Durante l’inaugurazione di un nuovo tratto di sentiero costiero nel sud dell’Inghilterra, Carlo III del Regno Unito ha incrociato un gruppo di ciclisti lungo il percorso e, dopo aver scoperto che stavano pedalando su biciclette elettriche, ha commentato: “That’s cheating”. In italiano: “Quello è barare”.
Una frase pronunciata con il sorriso, ma sufficiente per riaccendere il vecchio, classico dibattito: le ebike sono davvero “barare”?

Il nuovo sentiero della costa inglese
L’episodio è avvenuto qualche giorno fa durante una visita ufficiale sulla costa dell’East Sussex, dove re Carlo ha inaugurato un nuovo tratto del King Charles III England Coast Path, il grande progetto che punta a creare il più lungo percorso costiero continuo del mondo.
Il sentiero, una volta completato, dovrebbe estendersi per oltre 4.000 chilometri lungo l’intero perimetro dell’Inghilterra, collegando scogliere, spiagge, promontori e aree naturali protette. Il tratto aperto in questa occasione attraversa uno dei paesaggi più spettacolari della costa meridionale, non lontano dalle scogliere delle Seven Sisters Cliffs (una sequenza di colline bianche che scendono direttamente nel mare della Manica).
Durante la passeggiata inaugurale il re ha percorso circa due chilometri lungo il nuovo tracciato, fermandosi più volte a parlare con escursionisti e visitatori che si trovavano lì per caso. È proprio in uno di questi momenti informali che ha notato un piccolo gruppo di ciclisti, incuriosito dalle loro biciclette. Quando ha chiesto se fossero elettriche e ha ricevuto risposta affermativa, è arrivata la battuta: “That’s cheating”.
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Il classico humour britannico?
Chi conosce lo stile comunicativo di Carlo III sa che difficilmente si trattava di una presa di posizione seria contro la pedalata assistita. Il tono era chiaramente ironico, più vicino alla frecciata tra ciclisti che a una dichiarazione di principio.
Nel mondo della bici, dopotutto, la battuta sulle ebike come “scorciatoia” è quasi un classico. Succede tra amici durante una salita, nei gruppi di allenamento e perfino nei forum online, dove spesso il confronto tra bici muscolari e biciclette elettriche si trasforma in una discussione infinita su cosa significhi davvero “pedalare”.
In questo caso la differenza è che la battuta è arrivata da un sovrano, in un contesto ufficiale, e davanti a giornalisti pronti a trasformare qualsiasi frase in titolo.

Un progetto che punta su natura e mobilità lenta
Al di là dell’aneddoto ciclistico, la giornata era dedicata soprattutto alla valorizzazione del paesaggio costiero inglese. Il King Charles III England Coast Path rappresenta uno dei progetti di accesso pubblico alla natura più ambiziosi del Regno Unito degli ultimi anni.
L’idea è quella di creare un percorso continuo percorribile a piedi e in bicicletta, capace di collegare aree naturali, villaggi costieri e parchi nazionali lungo tutto il litorale inglese. Un’infrastruttura leggera ma strategica, pensata per favorire il turismo lento e incoraggiare una fruizione più diretta degli ambienti naturali.
Durante la visita il re ha parlato con i responsabili locali anche di erosione costiera, gestione degli habitat e tutela del paesaggio, temi che da sempre fanno parte delle sue battaglie pubbliche. Non è un segreto, infatti, che Carlo abbia costruito buona parte della propria immagine pubblica attorno alle questioni ambientali prima ancora che diventassero centrali nel dibattito politico globale.

Pedalata assistita: scorciatoia o rivoluzione?
La battuta, per quanto leggera, tocca comunque un tema reale nel mondo del ciclismo. L’arrivo delle ebike negli ultimi dieci anni ha cambiato profondamente il modo in cui molte persone vivono la bicicletta, e anche su Bikeitalia ne abbiamo parlato ampiamente.
Per alcuni ciclisti rappresentano una porta d’ingresso: permettono di affrontare salite impegnative, allungare le distanze o semplicemente tornare in sella anche quando l’età o la forma fisica non sono più quelle di una volta. Per altri, soprattutto tra i puristi della bici muscolare, rimangono qualcosa di diverso dall’esperienza tradizionale della pedalata.
La verità, come spesso accade, sta probabilmente nel mezzo. Le ebike non sostituiscono la bicicletta classica, ma allargano il pubblico della mobilità ciclistica, portando sulle strade e sui sentieri persone che forse non avrebbero mai pensato di pedalare.

Alla fine c’è spazio per tutti
Se c’è un luogo dove questo dibattito perde importanza è proprio un percorso come quello inaugurato in East Sussex. Un sentiero costiero che attraversa paesaggi spettacolari e invita semplicemente a muoversi lentamente, che sia a piedi, su una bici muscolare o anche in ebike.
La battuta di Carlo III rimane quindi quello che era: un momento di humour lungo il percorso, uno scambio rapido tra ciclisti e un re in visita.
E, probabilmente, anche la dimostrazione che il dibattito tra puristi e pedalata assistita è arrivato davvero ovunque. Persino a corte. Ma resta nell’aria una domanda: il buon re Carlo, dall’alto dei suoi 77 anni, riuscirebbe ad affrontare anche la minima salitella in bicicletta senza “barare”?
Probabilmente non lo sapremo mai, ma imaginiamo la rispota.






















Io la penso come il re…per il semplice fatto che i pochi luoghi ancora belli e “ciclabili” sono attualmente colonizzati da un numero eccessivo di persone che non hanno sufficiente rispetto per l’ ambiente o per gli altri; in pratica, stiamo assistendo a un fenomeno simile a quello che ha causato l’ aumento indiscriminato di persone in alta montagna, ovvero la costruzione di impianti di risalita, funivie ecc. senza alcun criterio, con la conseguenza che ci ritroviamo individui con l’ infradito sui ghiacciai e altre cose simili, senza trascurare l’ impatto all’ ambiente in termini di rifiuti vari, purtroppo.
Non è da trascurare nemmeno la trasformazione di un mezzo ecologico al 100 per cento nell’ ennesimo “device” di cui controllare sempre la ricarica e poi lo sapete…cosa fanno all’ ambiente le miniere di litio e la loro produzione?
Per concludere sono d’ accordo con il precedente commento riguardo alla terminologia “muscolare”, creata ad arte per rendere la bicicletta, quella vera, un qualcosa di antiquato e un po’ ridicolo… certo che se usate anche voi questo termine…ci sono solo due categorie di mezzi: la bicicletta (meccanica) e la bicicletta elettrica.
[Salve Tiziano, l’espressione “bici muscolare” viene utilizzata da quando le bici a pedalata assistita si sono diffuse sempre di più: è una questione terminologica che aiuta a contestualizzare meglio e a distinguere le due tipologie, può non piacere ma è un neologismo entrato nell’uso comune – Bikeitalia.it]
Buongiorno,non sono d’accordo , entra nell’uso comune solo insistendo nel volerlo utilizzare , è una scelta.
È già una distinzione utilizzare Bicicletta ed E-bike ,in qualsiasi contesto.
Chiunque capirebbe la differenza.
D’altra parte la piattaforma è vostra e siete liberi di orientare il linguaggio secondo i vostri interessi.
Grazie.
Condivido il senso dell’articolo ,e come ormai non si possa tornare indietro alla stessa maniera del passaggio dal Cavallo come mezzo di trasporto a quello del motore a scoppio.
Però per cortesia non usate anche voi l’orribile parola “bici muscolare” per contrapporla alle bici a pedalata assistita da motore elettrico.
La bici è universalmente una sola ,le altre sono Ebike.
Grazie
[Salve Tiziano, l’espressione “bici muscolare” viene utilizzata da quando le bici a pedalata assistita si sono diffuse sempre di più: è una questione terminologica che aiuta a contestualizzare meglio e a distinguere le due tipologie, può non piacere ma è un neologismo entrato nell’uso comune – Bikeitalia.it]
Dal mio punto di vista, primo noleggio di una e-bike circa 6 anni fa. Permise a me e a un gruppo di amici di fare una sgambata con più di 1000m di dislivello, rimanendo vivi, siamo conoscitori delle nostre montagne, ma un giro del genere non si sarebbe potuto mai fare se non con mesi di allenamento… SPETTACOLO.
A inizio di questo anno, stufo dell’intermodalità CAR+BIKE, con la mia pieghevole. Ho trovato una buona offerta su un sito di vendita ebike usate, ed ho preso a meno di metà listino, una ebike made in Italy con 300Km sul groppone.
A Marzo ho percorso 540 Km nel bike to work…più di 60 km al giorno…
Quello che voglio dire è che veramente una Ebike, ti può cambiare la vita. Ma come sempre, serve il coraggio di provare e vivere bene il cambiamento.
Non condivido che in questo articolo compaiano alternativamente foto del sentiero Coast Path, e foto di ciclisti sportivi alle prese con una disciplina gravity.
Le discipline gravity hanno un problema. C’è un dibattito su questo, che crescerà.
Io terrei separate le due cose, per motivi igienici: penso che al cicloturismo ecosostenibile e inclusivo non faccia bene la persistente associazione con discipline sportive estreme e impattanti, che richiedono allenamento e forma fisica, soldi, impianti di risalita, piste, e soccorsi in elicottero.
[Salve Alessandro, grazie per il commento: abbiamo sostituito alcune foto presenti nell’articolo (perché poco attinenti) con altre più centrate sul percorso descritto – Bikeitalia.it]