non scavata.

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