L’Umbria investe sul turismo sostenibile con tre progetti ciclabili di grande impatto: la Ciclovia dell’Antica Via Flaminia, la Ciclabile di Piediluco e il recupero dell’ex ferrovia dell’Appennino centrale. La Regione ha dato il via libera agli interventi, finanziati con fondi FSC 2021-2027, per un totale di 4,3 milioni di euro nell’ambito del programma “Le oasi e le vie del verde”.
Tre ciclovie per un’Umbria votata al turismo in bicicletta
Gli interventi ritenuti prioritari riguardano:
- La ciclabile lungo l’ex ferrovia dell’Appennino centrale (2,3 milioni): completamento del tratto Montecorona–Gubbio–Fossato di Vico.
- Ciclovia dell’Antica Flaminia (1,3 milioni): realizzazione del percorso Bevagna–San Gemini–Terni.
- Ciclabile del Lago di Piediluco (700 mila euro): circuito ciclabile accessibile e sicuro, connesso al Cammino di Francesco.
La Regione Umbria ha scelto di concentrare gli sforzi sulle ciclovie perché rappresentano la rete di mobilità sostenibile più avanzata e in grado di attrarre nuovi flussi turistici.
Antica Flaminia: una ciclovia tra storia e spiritualità
Il nuovo tratto della Ciclovia Flaminia coprirà 53 km attraversando sette comuni: Bevagna, Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria, Massa Martana, Acquasparta, San Gemini (capofila) e Terni.
Il percorso collegherà la ciclovia Assisi–Spoleto con la ciclovia del Nera, creando un anello che unisce luoghi francescani (Assisi, Foligno, Cannara) e siti della civiltà romana (Carsulae, Spello).
“Il progetto esecutivo è in fase di definizione – spiega l’assessore di Acquasparta, Guido Morichetti – e l’opera sarà completata entro il 2027, ma l’itinerario sarà fruibile già nei prossimi anni”.

Piediluco: una ciclabile per famiglie, pellegrini e turisti
Il progetto per il Lago di Piediluco prevede la realizzazione di un percorso ciclopedonale di oltre 20 chilometri che toccherà i territori comunali di Terni e Labro. “I fondi regionali per finanziare l’anello ciclabile ci sono e resta solida l’intenzione dell’attuale Giunta di sviluppare Piediluco a livello turistico”, dichiarano i consiglieri regionali Francesco Filipponi e Maria Grazia Proietti (Pd).
“L’intervento – spiegano – consentirà di ampliare la rete ciclabile regionale e di rafforzare l’esperienza del turismo lento nel Ternano, collegando il percorso al fiume Nera e alla via di Francesco Assisi-Roma. Non solo: si guarda anche al tratto Terni-Narni per rispondere alle esigenze manutentive. Inoltre, la Giunta ha presentato domanda per ottenere un contributo dal Fondo unico nazionale per il turismo: se accolto, si libererebbero risorse aggiuntive del FSC da destinare ad altri investimenti”.
Grazie alla semplicità delle opere previste, i lavori – gestiti dal Comune di Terni – potranno partire rapidamente. L’obiettivo è rendere il lago e i suoi dintorni un polo di attrazione per famiglie, cicloturisti e pellegrini.
Ex ferrovia dell’Appennino Centrale: da tracciato dismesso a ciclovia strategica
Un tempo collegava Arezzo a Fossato di Vico, ma la guerra ne decretò la fine. Oggi la vecchia ferrovia dell’Appennino centrale rinasce come ciclovia. Il tratto umbro interessato va da Montecorona a Fossato di Vico, passando per Gubbio. Sono già stati investiti oltre 3 milioni di euro per rifacimenti strutturali (ponti, gallerie, stabilizzazione del tracciato). Con i nuovi fondi si completerà la messa in sicurezza e si garantirà un percorso alternativo alle strade trafficate.
I comuni coinvolti – Umbertide, Gubbio e Fossato di Vico – puntano a riportare i flussi cicloturistici in una zona interna spesso rimasta isolata.
Umbria, sempre più terra di cicloturismo
Con questi interventi, l’Umbria consolida la sua vocazione al turismo lento, offrendo percorsi ciclabili che uniscono natura, cultura e spiritualità. L’obiettivo è creare una rete interconnessa con cammini, ferrovie dismesse e ciclovie già esistenti, per attrarre un pubblico sempre più attento a sostenibilità, benessere e scoperta dei territori.
[Fonte]



















per tutti i commenti sopra, a maggio ho percorso la via di francesco da Monterotondo fino ad Assisi, per quanto riguarda il tratto dell’Umbria, ho percorso la Greenway del Nera da Arrone fino a Scheggino, ho anche percorso la ciclovia Spoleto Assisi, io non ho di cosa lamentarmi! Anzi, la Greenway del Nera la consiglio a chiunque, davvero molto molto bella, si tratta di strada bianca, nel punto più stretto sarà circa 2,5mt ma spesso stiamo intorno ai 3mt. bel paesaggio e si pedala con il rumore di sottofondo del fiume Nera. La Spoleto Assisi, la trovo anche in buone condizioni, magari l’asfalto non sarà impeccabile, ma va benissimo anche con una bici da strada. Pedalate e godetevi i paesaggi!
una volta fatte però fate anche la manutenzione ….sono gran parte in stato disastroso
Bene che si pensi al cicloturismo. L’importante è che vengano costruite sufficientemente larghe per garantire sicurezza nei due sensi di marcia ed anche non troppo tortuose o piene di continuo saliscendi.
Poi è importante che vengano mantenute.
Altrimenti i ciclisti non ci andranno.
pensate che ciclovia quella del Tevere, da Sansepolcro a Todi interamente servita dalla ferrovia centrale umbra
Mancanza di manutenzione il tratto Pian Dassino (Umbertide) fino ad arrivare alla fine della ciclabile con la strada provinciale Eugubina.
Sbaglio o c’è anche il tracciato della vecchia ferrovia Spoleto – Norcia fra le nuove ciclovie in lavorazione, già terminata per lunghi tratti? Forse non viene considerata ciclovia in quanto anche pedonale
[Salve, questi nuovi finanziamenti riguardano i tre percorsi indicati nell’articolo – Bikeitalia.it]
…e quelle realizzate in precedenza che praticamente sono andate tutte in malora per mancanza di manutenzione? E lo stesso è avvenuto anche per i sentieri. Queste nuove opere faranno inevitabilmente la stessa fine, purtroppo.
[Salve: tutte le ciclabili e i sentieri realizzati in precedenza sarebbero privi di manutenzione? Su quali basi fa questa affermazione? Bikeitalia.it]