Abbiamo incontrato Lorenzo Buratti, ideatore e proprietario di Clorofilla Bike Lab, un’azienda tutta italiana che affonda radici e storia in Romagna a Cesena.
L’occasione è stata la rivoluzionaria TrailDiva, la nuova ebike crossover (tendente a una cargo) del marchio Clorofilla: un’ebike con un concetto di base innovativo in grado di potervi condurre dalle pedalate in città per andare al lavoro o fare commissioni, alle gite fuori porta, fino ai viaggi e alle cicloavventure più impegnative. Ottima sia su asfalto che in fuoristrada, con un telaio resistente e la sua geometria con misure compatte (ruote da 27,5 pollici) risulta estremamente versatile, comoda e maneggevole.
Ci siamo seduti a un tavolo per fare due chiacchiere con lui. Una piacevole occasione per farci raccontare la sua storia e le sue idee, conoscere meglio il progetto TrailDiva e sapere cosa bolle in pentola per il futuro.


Ciao Lorenzo, piacere di conoscerti. Prima di parlare di progetti, viaggi e aspetti tecnici, vogliamo sapere qualcosa di te. Raccontaci chi sei e la tua storia.
Ciao! Beh, nella mia vita ho fatto parecchie cose con un manubrio in mano.
Ho cominciato con le BMX nel periodo d’oro degli anni ’80 (sono riuscito a farlo come professionista fino ai vent’anni), poi Granfondo e Downhill in Mountain Bike negli anni 90, infine gare di Enduro in moto dai primi anni duemila coronati dalla partecipazione a tre edizioni della Dakar in Africa come pilota privato.
Sono poi tornato a correre nel Downhill e nell’Enduro in MTB, discipline che pratico tuttora, unendole oggi ai viaggi in Gravel con mia moglie Silvia. Le esperienze sono tante anche perché a 55 anni non mi sono mai fermato e ho sempre cercato di interpretare lo sport come pretesto per vedere il mondo e assorbire quante più emozioni e conoscenze possibili.
Ho comunque sempre vissuto tutto da appassionato che parallelamente deve anche lavorare. Gestisco la Buratti Meccanica, azienda di famiglia fondata da mio nonno, presso Cesena dove da moltissimi anni produciamo componenti meccanici per industrie di diversi settori.
La bicicletta è ben salda nello spirito popolare della Romagna. Che tipo di ciclista sei?
In Romagna la bicicletta è parte del paesaggio, come il mare o le colline. È simbolo di semplicità, di fatica “buona”. Anche di agonismo viscerale ovviamente. Abito alla base di una delle salite che Marco Pantani faceva spesso in allenamento ma non mi definisco un atleta agonista (almeno non più), oggi mi vedo meglio nel concetto del viaggiatore; mi piacciono le bici versatili che ti portano ovunque, che sia dentro ad un singletrack nel bosco o su una pista ciclabile in città. La bicicletta la uso “anche per pensare”, è il mio spazio di libertà.

Clorofilla Bike e Buratti Meccanica. Una testa e due anime. Facci entrare nella tua azienda.
Buratti Meccanica è la radice: un’officina metalmeccanica dove si producono componenti di precisione lavorati a Controllo Numerico per clienti anche molto esigenti dal punto di vista qualitativo. Clorofilla è il ramo verde che cresce da lì. Ho unito la conoscenza meccanica alla mia passione per il ciclismo.
La voglia di avere un marchio mio in un settore che mi appassiona è stata infatti la scintilla da cui è nato il marchio Clorofilla Bikestations, con il quale produciamo colonnine di assistenza per le piste ciclabili e ora ho dato il via con i miei collaboratori al Clorofilla Bike Lab con il quale produrremo telai e componenti che emozionano noi per primi e speriamo/crediamo possano anche incontrare il favore del pubblico.
Dentro Clorofilla convivono artigianato, ingegneria e design. Progettiamo telai e componenti interamente in casa e li realizziamo internamente con un’attenzione quasi maniacale ai dettagli. Ora è tutto in fase di sviluppo ma presto arriverà tutta una linea di componenti e altri tipi di telai sempre realizzati con la tecnologia del CNC + incollaggio. Vogliamo diventare negli anni un punto di riferimento stilistico e ingegneristico, non abbiamo fretta, è un progetto di lungo respiro.
Quando e da dove nasce l’idea di TrailDiva?
TrailDiva nasce da un’esigenza reale, ovvero creare una bici che non ti costringa a scegliere tra città e avventura. Molte ebike sono pensate o per l’uso urbano o per l’off-road, ma io volevo un mezzo che potesse fare tutto, con cui ad esempio poterci andare al lavoro, ma anche attraversare l’Appennino con le borse.
L’idea è maturata durante i miei viaggi, osservando come si muovono le persone e quanto la bici possa diventare una vera alleata nella vita quotidiana. Nel ragionamento ho incluso non solo gli utilizzi ricreativi ma anche quelli professionali. Ci sono nicchie di persone che per motivi di lavoro potrebbero usare Traildiva per portare sui sentieri attrezzatura tecnica di vario tipo, penso ai fotografi sportivi, alla protezione civile, alle guardie forestali o ai trailbuilders solo per citarne alcuni. È vero che sono piccole nicchie di utenza ma noi siamo una piccola azienda, non abbiamo necessità di produrre Traildiva su scala industriale.
Telaio interamente artigianale; raccontaci qualche dettaglio.
Il telaio è il cuore del progetto. È costruito interamente in alluminio, tutti i componenti vengono anodizzati dopo la lavorazione alla macchina utensile e successivamente incollati con un procedimento che ha richiesto diversi step di studio e ricerca (segreto che teniamo ben custodito).
La scelta artigianale non è nostalgia, bensì un modo per mantenere il controllo totale sul risultato e creare qualcosa che duri nel tempo. Non mi piace nemmeno l’attuale situazione di mercato in cui ogni sei mesi esce un modello nuovo, preferisco creare oggetti che nel tempo casomai aumentino il loro valore.


Motore, batteria e componenti. Spiegaci il perché delle tue scelte.
Stiamo ancora parlando con diversi fornitori perché la fase di sviluppo non è ancora ultimata, per ora sul motore usiamo OLI che è un marchio ben conosciuto e molto affidabile. Li costruiscono a pochi chilometri da noi, gli altri componenti li abbiamo scelti ragionando sul migliore rapporto fra qualità prezzo e affidabilità.
TrailDiva è una bici sincera, la sua mission è viaggiare, non restare ferma in officina.
Qual è l’aspetto che rende veramente unica questa bicicletta? In altre parole, quale vuoto va a colmare nel mercato attuale della bicicletta?
La sua versatilità reale. Non è una bici “tuttofare” nel senso generico: è una piattaforma intelligente, pensata per adattarsi a chi la usa.
Puoi portare borse, attrezzi o la spesa; puoi farci commuting o affrontare un trail di montagna. È una bici per chi non vuole etichette, per chi vive la mobilità come parte della propria identità. Per questo nella zona di carico posteriore abbiamo messo molti fori filettati, la puoi plasmare a tuo piacimento.
Che taglie sono disponibili? Prezzo al pubblico?
Al momento abbiamo una taglia unica che funziona bene per persone da 165 a oltre 180 di altezza. Vista la tipologia di bici la taglia si gioca su altri fattori, ad esempio è determinante il reggisella telescopico. Su una mtb tradizionale è concepito per la guida in discesa, mentre su Traildiva assume una funzione diversa, lo usi per regolare la tua altezza in tempo reale. Se hai del carico sulla bici devi comunque partire con la sella bassa, soprattutto se sei in fuoristrada, poi lo alzi per pedalare in posizione di massimo controllo sulla bici e quando ti fermi lo usi nuovamente per scendere mettendo velocemente i piedi in terra e stabilizzare il tuo carico. Bisogna poi dire che la lavorazione a CNC delle giunzioni ci dà ampia libertà di azione, per persone molto alte basta cambiare un paio di parametri e la fresa produce le congiunzioni adatte alle dimensioni richieste.
Per quel che riguarda il prezzo stiamo lavorando per uscire con un prezzo al pubblico (facendo vendita diretta) attorno ai 7.000 euro. Lo riteniamo accettabile per un prodotto artigianale completamente Made in Italy.


Attualmente Traildiva è disponibile in un unico modello. Se guardi al futuro come vedi lo sviluppo di questo progetto? Hai in mente di ampliare/diversificare la gamma?
Al momento siamo molto concentrati con il Bike Lab a finire lo sviluppo e ottenere le certificazioni TUV per la vendita al pubblico, stiamo anche già realizzando in macchina la linea di componenti che comprenderà attacchi manubrio, movimenti centrali, pedali, collarini, ecc… Se tutto va bene presenteremo in primavera.
Posso però anticipare che il nostro progettista Andrea Donati ha già diversi disegni che riguardano un telaio da Downhill e uno da Gravel. Le idee non ci mancano.
Crossover, Overland, Cargo. Al di là delle definizioni, facilità di trasporto materiali e bikepacking sono il plus di questa bicicletta?
Esatto. Tutto parte dall’idea di trasportare senza rinunciare al piacere di pedalare.
TrailDiva può essere caricata, ma resta maneggevole. Può fare offroad, ma non è estrema. È un compromesso virtuoso, una bici che accompagna il ritmo di chi la usa. Io la testo su sentieri da Cross Country con 25/30kg di carico, che sono davvero tanti, in quel peso ci metti tante cose (ad esempio per viaggi lunghi).
TrailDiva è customizzabile? Il cliente può cucirsela a piacimento sulle proprie necessità e gusto o ci sono dei limiti?
Sicuramente i colori e la geometria finale possono essere modificabili su richiesta del cliente. In base all’andamento delle vendite valuteremo in seguito se creare anche una linea di accessori specifica.

Spiegaci come deve fare chi vuole acquistare TrailDiva. Venderete solo online o anche presso la vostra sede di Cesena? Vi appoggerete alla rete vendita locale?
All’inizio sicuramente faremo vendita diretta, sarà sufficiente scriverci una mail ([email protected]) ed entrare in contatto con noi. In base alle vendite future, valuteremo poi altri aspetti commerciali, ovviamente vorremmo produrne e venderne tantissime fin da subito ma restando con i piedi per terra penso che ci sarà tempo per crescere un passo alla volta.
TrailDiva si adatta bene anche al contesto urbano e suburbano. È proprio così?
Si. È disponibile anche la versione con gomme da città e parafanghi, anche se a me piace sempre e comunque la gomma tassellata e il fango sui pantaloni. Devo dire che TrailDiva ha una estetica a nostro avviso molto particolare e personale anche senza borse laterali per cui, perché no, c’è un tipo di cliente che potrebbe avvicinarsi a lei come ci si innamora di un oggetto di design, o come un mezzo alternativo all’auto privata negli spostamenti in ambito urbano e suburbano.
Da poco hai presenziato in Olanda all’International Cargo Bike Festival. Raccontaci quello che hai visto.
È stato illuminante. Lì si respira un approccio molto maturo alla mobilità, le cargo e le crossover non sono viste come “alternative”, ma come soluzioni normali.
Ho visto innovazione, ma anche tanta semplicità. Le persone vogliono bici che non siano solo sportive, ma intelligenti. Traildiva intercetta proprio questo bisogno: libertà, ma con concretezza.
Credi che una ebike Crossover/Cargo possa funzionare anche alle nostre latitudini?
Sì, e credo che sia il momento giusto. In Italia c’è un forte desiderio di riscoprire il viaggio lento e la mobilità sostenibile. Anche avere la possibilità di eliminare (o usare meno) una delle auto di famiglia può essere un argomento valido per un numero sempre più crescente di persone.
Ho capito che siamo pronti, manca solo un poco di cultura in più, e con il nostro progetto, vogliamo contribuire a costruirla. Se vanno a lavorare ogni giorno in bici senza problemi con il meteo del nord Europa non vedo come non possiamo farlo noi qui in Italia.


Quale viaggio ricordi con più piacere in sella alla tua Traildiva?
Per ora molti sentieri ripidi e con molto carico durante i test, guida impegnativa alla ricerca deli limiti tecnici e sicuramente anche molto divertimento e soddisfazione nel vedere che tutto prendeva forma.
Ora stiamo producendo anche qualche bici test da far provare a clienti e giornalisti e con le quali parteciperemo nel 2026 a diversi eventi, forse Tuscany Trail o situazioni simili, stiamo valutando il tutto in questi giorni.
Elenca al pubblico tre validi motivi per cui acquistare TrailDiva.
Versatilità: una sola bici per città, viaggio e avventura. Artigianalità: ogni telaio è costruito a mano, con cura e passione. Sostenibilità reale: materiali durevoli, riciclabili, pensati per durare e non per essere sostituiti. Traildiva non è una bici da possedere, ma una compagna di strada con cui fare tanti chilometri.





















Bene sono molto sodisfatto dal vostro reticolo e del prodotto che proponete io attualmente vivo tra italia nei mesi estivi precisamente in Basilicata e gli altri mesi tra Tunisia (Hammamet) e Thailandia ho due bici assistite tra cui una in Italia e due in Tunisia sono molto curioso del vostro prodotto perché artigianale e quindi in qualsiasi momento c’è la reperibilità dei ricambi cosa che diventa difficile per le molteplici marche che ci sono in commercio quindi penso che il vostro progetto porta abbracciare molti ciclisti italiani proprio perché diventa difficile reperire i ricambi quindi spero che avete capito il problema e che proponiate molti accessori indispensabili e di qualità vi ringrazio anticipatatamente sperando di poter venire presto a trovarvi