Terremoto al Giro d’Italia dopo la prima vera tappa di montagna di questo Giro 108. Volevamo le salite. Le salite sono arrivate e hanno creato disastri. I verdetti sono stati impietosi. Roglič ritirato dopo le cadute e i vari acciacchi. Ayuso naufragato a un quarto d’ora. Tiberi in sofferenza e ora a 4 minuti dalla maglia rosa. Del Toro ancora al comando ma con appena 26 secondi su Simon Yates e 31 su Carapaz. Tutto aperto. Tutto rivoluzionato.
In un colpo solo fuori dai giochi i due super favoriti della vigilia, Roglič e Ayuso, e la UAE, regina della scacchiera, messa alle corde. Boom. Il Giro, finora, è stato un film pieno di colpi di scena. Dovendo tenere il giudizio sospeso su tutti gli uomini di classifica in mancanza di vere salite, ecco che l’alba della terza e decisiva settimana ci ha travolto in maniera imprevista.
Finalmente gli italiani sul podio del Giro

Nel giorno in cui finalmente l’Italia vince la sua prima tappa (come nel 2017 il successo arriva alla 16esima!) con la parata commovente in cui Fortunato lascia passare per primo il suo amico Scaroni, piazzando una doppietta magica per la XDS-Astana (17 vittorie in stagione).
Ma il ciclismo nostrano si strofina gli occhi potendo ammirare finalmente anche il talento di Giulio Pellizzari, terzo al traguardo e primo dei big della generale. Liberato dai compiti di gregariato per Roglič, il marchigiano ha dato sfoggio di tutta la sua qualità in salita, guadagnando ben 9 posizioni e irrompendo in modo prepotente in classifica generale al nono posto, a 4’36 da Del Toro.
Possiamo sognare in grande con Giulio? Presto per dirlo, ma nel giorno in cui Tiberi affoga la nostra àncora di salvezza è proprio Pellizzari, che spera di replicare quel ribaltone clamoroso che Froome fece ai danni di Simon Yates nel 2018 nella tappa del Colle delle Finestre. Che, guarda caso, sarà il giudice supremo anche di questa edizione nella giornata di sabato. E una menzione la merita proprio Simon Yates, che nessuno alla vigilia considerava nel novero dei favoriti, ma che finora ha corso con intelligenza e accortezza, spaventando i cosiddetti big. Per non parlare del solidissimo Derek Gee. Il canadese è risalito al quarto posto a 1’31 dalla maglia rosa e promette di essere un ostacolo molto duro da stanare.
Una cosa che abbiamo imparato è che in questo Giro ogni giorno ci può portare a giudizi diversi e valutazioni che il giorno prima nemmeno avevamo immaginato di poter fare.
La crisi della UAE ha aumentato fiducia e autostima nelle altre squadre. A partire da Richard Carapaz, che sa già come si può vincere un Giro e che in salita non ha grossi rivali. Oggi siamo così. Sopresi ed estasiati. Ma domani nuove sorprese potranno venire fuori da questo Giro imprevedibile…
Le pagelle del Greg

ASTANA 9,5: Fortunato padrone della classifica degli scalatori. Scaroni che finalmente corona il sogno di una vittoria di tappa. L’Astana sta disputando un giro di livello assoluto. In squadra si respira un clima familiare. I risultati sono una logica conseguenza. COMPATTI
CARAPAZ 8,5: è venuto qui per vincere il Giro e l’operazione rimonta prosegue. Adesso è terzo a 31 secondi e ha ancora tante montagne a sua disposizione. Quando scatta è uno spettacolo. SENTENZA
PELLIZZARI 9: ci dispiace per Roglič, ma questo significa dare la possibilità a Giulio di mettere in mostra tutto il suo talento. In salita vola e fa volare la fantasia degli italiani. TALENTO
AYUSO 3: era venuto qui per spaccare tutto, ma in fin dei conti si spacca lui. Cadute, distrazioni, crisi di freddo, botta al ginocchio, mancanza di personalità. Occasione mancata. BOCCIATO
DEL TORO 5: tanto brillante nelle prime due settimane quanto in sofferenza sulle prime salite ravvicinate. Pensavamo potesse reggere meglio al primo test di livello, ma evidentemente la giovane età, in qualche modo, si paga. ACERBO
GEE 8: solido come il marmo. Non ha la sparata assassina, ma cavarlo di ruota non è per nulla semplice. Il canadese che non ti aspetti è lì ad aspettare il momento giusto per provare qualcosa di incredibile. SORNIONE
SIMON YATES 8: paga parecchio da Carapaz ma guadagna su Del Toro e resta dentro la partita. È in fiducia e ha una buona gamba. IN PALLA



















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