La decima tappa del Giro d’Italia, la cronometro Lucca-Pisa, è stata segnata da una forte presenza di bandiere della Palestina lungo tutto il percorso. Fin dalla partenza e fino all’arrivo sul lungarno pisano, numerosi striscioni, drappi e simboli di solidarietà con il popolo palestinese hanno costellato le strade, issati su balconi, finestre e tenuti in mano dagli spettatori. Un’immagine che ha accompagnato i ciclisti per tutta la giornata e che ha avuto ampia visibilità anche nelle dirette televisive.
Non si tratta di un episodio isolato. Già dalle prime tappe del Giro 2025 – da Lecce a Napoli, passando per Matera, Potenza e Tagliacozzo – la bandiera palestinese è comparsa lungo il percorso della gara. La tappa con l’arrivo a Pisa, però, ha visto una mobilitazione particolarmente evidente, con decine di bandiere visibili sia in prossimità del traguardo che nei chilometri precedenti.
Perché tante bandiere della Palestina al Giro d’Italia?
La presenza delle bandiere palestinesi è legata anche alla partecipazione della squadra Israel Premier Tech, formazione israeliana iscritta al circuito World Tour. Già oggetto di critiche in passato, la squadra è considerata da alcuni attivisti pro Palestina come uno strumento di promozione internazionale dello Stato di Israele in un momento in cui – secondo numerose ONG internazionali, a partire dalle Nazioni Unite – si stanno verificando gravi violazioni dei diritti umani nella Striscia di Gaza.
La mobilitazione di Pisa
La mobilitazione di martedì 20 maggio 2025 è stata organizzata da gruppi locali che si sono coordinati nei giorni precedenti per realizzare materiale visibile lungo il percorso. L’obiettivo dichiarato era quello di “non permettere che il Giro d’Italia si svolgesse come se nulla stesse accadendo in Palestina”, secondo quanto riportato da una portavoce del collettivo “Studenti per la Palestina” a Radio Onda d’Urto.
Che cosa sta succedendo in Palestina?
Il contesto che ha motivato queste proteste è il conflitto in corso tra Israele e Hamas, con particolare attenzione alla situazione nella Striscia di Gaza. Secondo dati delle Nazioni Unite e di organizzazioni umanitarie internazionali, da ottobre 2023 ad oggi, le operazioni militari israeliane nella Striscia hanno causato decine di migliaia di morti e feriti civili palestinesi, e distrutto infrastrutture fondamentali. L’ONU ha parlato di “emergenza umanitaria senza precedenti”, mentre Amnesty International e Human Rights Watch hanno chiesto indagini su possibili crimini di guerra.
Il governo italiano ha preso posizione?
Il governo italiano non ha assunto una posizione esplicitamente critica nei confronti di Israele. Il Ministero degli Esteri ha condannato l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e ha ribadito il diritto di Israele a difendersi, esortando nel contempo tutte le parti a rispettare il diritto internazionale e a tutelare i civili. Negli ultimi mesi, tuttavia, l’Italia ha anche espresso “preoccupazione” per la situazione umanitaria a Gaza e ha partecipato a iniziative diplomatiche europee per il cessate il fuoco, senza però discostarsi dalla linea di sostegno al governo israeliano.
Neutralità dello sport e visibilità mediatica
Durante alcune tappe precedenti, in diverse località, le forze dell’ordine hanno chiesto ai cittadini di rimuovere le bandiere palestinesi esposte su balconi e lungo le strade, con il fine dichiarato di “evitare strumentalizzazioni politiche”. Tuttavia, nella tappa Lucca-Pisa, le bandiere erano così numerose e diffuse da risultare impossibili da ignorare anche per le telecamere della RAI, che le hanno inquadrate più volte, spesso in prossimità dell’arrivo (insieme alla scritta “Free Gaza” disegnata sull’asfalto).

Al momento, né RCS Sport (organizzatore del Giro d’Italia) né l’Unione Ciclistica Internazionale hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla visibilità delle proteste o alla presenza della squadra Israel-Premier Tech nella corsa.
La Corsa Rosa prosegue oggi con la dodicesima tappa, che porterà i corridori da Modena a Viadana. Anche in questa occasione, secondo alcune fonti locali, potrebbero essere previste nuove mobilitazioni pro Palestina lungo il percorso.





















ho letto il post di Maria, “ricercatrice presso in grande centro a Brussel”.
Come prima cosa suggerirei a Maria di rileggere i suoi post prima di pubblicarli se vuole essere capita da noi poveri mortali.
Dopo di che la questione palestinese è talmente complessa che mettersi a fare i giudici sotto un articolo di Bike Italia mi sembra abbastanza ridicolo. Per quello che ne sappiamo noi, comuni cittadini, in quel di Gaza si sta radendo al suolo una città provocando un esodo della popolazione a suon di bombe e uccisioni. Se ci mettiamo dalla parte della popolazione civile possiamo solo dire che né i bambini, né le donne e né gli uomini pacifici possono essere ostaggi di lotte di poter che attraversano la regione. Quindi se di guerra vogliamo parlare, questa dovrebbe essere combattuta fra due eserciti, e questo non mi sembra il caso in questione.
Come ultima cosa vorrei esortare Maria a non tirare in ballo Gino Bartali che, durante l’ultima guerra, si è messo in gioco in prima persona per salvare ebrei dalla deportazione. A questo punto credo che Ginettaccio non sarebbe per nulla d’accordo su come viene affrontata la questione nella striscia di Gaza.
Israele ha i più formidabili servizi segreti del mondo. Ha ucciso centinaia di Hezbollah facendo esplodere a distanza i loro cellulari. Ha sensori e videocamere in ogni angolo dei suoi confini. E’ molto ingenuo chi crede che il 7 ottobre 2023 l’attacco di Hamas l’abbia colto di sorpresa e che i palestinesi abbiano ucciso intenzionalmente tante persone da catturare come ostaggi vivi. In ogni caso non c’è confronto fra i mille israeliani morti e i 53mila arabi, in massima parte civili, donne e bambini, massacrati da allora a Gaza, senza contare quelli sepolti ancora a migliaia sotto le macerie.
basta con questo sterminio a Gaza da parte degli israeliani.
basta affamare bambini.
subito trattative di pace.
é un fatto: la TV pubblica e quella privata hanno fatto fare i salti mortali ai cronisti per non inquadrare i numerosi segni della protesta per quanto accade in medio oriente.
é un altro fatto, gentile ricercatrice, che lo stato di Israele negli ultimi 70 anni si è esteso a spese della preesistente comunità palestinese, nei modi che ogni storico dovrebbe conoscere, da un massacro di palestinesi all’altro: Tall El Zataar, Sabra e Chatila……Solo nelle operazioni contro Gaza degli ultimi 10 anni, quindi prima del pogrom, orrendo, del 7 ottobre, sono stati uccisi 10000 palestinesi, ultimi di una pluridecennale storia di oppressione.
Crimini di guerra? Quale guerra? Siamo difronte a una mattanza di civili inermi (soprattutto donne e bambini di tutte le età) da parte di un esercito super attrezzato i cui soldati, ridendo e sghignazzando, incendiano tutto ciò che è incendiabile e sparano a tutto ciò che abbia una parvenza di vita.
Con il sostegno del cosiddetto occidente, i cui cittadini – nel caso migliore e con lodevoli eccezioni – assistono indifferenti a tanta oscenità.
Ho studiato storia e sono a tuttoggi una ricercatrice presso in grande centro a Brussel pruma di tutto a Gaza non c e un genocidio . dato Gaza conta piu DIN milione di abitanti ultimamente sia ONU che Hamas hanno affermato che dei 50,000morti la meta erano combattenti du Hamas e l esercito israeliano sta combattendo per liberare I 28 ostaggi in mano .a Hamas mai menzionata. Il 7 ottobre Hamas entro in territorio israeliano .massacrando bambini .vecchi stuprando donne e poi uccudendile e facendo 251 persone come ostaggi di cui la maggior Parte barbaramente assassinati ci sono prove ma I loro corpi non sono stati ancora resituiti alle famiglie perche Hamas ha chiesto come contro partita la liberazione di terroristi autori du terribili attentati. Tra gli ostaggi assassinati c erano dei bambini e gli ostaggi liberati ridotti a scheletri ci sono Fotografie cercarono di dimpstrare la verita dei fatti non vennero creduti e furono fischiati dalla rappresentanza palestinese all ONU . gridando Palestine free Stop al genocidio a Gaza. L indimenticabile Gino Bartali si rivolta nella tomba .
se questo è giornalismo. non un dato, non un numero, non un fatto. chat gpt avrebbe fatto meglio nonostante i dati a cui attinge sono obsoleti. i morti non sono decine di migliaia, sono più di 150 Mila. non è una guerra, non ci sono due eserciti. è l’atto finale di un progetto di occupazione sionista, che Francesca Albanese, funzionaria ONU per i rifugiati palestinesi, ha dichiarato come genocidio.
[Questo articolo riporta come fatto di cronaca la presenza di bandiere della Palestina sulle strade del Giro d’Italia e lo contestualizza con link a diverse fonti: non è un approfondimento di politica internazionale né un’analisi delle cause profonde del conflitto in corso. Per quanto riguarda il dato di morti palestinesi dopo il 7 ottobre 2023 l’espressione “decine di migliaia” si riferisce a una stima fatta dal Ministero della Salute Palestinese e pubblicata il 28 febbraio 2025 sulla testata IrpiMedia (fonte > https://irpimedia.irpi.eu/numero-morti-palestina-striscia-di-gaza/) – Bikeitalia.it]
[Questo commento non è stato pubblicato – https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]
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ma vergognati tu invece , dove sono I suoi post di condanna per I fatti del 7 ottobre ??? la morte di 1200 ebrei ,donne ,bambini,anziani e 350 rapiti in meno di 6 ore il 7 ottobre 2023 non l hanno scalfita vero ? finché muoiono ebrei pazienza vero ? fazioso
Forse non avete capito che a Gaza è in corso un genocidio e che non si può continuare a far finta di niente? Il silenzio del nostro governo è vergognoso per questo giustamente i cittadini cercano di far sentire la loro voce in qualche modo!!
Quelli che si compiono a Gaza, Cisgiordania, Siria, Libano e Iraq non sono crimini di guerra ma un Genocidio. Vergogna allo Stato italiano complice di questo abominio.
ci siamo giocati un prestigio internazionale che tutto sommato l’Italia ha sempre avuto sui temi sociali.
per le prossime,,2-3 generazioni il mondo ci accuserà di vigliaccheria…
da quando sono al mondo non mi sono mai vergognato come adesso di essere italiano!!!
fine al genocidio palestinese!
Molto bene, sempre troppo poche queste mobilitazioni pacifiche. Bandiere in faccia a chi fa orecchie da mercante e si sporca le mani di sangue vendendo armi e facendo affari con i carnefici