Nel mondo del bikepacking, dove ogni grammo conta e ogni dettaglio è pensato per trasformare un viaggio in bici un’esperienza fluida all’insegna dell’ottimizzazione del bagaglio, le borse non sono un semplice accessorio: sono compagne di strada su cui poter contare. Da oggi, una delle realtà italiane più riconosciute del settore annuncia una grande novità.
MissGrape, marchio che dal 2012 produce borse e accessori tecnici 100% Made in Italy, entra ufficialmente a far parte del gruppo Elite, azienda storica con sede a Fontaniva conosciuta globalmente per indoor training, idratazione e prodotti dedicati alla performance ciclistica.


È un’unione nel segno della continuità: entrambi i brand manterranno infatti identità e indipendenza operativa, ma l’accordo permetterà a MissGrape di affrontare le sfide della distribuzione internazionale e dello sviluppo prodotto con solide spalle industriali alle proprie spalle.
MissGrape allarga il business
Per Michele Boschetti, fondatore e CEO di MissGrape, l’operazione rappresenta un passo naturale nella storia del marchio: “MissGrape è nata dall’esigenza di avere borse affidabili per i miei viaggi in bici. Tredici anni dopo, il viaggio prosegue. Siamo cresciuti tanto, ma per andare oltre serviva un partner che credesse davvero nel progetto. In Elite abbiamo trovato un gruppo imprenditoriale interessato non a una semplice operazione finanziaria, ma a costruire assieme il futuro del brand”.
Boschetti continuerà a guidare l’azienda all’interno della nuova struttura, affiancato da un team rinnovato. La rotta, quindi, non cambia: si estende.
Elite entra nel bikepacking
Se negli ultimi anni Elite ha consolidato la propria leadership nell’allenamento indoor e nei sistemi di idratazione, l’ingresso nel mondo del bikepacking rappresenta un allargamento della propria visione.
Nicoletta Sartore, CEO di Elite, sottolinea la sintonia tra i due percorsi: “Siamo felici di accogliere MissGrape nel gruppo. Il ciclismo oggi non è solo prestazione, ma anche avventura, natura, piacere di pedalare. Ci ha colpito la passione e la competenza di Michele: valori che sentiamo nostri. Siamo pronti per questa nuova fase e vogliamo dare ancora più forza al progetto MissGrape”.



Cosa significa per chi pedala
Per chi viaggia in bici ed è interessato alle borse per bikepacking, questa notizia potrebbe tradursi in:
- un ampliamento dell’offerta: nuove soluzioni, materiali, tecnologie, sviluppati con una capacità produttiva maggiore;
- una distribuzione più capillare: borse MissGrape più facili da trovare, non solo in Italia ma anche fuori dall’Europa;
- continuazione del DNA artigianale: prodotti pensati per durare, testati sul campo nelle condizioni più dure, come dimostra il palmarès costruito in gare come Silk Road Mountain Race, The Traka e Badlands.
MissGrape è stato uno dei primi marchi europei a credere nella produzione industriale di borse da bikepacking. In più di un decennio ha costruito una reputazione solida, ottenuto riconoscimenti internazionali – tra cui il Bikepacking Award “Gear of the Year” 2023 – e accompagnato ultracyclist e viaggiatori in ogni angolo del mondo.
Con l’ingresso in Elite il progetto avrà nuove energie per crescere, innovare e andare ancora più lontano.
Per maggior informazioni: www.elite-it.com
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Buongiorno. Mi ricollego ad altre considerazioni già postate in altra sezione per ricordare che esistono delle sottocategorie nell’ambito del CicloViaggio e del cicloturismo (con o senza intermodalità)
Per chi in genere pianifica e percorre un Lungo itinerario con tappe singole anche da 100km o +, TUTTO in bici, è molto frequente la soluzione che incorpora il bikepacking, a maggior ragione se si prevedono piccole soste che possono richiedere leggera manutenzione, cambio di indumenti a seconda del clima, alimentarsi per strada o altro.
In questo caso il tragitto prevede in genere costante avanzamento, lento, con diverse tappe a brevissima sosta, poi ripartenza subito per le successive destinazioni fino ad arrivare alla meta finale. Idem per il ritorno.
Per Chi come me ha sempre cicloviaggiato, come molti stranieri, con Intermodalità e bici performanti (e più tempo a disposizione), la soluzione è invece preferibilmente diversa: si predilige far tappa via via in punti di alloggio o strutture ricettive da cui partire e a cui ritornare ad anello per alcuni giorni, Esplorare a fondo la zona e percorsi ciclabili a margine, per poi muoversi in altro luogo con uno schema analogo di esplorazione.
La bici, tendenzialmente gravel, è leggera, con treni di ruote anche sostituibili. (da corsa, se si gira solo su asfalto)
In questo scenario ci si porta dietro il minimo indispensabile (io in genere ho sempre di gran lunga preferito uno zainetto leggerissimo con l’essenziale, piuttosto che le borse attaccate al telaio). Si viaggia rapidi e agili.
Esteticamente mi piace comunque molto la linea di questo bikepacking. Se si esordisce in questo tipo di cicloturismo, che ho comunque raramente provato, suggerisco alcuni accorgimenti prima di partire:
1) Controllate accuratamente di aver serrato al meglio tutto, altrimenti i rumori aggiuntivi sono assicurati
2) Non riempite al massimo ogni ‘borsetta’, per quanto solide le cerniere possono saltare alla lunga, è successo a gente che conosco, soprattutto in seguito a ripetute sollecitazioni durante il percorso.(con perdita anche di oggetti)
3)Assicuratevi che le borse prescelte, in caso di clima avverso con previsione di pioggia, siano impermeabili.
4) Pensateci molto bene prima di agganciare anche le borse grandi sulle ruote: sono quelle che si sentono di più come peso, pure nelle salite a pendenza minima e se non perfettamente allineate possono anche sfregare.
Una postilla finale sui pesi: certo, nel cicloturismo è iperbolico monitorare i grammi, ma ai molti etti o ai chili in più si DEVE prestare attenzione, eccome, possono fare la differenza fra riuscire a completare una tappa lunga o doversi fermare prima per sfinimento di energie, specie se NON si è allenati e lo si fa per la prima volta in assoluto.
Buone pedalate ed emozionanti viaggi a tutti :)
Bravo Tiziano!
condivido in pieno, ha poco senso farsi menate si grammi per borse che devono portare chili!
parametri principali per me sono robustezza e praticità.
saluti e buone pedalate a tutti
Complimenti a Michele Boschetti per aver creato delle borse di qualità , come costruzione, scelta dei materiali e design che competono con i migliori marchi statunitensi.
Nella migliore tradizione dell’artigianato Italiano.
Però per cortesia frasi come “Nel mondo del bikepacking, dove ogni grammo conta…” preferirei lasciarle a chi fa marketing per il ciclismo su strada ,dove gli utilizzatori sono predisposti a confrontare quello che gli viene proposto su questo parametro.
Sinceramente nel variegato mondo del cicloturismo ,che sia con le borse attaccate ai portapacchi ,gli zaini sulla schiena oppure le borse da bikepacking ,i grammi non dovrebbero nemmeno essere presi in considerazione…
Senza polemica però.