Parigi ha scelto, e ha scelto di continuare a pedalare. Con una vittoria schiacciante, il candidato della sinistra unita Emmanuel Grégoire è il nuovo sindaco della capitale francese. Come riportano anche le agenzie di stampa nazionali*, Grégoire ha nettamente staccato la sfidante di destra Rachida Dati (53% contro il 38%), mantenendo la città saldamente alla gauche e rifiutando al contempo alleanze con l’estrema sinistra de La France Insoumise. È la vittoria di una «Parigi progressista, popolare e per tutti», nonché un segnale politico cruciale in vista delle elezioni presidenziali del 2027.
Ma per chi ha a cuore la mobilità ciclistica e la vivibilità urbana, la vera notizia non è solo chi ha vinto, ma come ha deciso di festeggiare. Nessuna “auto blu” blindata a fendere il traffico: per raggiungere l’Hôtel de Ville (il Municipio parigino) dal suo quartier generale elettorale alla Rotonde Stalingrad, il neosindaco Grégoire ha inforcato un mezzo del Vélib’, il bike sharing parigino.
Un tragitto di 5 chilometri pedalato nel cuore della sera (su un modello a pedalata assistita, in abiti civili, senza casco), che segna un passaggio di consegne dal fortissimo valore simbolico. Il contrasto storico è affascinante: se il 6 aprile del 2014 l’ex sindaco Bertrand Delanoë aveva lasciato il municipio a piedi nel suo ultimo giorno di mandato, rifiutando l’auto, oggi Grégoire ci entra spingendo sui pedali.
Ad attenderlo c’era la sindaca uscente Anne Hidalgo, che lo ha accolto con una rosa rossa e un caloroso abbraccio, a suggellare la continuità di un’amministrazione che ha fatto della lotta all’autocentrismo la sua bandiera.

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«Un omaggio alla rivoluzione della mobilità»
Scortato da una festosa e a tratti caotica carovana di decine di militanti, giornalisti e fotografi su due ruote, il neosindaco ha rilasciato dichiarazioni emblematiche a chi lo inseguiva col microfono in sella: «È stata una campagna estenuante ma molto seria. Evidentemente, è una gioia immensa». Ma soprattutto, ha spiegato che la scelta del Vélib’ non è casuale: «È un omaggio a questa rivoluzione della mobilità che sta portando così tanti benefici alla città».
E ha poi aggiunto con un sorriso la frase che ogni ciclista urbano ripete come un mantra quando sfila accanto alle code ai semafori: «Ed è comunque molto più piacevole farlo in bici che in auto».
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L’ironia social: il “miracolo” del Vélib’ perfetto
Non è mancata, ovviamente, l’ironia implacabile della rete. Sui social – come riporta un articolo della Reuters condiviso da Yahoo.fr – in molti hanno scherzato sul fatto che il neosindaco sia riuscito nell’impresa quasi incredibile di trovare un Vélib’ elettrico letteralmente perfetto: con batteria carica, funzionante, con la sella intatta e non vandalizzato.
Un piccolo “miracolo elettorale” che contrasta con le frustrazioni quotidiane di molti abbonati. Il servizio di bike sharing parigino, infatti, attraversa una fase complessa: la scorsa estate è stato annunciato un rincaro delle tariffe per cercare di arginare i problemi di manutenzione, una decisione che ha sollevato non poche critiche e causato un calo importante degli iscritti. Insomma, il lavoro da fare per perfezionare i servizi ai ciclisti c’è ed è tanto.
Tuttavia, il messaggio politico resta inequivocabile. Tra cantieri per la pedonalizzazione, nuove infrastrutture ciclabili e una visione urbana che toglie sempre più spazio alle lamiere, Grégoire ha voluto ribadire che la transizione di Parigi non subirà battute d’arresto.
E per dimostrare di essere un sindaco davvero a contatto con la realtà quotidiana, poco prima delle 23:00 è stato avvistato sulla Linea 1 della metropolitana, dove ha risposto a un reporter illustrando il programma dei suoi primi giorni di mandato.
Insomma: bike sharing, mezzi pubblici e visione a lungo termine. In una sola sera, il nuovo primo cittadino ha spuntato le caselle della quotidianità di milioni di cittadini. Per i ciclisti (parigini e non solo), la strada verso una città sempre più a misura di persona sembra ormai tracciata, e Parigi – anche nel post Hidalgo – continua a indicare la strada verso questa trasformazione.
*[Fonte]






















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