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La mia Nova Eroica Istria

La mia Nova Eroica Istria

Dopo le tappe di Prosecco Hills, Gran Sasso, Buonconvento e Ivrea, la stagione dell’Eroica formato NOVA si è conclusa domenica 21 settembre 2025 con la prima edizione della NOVA Eroica Istria.

Come per ogni NOVA Eroica che si rispetti, l’evento non comincia quando le ruote passano sul chip della linea di partenza e si inizia a pedalare. L’evento inizia già all’arrivo alla località di partenza che, per l’occasione, è Cittanova.

Cittanova: il villaggio di partenza

Arrivo a Cittanova nel pomeriggio di sabato. Vengo accolto da un avvolgente aroma di salsedine: quella istriana è l’unica tappa della NOVA Eroica con vista mare. Prendo la bici e mi dirigo verso il centro città per raccogliere la busta con il pettorale e il pacco gara, sempre molto generoso (come da tradizione).

Il cuore di Cittanova è la Veliki Trg (l’equivalente della nostra “Piazza Grande”), elegante piazza che dà direttamente sul lungomare dell’Adriatico. É qui che gli organizzatori hanno allestito il villaggio di partenza. Traguardo, stand vari, food truck per mangiare e bere e il palco. Io prendo una birra e mi mischio tra la folla che sta popolando il Village. Sul palco una band suona alcuni pezzi dance anni 90-2000. Appena dietro, il sole sta tramontando sul molo della città.

Ci sono vigilie che si vivono con la tensione di dover sfoderare la miglior performance sportiva possibile nella gara del giorno seguente. Lo spirito della NOVA Eroica è tutt’altro: in una parola, è festa.

NOVA Eroica Istria: i percorsi

I tre percorsi possibili sono dedicati a una specialità del territorio: il corto “Malvasia” (vigneti istriani) da 60 km è adatto a tutti, il medio “Teran” (varietà istriana d’uva nera) da 100 km è ideale per i più allenati, e infine il lungo “Truffle” (tartufo d’Istria) da 152 km è su misura per chi cerca una vera sfida.

La classifica dei percorsi medio e lungo si basa sul tempo di percorrenza di specifici tratti cronometrati scelti dall’organizzazione: sono 2 per il medio e 3 per il lungo. Più il percorso è lungo, più ristori si incontrano: 2 per il corto, 3 per il medio e ben 5 per il lungo, oltre al Pasta Party all’arrivo.

Io, un po’ perché questa NOVA Eroica me la volevo sperimentare in lungo e in largo, un po’ per ‘sta storia dei 5 rinfreschi, ho scelto il lungo “Truffle”.

La partenza

Domenica mattina siamo all’incirca un centinaio alla partenza del percorso lungo. Lo start per noi è alle ore 7:00, mentre chi fa il percorso medio o quello corto partirà un’ora più tardi, alle 8:00. Entro in griglia con solo 3 minuti di margine prima del via. Sono ancora un po’ assonnato, la sveglia delle 5:30 si fa sentire, ma non mi dispiace partire così presto. Anzi, meglio così: i chilometri da fare sono tanti e abbiamo un’ora di fresco in più. E poi, pedalare con il sole che filtra ancora basso tra gli alberi e ti esplode negli occhi è sempre molto affascinante.

Strade bianche di tutti i tipi

Il percorso lungo “Truffle” si sviluppa per la maggior parte sulle strade bianche del nord-ovest dell’Istria.

Sterrati pianeggianti veloci, leggere salite su ghiaino da spingere a tutta, ripidi tratti tecnici sui quali è una sfida restare in equilibrio, discese scorrevoli sulle quali lasciare andare la bici e altre sassose dove conta la tecnica. E poi single track, sentieri, tratti su erba… Ce n’è per tutti i gusti. Tra uno sterrato e l’altro, piacevoli tratti asfaltati per nulla trafficati da pedalare nel relax.

Partenza e primo ristoro

Col passare dei chilometri cominciano a formarsi in maniera naturale gruppetti a seconda del ritmo di pedalata. Pur essendo venuto da solo, per tutti i 150 km della traccia pedalerò sempre in compagnia di persone che fino a qualche ora prima non conoscevo. Sui tratti cronometrati si apre il gas, poi si rallenta e si prosegue assieme.

E se lungo la strada capita di separarsi, ci si ritrova ai ristori.

Il primo ristoro ha del surreale: dopo una ripida discesa sterrata ci si ritrova in uno spiazzo immerso in un nuvolone di nebbia, dove a malapena si riesce a vedere a un palmo dal naso. Da una parte, ben nascosto, un piccolo laghetto. Dietro, filtra appena il tiepido sole delle 8:30 del mattino. Dal lato opposto dello spiazzo, filtra la voce di Gino Paoli che canta Sapore di Sale. Accanto, il ristoro: degustazione di fichi, formaggi e marmellate locali e si riparte.

Campagne, vigneti, antichi borghi e mare

Il secondo ristoro prevede un pit-stop idrico nel centro di Buie, soprannominata la “Sentinella dell’Istria” per la sua posizione strategica lungo la via Flavia dell’Antica Roma.

Segue un lungo tratto tra campi e vigneti fino a giungere sulla costa in prossimità della punta nord ovest dell’Istria. Lì ecco il terzo ristoro, avvolto nei vigneti del Monte Rosso. Ne approfitto per togliere un po’ di fango dalla bici e riparto.

Il percorso corre a poca distanza dal confine con la Slovenia: dopo qualche chilometro di saliscendi scorgo sotto di me le Saline di Sicciole e la frontiera. Passo sopra la strada principale, dove una lunga fila di auto è incolonnata.

Dopo un primo tratto sulla Parenzana, si torna a salire fino a toccare il punto più alto del percorso, quota 460 metri. Nel frattempo, il paesaggio è cambiato: il mare non è più nel raggio visivo e si pedala in una fitta boscaglia.

Grisignana e Levade

Arrivo infine alla cittadina medievale di Grisignana, sede del quarto ristoro. Prodotti del territorio (tra cui una deliziosa focaccia nera, top 5 focacce mai mangiate – e ne ho mangiate tante) e l’accompagnamento musicale di una band locale. D’altronde, Grisignana è terra di artisti: nonostante non raggiunga i 1000 abitanti, è un importante punto di riferimento per artisti e musicisti di tutto il mondo.

Dopo il ristoro pedalo in leggera discesa sulla Parenzana, antica ferrovia riconvertita in percorso ciclabile. Scollino l’ultima impegnativa salita verso Portole e, dopo una breve pausa panoramica, scendo su asfalto verso il quinto e ultimo ristoro. Arrivo a Levade, avvolta dai boschi e famosa come punto di riferimento per i cercatori di tartufo dell’Istria. Qui ritrovo altri compagni di viaggio e non può mancare un’ottima pasta al tartufo, accompagnata da un brindisi con vino bianco.

Ormai il più è fatto, al traguardo mancano solo 25 km di pianura lungo il fiume Quieto.

Istria è gravel

Dopo 7 ore e mezza di bici e più di 9 ore totali, sono di nuovo a Cittanova.

Tornando in macchina verso casa, mi ritrovo incolonnato proprio sotto al ponte sul quale stavo passando in bici poche ore prima. Inevitabilmente, mi viene da ripensare a quanto successo nelle ultime ore.

E giungo a una conclusione. Dopotutto, l’Istria è unica perché è un punto d’incontro: un crocevia di culture, paesaggi, suoni e sapori. È frutto di tante influenze, all’apparenza anche diverse, contrastanti. Proprio come il gravel.

Insomma, l’Istria ha un’anima gravel, e in quanto tale ha tutte le carte in regola per diventare una tappa fissa della NOVA Eroica.

Commenti

  1. Marco Roveroni ha detto:

    Buongiorno, il percorso lungo è sempre fattibile o ci sono tratti aperti per l’occasione?
    E’ possibile avere le tracce? Non sempre si ha la possibilità di andare in Istria proprio in quella giornata, ma mi piacerebbe andare a percorrere il lungo con calma in due giorni in modalità ciclo-viaggio.
    Ho già percorso la Parenzana, ma mi sembra che tranne alcuni brevi tratti questo percorso sia diverso

    [Salve Marco, i percorsi sono presenti nella raccolta di komoot > https://www.komoot.com/it-it/collection/3395100/-nova-eroica-istria per maggiori informazioni sulle caratteristiche e la percorribilità degli itinerari ciclabili può contattare direttamente gli organizzatori dell’evento che li hanno tracciati – Bikeitalia.it]

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