Buone Pratiche

L’unico corso universitario sulla mobilità ciclistica compie 12 anni

L’unico corso universitario sulla mobilità ciclistica compie 12 anni
Foto di gruppo in una uscita sul campo del corso di Esperto Promotore della Mobilità Ciclistica (fonte rivistabc.com)

La mobilità ciclistica non cresce per magia: cresce quando qualcuno studia, progetta e lavora sul campo. Da dodici anni il corso di perfezionamento Esperto Promotore della Mobilità Ciclistica (EPMC) dell’Università di Verona fa esattamente questo, formando persone che oggi sono attive in tutta Italia: 342 diplomati, circa 200 esperienze professionali in corso e una comunità che continua a pedalare insieme.

Una comunità viva, perché resta in contatto, si aggiorna, collabora. E in crescita, perché genera lavoro, competenze e nuove opportunità in un settore che non è più di nicchia: la mobilità ciclistica.

Un corso universitario unico nel suo genere

Nato all’interno del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell’Università di Verona, il corso EPMC è ancora oggi l’unico percorso universitario post lauream in Italia dedicato in modo specifico alla promozione della mobilità ciclistica.

L’idea di fondo è semplice, ma potente: la bici non si improvvisa. Servono competenze tecniche, capacità di progettazione, visione culturale, comunicazione efficace. In altre parole, servono persone formate.

Ed è esattamente quello che il corso fa da dodici anni.

Focus ➡️ La pagina web di supporto al corso EPMC

Il ruolo di FIAB: dalla visione alla realtà

Alla base di questo percorso c’è anche il contributo fondamentale di FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), che fin dall’inizio ha creduto nella necessità di formare figure competenti e riconoscibili. La collaborazione tra l’Università di Verona, Marco Passigato e FIAB ha permesso di trasformare un bisogno diffuso – promuovere davvero l’uso della bicicletta – in un corso strutturato, solido e radicato nella realtà dei territori.

FIAB ha portato dentro l’università l’esperienza maturata sul campo, il contatto diretto con le amministrazioni e le comunità locali, contribuendo a costruire un percorso formativo che non restasse teorico, ma capace di incidere concretamente nelle politiche e nelle pratiche della mobilità ciclistica.

Una comunità viva che cresce (davvero)

Il report dei dodici anni del corso EPMC racconta una realtà che va oltre le aule universitarie. I 342 diplomati non sono rimasti fermi sulla carta: circa 200 di loro sono oggi attivi in ambiti legati alla bicicletta e alla mobilità sostenibile.

Ecco come si distribuiscono le attività:

  • 27 hanno avviato attività imprenditoriali nel cicloturismo e nei servizi legati alla bici;
  • 55 lavorano come professionisti in pianificazione, progettazione, comunicazione ed eventi;
  • 59 sono impegnati nella cittadinanza attiva, in associazioni e enti del terzo settore, spesso con ruoli strategici;
  • 40 operano nella Pubblica Amministrazione, soprattutto come tecnici comunali e insegnanti;
  • 4 ricoprono ruoli politici: consiglieri comunali, assessori o sindaci;
  • 16 lavorano come dipendenti in aziende del mondo bici.

Numeri che raccontano una cosa sola: la formazione crea impatto reale.

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Dal progetto alla pratica: 200 esperienze raccontate una per una

Una delle parti più interessanti del report è la seconda: circa 200 esperienze professionali raccontate singolarmente, ognuna con una scheda dedicata.

Qui si vede davvero cosa significa “promuovere la mobilità ciclistica”: dalla progettazione di reti ciclabili al cicloturismo, dalle campagne di comunicazione ai festival, dai piani urbani alla formazione nelle scuole.

Un mosaico di esperienze diverse, ma unite da una visione comune: mettere la bici al centro delle politiche e della vita quotidiana.

342 diplomati, da Nord a Sud, con idee diverse ma un obiettivo comune

Il report dedica un’intera sezione all’elenco completo dei 342 diplomati, suddivisi per regioni e province. Accanto a ogni nome, il titolo dell’elaborato finale e la tematica affrontata.

È una fotografia preziosa: mostra come la mobilità ciclistica venga declinata in modi diversi a seconda dei territori, ma anche quanto sia ampio il campo di ricerca e azione.

Nella sezione successiva, le 342 tesine sono riorganizzate per tema: infrastrutture, sicurezza, cicloturismo, scuola, comunicazione, politiche pubbliche. Un ricco archivio di idee da cui attingere.

Formazione continua: non ci si ferma al diploma

Essere EPMC non significa “aver finito”. Al contrario. Il corso ha dato vita a una rete che continua ad aggiornarsi, attraverso momenti formativi, incontri e attività dedicate ai diplomati.

La quinta parte del report raccoglie proprio queste esperienze recenti di aggiornamento, a dimostrazione che la comunità non si disperde, ma si rafforza nel tempo.

Il 13° corso EPMC: cosa prevede e perché iscriversi

La prima parte della pubblicazione guarda invece al futuro, presentando nel dettaglio il 13° corso EPMC.

All’interno si trovano:

  • la presentazione del corso,
  • l’elenco completo dei docenti,
  • la locandina ufficiale,
  • il programma didattico dettagliato.

Un percorso pensato per chi vuole lavorare seriamente sulla mobilità ciclistica, unendo teoria e pratica, visione e strumenti concreti.

Come iscriversi al 13° corso EPMC dell’Università di Verona

Le informazioni per l’iscrizione al 13° corso di perfezionamento EPMC sono disponibili sui canali ufficiali dell’Università di Verona. Il corso è rivolto a laureati e professionisti che vogliono acquisire competenze specifiche e spendibili nel mondo della mobilità sostenibile.

Le domanda di ammissione al corso (a numero programmato, con un massimo di 25 partecipanti) potrà essere inviata a partire da lunedì 2 febbraio – entro e non oltre mercoledì 28 febbraio 2026.

[Le lezioni dureranno 7 mesi – da aprile a novembre 2026 – e saranno erogate in modalità mista (in presenza + online), per maggiori informazioni e aggiornamenti consultare la pagina del corso sul sito dell’Università di Verona]

Se la bici per te non è solo un mezzo, ma una leva di cambiamento, questo corso potrebbe essere il punto di partenza giusto.

Dodici anni dopo la direzione è chiara

Dodici anni di corso EPMC raccontano una verità semplice: quando la formazione è di qualità, lascia il segno. Sulle strade, nei comuni, nei progetti, nelle persone.

E mentre la tredicesima edizione si prepara a partire, la comunità EPMC continua a pedalare. Insieme.

Per maggiori informazioni sul corso EPMC clicca qui

[Fonte]

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