Isaac Del Toro come Tadej Pogačar, padrone del Giro dopo due settimane di corsa. Questo il verdetto inequivocabile al termine delle prime 15 tappe. Il 21enne messicano ha sorpreso avversari e compagni di squadra, pedalando con una leggerezza, una bellezza estetica e un’autorità che non si sa bene quanto piacere abbia fatto al suo teorico capitano Juan Ayuso. Del Toro, con vista sull’ultima decisiva settimana (4 tappe su 6 in salita), si ritrova con 1’20 su Simon Yates e 1’26 su Ayuso. Tutto è aperto, per carità, ma viene da chiedersi dove e come possa crollare il buon Isaac, finora splendido splendente nel tamponare gli attacchi avversari e nel gestire la sua luccicante maglia rosa.
UAE, che fai?

Più interessante capire da che parti tiri la UAE come squadra. Ayuso è il pupillo del “capo” Matxin, ma Del Toro, anche come movenze, sembra il nuovo Pogačar. Insomma, come si muoverà il team nei tapponi di montagna? Il Giro, onestamente, possono perderlo solo loro, vista la potenza di squadra. Ma nel ciclismo non si sa mai.
Per info chiedere a Primož Roglič, grande favorito della vigilia insieme ad Ayuso ma sprofondato a 3’53 da Del Toro dopo la crisi subita verso Asiago. Lo sloveno, si chiacchiera in gruppo, potrebbe anche non ripartire martedì causa malessere fisico post cadute. In ogni caso, pare già fuori dai giochi. Per la vittoria e pure per il podio. Al quale puntano senza mezzi termini Richard Carapaz e pure Egan Bernal, tornato a divertirsi e a divertire anche sfoggiando attacchi al limite del comprensibile tattico. Il colombiano ha spesso e volentieri messo sotto pressione il gruppetto degli uomini di classifica, dimostrando spavalderia e spregiudicatezza, ben sostenuto dalla squadra dove sta brillando pure Arensman.
Gli italiani e gli altri
Sospeso il giudizio su Simon Yates, Tiberi e Gee. Finora sono stati solidi, costanti ma quasi invisibili. Potrebbero anche essere loro gli aghi della bilancia per i giochi del podio. Senza salite vere e ravvicinate e senza arrivi in salita dare una valutazione complessiva degli equilibri in campo è piuttosto difficile. Senza dubbio, finora, è stato un Giro combattuto, interpretato dagli attori con coraggio e fantasia e corso a una velocità folle. Le montagne dell’ultima settimana speriamo siano solo la ciliegina sulla torta.
Capitolo italiani. Ci manca una vittoria di tappa e questo pesa non poco nel bilancio. I nostri ragazzi sono sempre stati presenti nella top 10 delle singole giornate, ma alla fine è mancato il guizzo decisivo. Con l’uscita di scena di Ciccone per il guaio al muscolo della gamba destra le speranze nostrane di classifica sono tutte sulle spalle di Caruso e Tiberi, che al momento sono sesto e settimo in classifica a 2’55 e 3’02 da Del Toro. Dove potranno arrivare difficile prevederlo. Dopo martedì le cose, forse, saranno un po’ più chiare. Un ultimo momento di respiro e poi prepariamoci alla volata finale di questo splendido Giro 108.
Le pagelle del Greg

DEL TORO 10: autoritario, spavaldo, sicuro. La sua pedalata leggiadra ed elegante rapisce l’occhio e incanta. Finora non ha sbagliato nulla e sorpreso tutti. MAGICO
AYUSO 6,5: ha vinto a Tagliacozzo, ma ogni tanto è parso troppo distratto e molto meno brillante del suo compagno in maglia rosa. Ha tutto per ribaltare il Giro, ma come si comporterà? ENIGMA
BERNAL 9: azzardato e forse sconsiderato con alcuni attacchi, ma se non ci fosse stato lui il Giro in 2-3 tappe sarebbe stato molto più noioso. Si sta divertendo e vuole provare l’impresa. Corre leggero e infiamma i cuori. SPARVIERO
CARAPAZ 9: lucido, pronto a colpire e sempre in agguato. Richard ha già vinto il Giro e sogna il ribaltone. La condizione c’è, la furbizia pure. Aspettiamoci di tutto nell’ultima settimana. VOLPE
ROGLIC 4: cadute o no, questo non è il vero Primož. Precipita a quasi 4 minuti da Del Toro e non si capisce come potrebbe mai recuperargli un distacco del genere. La brillantezza non lo sostiene e la sua àncora di salvezza è solo l’immenso Pellizzari (voto 8,5). DELUSIONE
TIBERI 7: in crisi non ci va mai, ma nella terza settimana dovrà provare ad osare qualcosa di più per cercare di migliorare la situazione, magari seguendo i consigli del suo fratello maggiore Caruso (voto 7,5). ATTENDISTA
PUBBLICO 9: da sud a nord la garanzia di questo Giro. Ci dicono che l’interesse verso la corsa rosa sia sempre relativo e può anche essere, ma il pubblico è sempre abbondante, caloroso e colorato. La gente si entusiasma e i corridori lo percepiscono regalando spettacolo. GARANZIA


















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