Mobilità

Parcheggiare la bici in Giappone è difficilissimo

Parcheggiare la bici in Giappone è difficilissimo

Il Giappone è un il posto in cui tutti quanti sogniamo di andare un giorno o l’altro. E se poi si ha la possibilità di girarlo in bici, ad aspettarci ci sono piste ciclabili curate, treni dove puoi salire con la bici, paesaggi mozzafiato da attraversare in sella e automobilisti super rispettosi.

Ma c’è un aspetto che è facile sottovalutare: quello del parcheggio della bici.

Quello che per noi europei è ordinaria amministrazione – mollare la bici dove capita – in Giappone è una pratica combattuta al pari se non più del parcheggio selvaggio delle automobili.

E infatti i cartelli di divieto di sosta per biciclette sono ovunque: su pali, ringhiere, parapedonali.

Divieti di parcheggi bici ovunque

Ho trascorso una decina di giorni in Giappone e ho iniziato a notare qualcosa di davvero singolare: quasi ogni angolo di strada aveva un avviso che vietava il parcheggio delle biciclette. Non un semplice “consiglio”, ma un vero e proprio divieto. E se lo ignori, rischi grosso: la bici viene anche rimossa e devi pagare per riaverla.

Ma allora dove si parcheggia la bici?

Il sistema di parcheggio bici in Giappone c’è, ed è ben organizzato. Il paese del Sol Levante offre parcheggi appositi per bici, sia in superficie che sotterranei, automatizzati. Alcuni sono gratuiti per la prima mezz’ora, ma per la maggior parte sono a pagamento, ma tutti ordinati e pensati per evitare che le bici finiscano in mezzo ai marciapiedi o agli ingressi dei negozi. Insomma: in Giappone il posto giusto per parcheggiare esiste – basta sapere dove trovarlo. E pagare per lasciare parcheggiata la tua bici.

Una questione di ordine, non di ostilità

Strade del Giappone senza bici parcheggiate: è vietato legarle a pali, ringhiere e parapedonali

Per noi italiani può sembrare un atteggiamento respingente, ma in realtà è tutto coerente con lo spirito giapponese: l’ordine prima di tutto. Le biciclette abbandonate dove capita creano disagio ai pedoni, intralciano i passaggi, e rompono l’equilibrio urbano. Così, come in una grande coreografia, anche le bici devono seguire le regole.

Il consiglio per chi visita il Giappone in bici

Pedalare in Giappone resta un’esperienza indimenticabile, ma serve prepararsi culturalmente, oltreché fisicamente. Imparare a riconoscere i cartelli di divieto, informarsi sui parcheggi a pagamento e tenere sempre a mente che la tua bici, lì, è come un’auto: ha bisogno di un parcheggio dedicato.

In breve: il Giappone ama le bici, ma solo se sono parcheggiate nel posto giusto. E se pensavi di andare lì e poterla lasciare legata al primo palo che trovi… beh, è meglio che ci ripensi.

Commenti

  1. fabrizio ha detto:

    A Tokyo per acquistare un auto devi avere in proprietà od in affitto un posto dove parcheggiarla, il cosiddetto “certificato di garage” (Shako shomei sho).
    Inoltre circa il 95% delle strade di Tokyo non offre parcheggi in strada.
    Per questo non mi stupisce il parcheggio per le bici.
    Da considerare che con queste normative l’88% degli spostamenti quotidiani avviene a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici, mentre solo il 12% con auto private.

  2. Lorenzo ha detto:

    Beh, almeno così non ti fregano o distruggono la bici come avviene normalmente in Italia.

  3. Logan ha detto:

    Perché il ciclista classico è naturalmente maleducato in Italia. Pensa di poter fare qualsiasi cosa. Da ciclista, in Giappone, io ho avuto zero problemi, visto che basta seguire le regole

  4. Rossano Ferri ha detto:

    è una nazione civile, e vanno rispettate tutte le regole,
    cosa che da noi è impegnativo

I commenti non vanno online in automatico ma vengono prima letti e moderati dalla redazione: la loro pubblicazione di norma avviene nei giorni feriali tra le 9 e le 18.
I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *