Tra montagna e lago, una rete di noleggi bici invoglia i cicloturisti a scoprire il territorio. I consigli di chi coordina partner e servizi.
Valtellina, Lombardia. La lunga valle in cui scorre l’Adda, tra Alpi Retiche, a nord, e le Prealpi Orobiche, a sud, quasi tutta in provincia di Sondrio. 120 km di bellezza, dalle vette del gruppo dell’Ortles-Cevedale fino al Pian di Spagna, dove l’Adda sfocia nel lago di Como. Accanto al fiume, corre il Sentiero Valtellina, la ciclovia che collega Bormio a Colico, lungo un percorso di 114 km, tra una costiera soleggiata e coltivata a vigneti e meleti quella opposta, in ombra d’inverno, coperta di boschi punteggiati da pascoli, baite e piccoli borghi.
Qui è nato nel 2014 il progetto Rent a Bike Valtellina, un servizio che offre ai turisti la possibilità di affittare una bici lungo la ciclabile e riconsegnarla in un diverso punto dell’itinerario monti-lago.
La nascita della rete dei noleggi bici in Valtellina

«L’idea di creare una rete di noleggi bici come motore per la crescita del turismo nella nostra zona è nata dalla Fondazione di Sviluppo locale, nell’ambito dei programmi del Distretto culturale della Valtellina, il progetto per realizzarla è stato promosso dalla Provincia di Sondrio, che l’ha finanziato insieme a Fondazione Cariplo» racconta Stefano Gianatti, presidente di Valtelbike, una delle imprese di noleggio coinvolte fin dal principio nella realizzazione del servizio, che oggi ne gestisce sei punti.
I suoi, quelli con l’insegna Valtelbike, sono a Tirano, Albosaggia, Morbegno. Altre insegne partner si trovano a Colico (Econoleggio Comolake), a Chiavenna (Asd Us Chiavennese Polisportiva) e a Bormio (Celsino Sport).
Ricevi il meglio di Bikeitalia direttamente via mail: compila il modulo e iscriviti alla nostra newsletter settimanale, è gratuita!
Iscriviti alla newsletter
La gestione del servizio, compresi furgoni per il recupero bici, assistenza, e trasporto al noleggio di riferimento fa capo all’impresa di Gianatti. «Tutti i noleggi sono collegati. Nel parco bici di ciascuno sono confluiti anche i mezzi acquistati direttamente dalla Fondazione, all’inizio. Oggi ne abbiamo 250 in totale, comprese 50 ebike. In ognuno dei miei punti noleggio lavorano 3-4 persone, a Bormio sono in 5, così a Colico e a Chiavenna» racconta il presidente di Valtelbike.
La situazione attuale

«Nel primo periodo, noleggiavamo 400 mezzi a stagione. Oggi ne noleggiamo 1300 solo ad Albosaggia. In totale, in tutta la rete sono circa 2500 bici, tra giugno e settembre. Ad Albosaggia e Colico la stagione si allunga e va da aprile a ottobre, dipende dal meteo».
Secondo Gianatti, l’obiettivo di coinvolgere attori dell’economia locale è stato raggiunto. Ci sono guide che propongono tour in bici lungo i sentieri e tra i vigneti, con visite e degustazioni in cantine. E hotel e b&b che offrono soggiorni ai ciclisti. «Noi collaboriamo con la Strada del vino Valtellina, per le esperienze che includono la bici (www.stradadelvinovaltellina.it), e con S-cape Travel, tour operator di Firenze che si rivolge a una clientela straniera. Gli italiani sono ancora più propensi al fai da te che ai tour organizzati. Comunque, applichiamo sconti ai residenti, in collaborazione con la Polisportiva e il Comune di Albosaggia e il Consorzio turistico di Sondrio». Era partita anche una proposta di abbinamento tra viaggio in treno e noleggio bici, ma i numeri erano troppo bassi per proseguire».
I problemi logistici
Negli ultimi tre anni la linea ferroviaria, che permetterebbe di raggiungere la Valtellina da Milano in meno di due ore, è stata sottoposta a chiusure, manutenzioni e lavori, in vista delle Olimpiadi Invernali del 2026.
L’impiego di autobus sostitutivi, purtroppo, non ha consentito di caricare le bici a bordo. «Un vero problema, che ha generato code e traffico sulle strade e allungato i nostri tempi di trasporto delle bici, anche da una a quattro ore. Altri problemi sono stati causati da lavori su una parte del Sentiero, tra Talamona e Ardenno, che hanno costretto i ciclisti a pedalare sulla Statale, senza corsia dedicata e senza sicurezza. Purtroppo un turista tedesco ha perso la vita, nel 2021. Ma il tratto dovrebbe riaprire nel 2025».
Punti di forza

A parte questo pezzo del tracciato e alcuni piccoli tratti in fase di completamento, Gianatti assicura che il resto del Sentiero è interamente ciclabile. «La manutenzione è buona, sono stati fatti allargamenti, parchi giochi, piste, palestre, e stata installata l’illuminazione notturna. E ci sono fontane dove rifornirsi di acqua, perché l’ultimo tratto, soprattutto, è assolato d’estate».
Il cicloturista può noleggiare in un luogo e lasciare la bici a fine percorso, raddoppiando le distanze che normalmente percorrerebbe, se fosse costretto a pedalare tra andata e ritorno. Poi può contare sull’assistenza su tutto il Sentiero, grazie all’organizzazione della rete dei noleggi. Le tariffe giornaliere vanno dai 17 ai 25 euro per una bici normale fino ai 40-45 euro ed oltre per l’ebike.
Noleggi bici: i consigli per chi vuole replicare

A chi volesse aprire in altre aree ancora scoperte, Gianatti dà alcune indicazioni utili:
- Valutare a che tipo di clientela rivolgersi. Cicloturisti o sportivi?
- Verificare i servizi presenti sul territorio. Molto utili i trasporti ferroviari. Indispensabili bagni e punti ristoro.
- Collaborare con imprenditori che posizionino i loro food truck in punti strategici dei percorsi, per offrire un break ai ciclisti.
- Prevedere un investimento di almeno 2-3mila euro a bici. Servono almeno 100mila euro per aprire un punto noleggio, 300mila per una rete territoriale.
- Testare il business per una stagione, con delle bici a noleggio. Attenzione: i noleggi sono per almeno 5 mesi, la stagione e il clima devono essere propizi, per non perderci.
- Non partire con troppi punti, altrimenti si deve organizzare un parco bici oneroso, perché i mezzi non bastano mai per rispondere a una richiesta parcellizzata sul territorio.
- Offrire il servizio agli hotel della zona, anche se alcuni si attrezzano in autonomia con un loro parco bici minimo.
- Chiedere aiuto agli enti locali, che a loro volta potrebbero ottenere finanziamenti comunitari, da assegnare a progetti validi. In ogni caso, possono fare pubblicità. Il servizio Rent a Bike Valtellina è promosso gratuitamente da Valtellina turismo su vari canali (eventi, fiere…) e sul sito Valtellina.it, nella sezione vacanze in bicicletta/cicloturismo.



















Buongiorno, esistono servizi privati di trasporto bici/persone da Bormio a Colico.
Siamo un gruppo di 10 e vorremmo partire da Colico arrivare a Bormio e rientrare con mezzi.
Lo scorso anno abbiamo fatto la ciclabile della Mosella e li abbiamo trovato tale tipo di servizio.
Grazie
In merito alle risposte al mio precedente commento posso dirvi questo.
Ho percorso tutto il Sentiero Valtellina da Colico a Bormio più volte e, a parte i tratti di realizzazione più recente, tutto il resto versa in stato di manutenzione scarsa o insufficiente.
Per quel che riguarda poi il comportamento delle persone fondamentalmente vige la tradizione italica del menefreghismo totale delle regole e della presenza altrui.
Certo con un po’ di buon senso si risolverebbero molte cose, il problema è che non c’è né dalla parte delle istituzioni che dovrebbero realizzare opere a regola d’arte e farne poi regolare manutenzione né da parte dei cittadini che quelle opere le utilizzano quotidianamente.
Gentilissimo Ivan, solo una precisazione: il testo che ha commentato non è una pubblicità dei ciclonoleggi citati, ma un articolo giornalistico frutto di un’intervista. Sarebbe molto utile a chi ci legge se lei gentilmente ci segnalasse quali tratti ha trovato meno curati o in cattivo stato. Questo potrebbe stimolare eventuali verifiche o interventi da parte degli enti manutentori. Ancora grazie per l’attenzione con cui ci segue e il suo apporto costruttivo.
Silvia Messa
In risposta ad Ivan
Il percorso è lungo 114 km e non si può pretendere che sia tutto perfetto come un biliardo, d’altronde la maggior parte del percorso è immerso nella natura e gli alberi possono causare danni al fondo della ciclabile.
Cito letteralmente una parte del regolamento del sentiero Valtellina:
“ Nei periodi di apertura al pubblico, tenuto conto del notevole sviluppo e del particolare contesto ambientale in cui si sviluppa la pista, si potrebbero comunque verificare delle locali situazioni di non ottimale fruibilità del percorso per presenza di ghiaccio, neve, fogliame o di ostacoli improvvisi quali rami o di asfalto deformato dalle radici. I fruitori della pista sono pertanto tenuti a percorrere il sentiero con la massima attenzione, prudenza e, nel caso dei velocipedi, ad una velocità idonea a garantire la propria e altrui incolumità e comunque non superiore a 20 km/h.”
La manutenzione non è mai abbastanza ma dire che non sia buona mi sembra esagerato.
La parte che va da Cepina a Le Prese è praticamente nuova, realizzata nel 2023/2024, sono state rimesse a nuovo la passerella ad Albosaggia con la sostituzione delle vecchie tavole in legno molto scivolose quando bagnate con tavole in acciaio corten antiscivolo e sostituito l’intero ponte a Caiolo, oltre 400.000€
Messo in sicurezza il tratto tra Talamona e Ardenno, si ancora sterrato ma ora percorribile che evita di dover fare 3 km di statale. Oltre 2 milioni di euro di intervento.
Il raddoppio del sentiero sull’altro lato del fiume tra sondrio e Berbenno e molti altri lavori di miglioramento.
Per il secondo tratto di sterrato immagino si riferisca ai 5km di Colico che confina con la “Riserva naturale Pian di Spagna”. Asfalto e riserva naturale non vanno molto d’accordo almeno credo.
Si è vero che non esiste la suddivisione tra pedoni e ciclisti ma realizzarla su 114km di percorso capisce anche lei che significherebbe costruire un secondo sentiero Valtellina. Tutta sta al buon senso e all’ educazione di chi usufruisce del sentiero e qui cito un’altra parte del regolamento:
“ sostare o indugiare sulla carreggiata e causare intralcio al transito;
lasciare incustoditi bambini piccoli sulla carreggiata; I velocipedi devono procedere a velocità moderata non superiore a 20 km/h (Art. 142 C.d.S.), e comunque tale da non costituire pericolo per gli altri utenti, nel rispetto delle norme generali della circolazione stradale e in particolare delle norme del codice della strada di cui all’art. 182 del D.lgs. 30 aprile 1992 n. 285 e s.m.i.. I velocipedi devono procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro. I pedoni devono circolare, di regola, sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia. I conducenti dei velocipedi sono invitati a montare ed utilizzare gli opportuni segnalatori acustici. I cani devono essere sempre condotti al guinzaglio corto, e, se pericolosi, muniti di museruola.”
Buonsenso rispetto per gli altri e la ricetta di una buona convivenza tra pedoni e ciclisti
Da assiduo frequentatore del Sentiero Valtellina posso smentire categoricamente che la manutenzione sia buona.
Ci sono diversi tratti talmente malconci tra buche, asfalto rovinato e radici affioranti che sarebbe quasi meglio fossero sterrati, per quasi tutto il suo sviluppo è molto stretto senza suddivisione tra pedoni e ciclisti e nei tratti che attraversano gli abitati principali faresti quasi prima a scendere e spingere la bici per la presenza di pedoni, cani e bambini che scorrazzano sulla strada senza curarsi minimamente dei ciclisti. A proposito di sterrato poi ci sono almeno un paio di tratti sterrati non percorribili con bici da strada, a meno di non rischiare forature, che ti obbligano comunque a pedalare su strade provinciali o statali. Aggiungiamo poi la scarsissima manutenzione del verde a bordo strada e la maleducazione di chi coltiva i fondi lungo la ciclabile che, oltre a distruggere l’asfalto con i loro mega trattori, lasciano un bel po’ di ricordini sulla strada.
Mi sta bene che chi noleggia le bici voglia farsi pubblicità per guadagnare di più ma almeno non prendiamo in giro la gente raccontando la favoletta del percorso ben curato.