Nel 2025 la mobilità ciclistica a Bologna registra un aumento netto dei passaggi: +22% rispetto al 2024. Un incremento distribuito in modo diverso tra le varie zone della città: nel centro storico la crescita arriva al +41,3%, mentre fuori dalla cerchia muraria si attesta al +20%. Sulla Tangenziale delle Biciclette, infrastruttura che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più strategico, l’aumento rilevato è del 15,4%.
I dati emergono dalla campagna annuale di rilievi condotta da TPS – Transport Planning Service per conto del Comune, su 20 punti temporanei attivi tra il 15 settembre e il 15 ottobre, a cui si aggiungono i flussi dei quattro punti di monitoraggio fissi.
Dove si pedala di più
Le postazioni più cariche, nelle fasce orarie di punta dei giorni feriali, sono risultate:
- Matteotti: 2.160 passaggi orari
- Galliera: 1.623
- Ercolani: 1.620
- San Donato (cavalcavia): 1.428
- Sabotino: 1.423
Seguono, tutte oltre quota mille passaggi, Murri (1.375), Zanardi (1.258) e Filopanti (1.237).
Un altro elemento significativo riguarda i monopattini: la loro quota scende dal 5,95% del 2024 al 4,27% sul totale dei passaggi registrati, segno di un consolidamento dell’uso della bicicletta come mezzo prevalente della mobilità sostenibile.
Dal 2025 la rete dei punti di rilevazione permanenti è stata ampliata e i dati sono ora disponibili sull’open data comunale.
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Bologna nella Top 30 del Copenhagenize Index
Alla fotografia dei flussi ciclistici si aggiunge un altro elemento: per la prima volta Bologna entra nel Copenhagenize Index 2025, la classifica internazionale che valuta le città più ciclabili del mondo. Il capoluogo dell’Emilia-Romagna è l’unica città italiana presente nelle prime trenta posizioni (attestandosi al 25° posto con un punteggio di 54.4, dopo Lubiana e prima di Stoccolma, ndr)
Il ranking considera criteri come la qualità e la continuità delle infrastrutture, la diffusione quotidiana della bicicletta e le politiche di promozione adottate dall’amministrazione. Una presenza che testimonia il percorso avviato negli ultimi anni, ma che non rappresenta un punto di arrivo: la posizione di Bologna nel ranking internazionale, infatti, riflette soprattutto processi in corso che richiedono continuità e consolidamento.
Il contesto: Bologna Città 30
L’aumento dei ciclisti si inserisce in un quadro più ampio, che comprende l’introduzione del limite generalizzato dei 30 km/h. Una misura pensata per ridurre l’incidentalità e rendere più accessibili gli spostamenti attivi.
Sebbene sia ancora presto per attribuire direttamente al limite 30 i cambiamenti nei comportamenti di mobilità, il quadro dei dati mostra un contesto favorevole: strade percepite come meno veloci, maggiore sicurezza percepita e un ambiente urbano nel quale andare in bicicletta diventa, per molti cittadini, un’opzione praticabile e quotidiana.
Una fotografia in evoluzione
Crescita dei passaggi, consolidamento dell’uso della bicicletta, riduzione dei monopattini e ingresso nel Copenhagenize Index compongono un’immagine in trasformazione della mobilità bolognese. Resta ora da capire come questi trend si evolveranno nei prossimi anni, soprattutto alla luce delle nuove infrastrutture previste e dell’estensione del monitoraggio permanente.
[Fonte]




















Ottima statistica, conferma che se la politica lavora bene poi i cittadini ne traggono beneficio.
A Firenze questo è un momento di disagio per chi utilizza la bicicletta,perché a causa dei molti cantieri , soprattutto quelli della Tramvia ,molte ciclabili sono interrotte oppure inutilizzabili.
Si spera che ,una volta terminati i lavori ,oltre ad essere ripristinate siano anche potenziate e collegate in maniera più continuativa.
Un altra cosa che avremmo bisogno anche qui , sarebbe l’attivazione della zona 30 , provvedimento veramente necessario ed urgente.