Con 71 ore pro-capite passate mediamente in auto in un anno, Roma risulta la quinta città più trafficata d’Europa nel primo trimestre 2025 secondo lo studio condotto dalla società di analisi Inrix. La capitale italiana sta provando ad affrontare i nodi della sua mobilità puntando molto sulle opere pubbliche previste dal Piano Giubileo. In tutto 600 interventi che il Campidoglio prevede di chiudere entro il 2026.
La mobilità dolce e pubblica rappresenta una fetta importante dei 4,8 miliardi stanziati per il piano, anche grazie al PNRR, dal quale l’amministrazione capitolina ha recuperato altri 14 milioni destinati al Grande raccordo anulare delle bici (Grab), opera programmata a parte (i cui lavori sono partiti ma che però non sarà completata entro il Giubileo, come avevamo già scritto su Bikeitalia, ndr).
Dalla Città del Vaticano fino ad arrivare a San Giovanni e alla Stazione Termini: le opere giubilari sono diverse. Qui ci limiteremo a parlare dei cantieri nel centro storico della città: Piazza Venezia, Piazza Risorgimento, via Ottaviano e Piazza Pia. Cantieri e lavori accomunati, tutti, da un elemento in particolare: la totale assenza di infrastrutture dedicate alle due ruote.
La nuova Piazza Pia, senza bici
Completamente pedonale, in continuità con via della Conciliazione, la nuova Piazza Pia è il collegamento da Castel Sant’Angelo a San Pietro. Affacciata sul Tevere, la piazza è stata progettata per contenere 150mila persone, ma a quanto pare – stando almeno alla quantità di servizi dedicati alle due ruote – neanche una bicicletta.
Anche i due ponti vicini, Sant’Angelo e Vittorio Emanuele II, restano di difficile accesso per i ciclisti. Il secondo, in particolare, è stato sbarrato togliendo il doppio senso di marcia nella direzione che porta al Lungotevere degli Altoviti alla riva del Tevere opposta a Castel Sant’Angelo.
Adesso le biciclette sono costrette a seguire il flusso di auto sul Lungotevere in Sassia, e ad attraversare il Ponte Principe Amedeo Savoia Aosta per poter accedere al Lungotevere degli Altoviti. Quattro corsie pericolosissime sulle due ruote con un fitto traffico quotidiano che si mischia a quello del presidio ospedaliero che lo costeggia.
Piazza Risorgimento inciclabile
C’era grande attesa per questi due cantieri. Sia per la vicinanza a Città del Vaticano e sia perché, Piazza Risorgimento è uno dei punti critici del traffico di romano. Non a caso, i mesi di cantiere sono stati molto difficili per il traffico urbano a nord della città.

Piazza Risorgimento ha riaperto il 20 dicembre scorso dopo un restyling costato 14 milioni di euro. La novità vera è la chiusura al traffico di due delle tre biforcazioni di Viale dei Bastioni di Michelangelo che tagliavano la piazza: quella centrale e quella che la divideva da via di Porta Angelica.
Adesso il viale costeggia la piazza solo dal lato via Ottaviano e in un solo senso di marcia. Si è creata, così, una continuità pedonale, che parte dalla fermata Ottaviano della Metro A e arriva a Piazza San Pietro.
All’interno di Piazza Risorgimento la ciclabilità è un fattore completamente ignorato, anche se accoglie moltissima gente in entrata e in uscita integrandosi nel flusso del traffico. In bici, quindi, bisogna andare a passo d’uomo per anticipare i movimenti di pellegrini che si muovono in gruppo e senza dimenticare le strette (e scarse) rampe per accedere agli scalini presenti.
Nella progettazione degli accessi è evidente l’insensibilità al tema della mobilità a piedi e in bicicletta. L’area non ha cambiato la sua struttura originaria. I collegamenti pedonali sono rimasti i soli due di prima, senza che ve ne siano stati aggiunti altri. La funzione di Piazza Risorgimento – come dichiarato dallo stesso sindaco Gualtieri il giorno dell’inaugurazione – resta quindi quella di semplice ponte tra Via Ottaviano a Piazza San Pietro.
Ciò a scapito della vivibilità dello spazio (tanto) interno, il quale risulta abbastanza spoglio: un solo bar, assenza di servizi pubblici, sedute senza tettoie e assenza di zone d’ombra, ad eccezione di un lato, quello trafficato.
Le biciclette e monopattini che arrivano dal trafficatissimo Viale dei Bastioni di Michelangelo non hanno nessun accesso. La pedonalizzazione di questo tratto (che prima portava il traffico a via Stefano Porcari e via del Mascherino) è stata fatta sbarrandone l’ingresso con dei new jersey. Una fila di ostacoli in cemento spesso punto in cui si concentra il parcheggio selvaggio per il bike sharing, vista l’assenza di rastrelliere.
Tolto l’asfalto dal manto stradale, ma lasciati marciapiedi e la forma classica “a schiena d’asino”, è stato ricavato così lo spazio pedonale che prima non c’era. Non si capisce perché non si siano volute ricavare un paio di corsie per permettere alle cicliste e ai ciclisti di sfruttare questa strada, lasciata sostanzialmente integra dai lavori.
L’accesso bloccato a questo tratto resta l’unico punto dell’intera piazza – escluse le strisce pedonali su via Ottaviano e il lato su via di Porta Angelica – non isolato con cordoli, marciapiedi o aiuole. In sostanza, il perimetro originario esterno dell’area non ha subito cambiamenti.
Quindi, le opzioni per le biciclette che arrivano dal Viale dei Bastioni di Michelangelo sono tre:
- puntare con precisione millimetrica tra due new jersey (attenzione però, la disposizione degli ostacoli tende a variare);
- scendere dalla sella e proseguire in senso opposto al flusso di turisti, diretti ai musei vaticani;
- oppure, ancora, procedere nel traffico costeggiando l’altro lato della piazza. In questo caso, calma e sangue freddo.

Sull’altro lato, la situazione non migliora. In corrispondenza con via Crescenzio (strada che porta a Piazza Cavour, sede della Cassazione), almeno per il momento, non c’è alcun tipo di accesso né per i pedoni, né per i ciclisti. Assenti sia strisce (anche se un cartello segnala l’inizio dell’area pedonale) che piste ciclabili. Non è raro vedere turisti costeggiare la piazza alla disperata ricerca di un attraversamento.
Pedalare in Via Ottaviano pedonale?
Anche via Ottaviano pedonale merita un paio di considerazioni. Il piano per la pedonalizzazione dell’elegante boulevard inizi ’900 risale al 2000. La riapertura nella sua nuova veste risale a poco tempo fa. Veste, appunto, pedonale. E basta. Infatti, lungo i suoi 350 metri che corrono da Piazza Risorgimento fino alla fermata omonima della Metro A, non è stato trovato spazio neanche per tratteggiare una corsia per biciclette e monopattini.

Su via Ottaviano si pedala, quindi, in modo autogestito, a zig-zag tra i pedoni con i quali si condividono le costanti invasioni delle automobili, che si affacciano dalle strade perpendicolari facendosi spazio inesorabili centimetro dopo centimetro.
Il maxicantiere di Piazza Venezia (fino al 2033)
Piazza Venezia è forse il cantiere più impegnativo del Piano giubilare e di certo, tra quelli che chiuderanno per ultimi. Qui sta prendendo forma la nuova stazione della Metro C, opera da 700 milioni di euro iniziata nel 2023, e che decongestionerà la mobilità verso e dal Colosseo.

La nuova fermata sarà un’archeo-stazione come quella di San Giovanni. I suoi collegamenti sotterranei porteranno direttamente al museo di Palazzo Venezia, all’Ateneo del Foro di Traiano, al Parco dei Fori Imperiali e al Vittoriano. Senza dimenticare il Palazzo delle Assicurazioni Generali e la Chiesa di Santa Maria di Loreto.
Come nel caso di Piazza dei Cinquecento, i numeri illustrati per presentare il progetto sono tanti: otto livelli interrati e collegati da 27 rampe di scale mobili; sei ascensori; banchine da oltre 100 metri. E anche in questo caso, di infrastrutture per il passaggio e la sosta di biciclette neanche l’ombra.
Sembra proprio che la futura, monumentale, stazione della Metro C Piazza Venezia sarà al centro di un altrettanto monumentale vortice di automobili, bus, taxi e motocicli. Proprio come oggi, il suo maxicantiere. Piccola nota a margine: il termine dei lavori è previsto per il 2033, giusto in tempo per il prossimo Giubileo: quello straordinario per il bimillenario della Redenzione di Cristo.

















Dovendo attraversare completamente Roma da Est al mare, entrando nella ciclabile a Castel Giubileo che termina al ponte di Mezzocammino; fin qui ok.
Ma con la bdc che strada consigli di fare invece di passare per campi (percorso “ciclabile” sterratissimo!) come suggerito anche da Google Maps?