La Ferrovia Ciclabile Lucana, che collega Lagonegro a Rotonda lungo il vecchio tracciato delle Ferrovie Calabro‑Lucane, sta emergendo come uno dei più interessanti progetti di cicloturismo nel Sud Italia. Un percorso in trasformazione, che unisce storia, natura e sviluppo territoriale, e che promette di diventare un volàno per il turismo lento in Basilicata.
Dalla vecchia ferrovia alla ciclovia: una rinascita su due ruote
Il percorso della Ferrovia Ciclabile Lucana affonda le radici in un progetto ferroviario storico che, dopo anni di abbandono, sta vivendo una nuova vita grazie all’entusiasmo di cittadini e amministratori locali.
«La ciclovia riprende un vecchio tracciato degli anni Venti – commenta Francesco Limongi, sindaco di Castelluccio Superiore, uno dei comuni più interessati dal progetto, – che portava Lagonegro verso Spezzano Albanese in Calabria. La ferrovia è caduta in disuso negli anni Ottanta, soprattutto a causa di un ponte che presentava problemi di stabilità. Da allora sono state effettuate molte proposte per riattivare in vario modo quel percorso. Tra queste l’idea della ciclovia è quella che ha trovato maggiori consensi».
L’obiettivo non è solo completare la ciclovia, ma promuovere un indotto legato al cicloturismo. Noleggi, B&B, punti di ricarica, eventi e infrastrutture per rendere il percorso davvero fruibile. In questo modo, la Ferrovia Ciclabile Lucana può inserirsi nel crescente network di itinerari ciclabili in Basilicata, che di anno in anno si arricchisce di proposte e iniziative.

L’itinerario
Appena imboccata la Ferrovia Ciclabile Lucana, il percorso guida tra gallerie storiche e borghi pittoreschi, mantenendosi perlopiù lontano dalla strada provinciale. Il fondo è spesso sterrato, regolare e facile da percorrere.
Da Lagonegro si sale verso il Valico dei Cerri, con vista sul Lago Sirino, e si prosegue tra gallerie fino a Pecorone, frazione di Lauria. Nel paese la traccia si perde per qualche decina di metri, per poi riprendere subito dopo un supermercato in una discesa scorrevole. Prima di Lauria, la ferrovia termina davanti a un viadotto pericolante, costringendo a deviare sulla SP19, panoramica ma senza vegetazione.
Dopo circa 6 km si può tornare sulla vecchia ferrovia o attraversare Monegaldo per una via secondaria asfaltata, salendo fino a 860 metri prima di scendere verso Laino Borgo, tra panorami autentici e pedalata immersa nella natura lucana.

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Paesaggi e tappe da non perdere lungo la Ferrovia Ciclabile Lucana
Percorrere la Ferrovia Ciclabile Lucana significa vivere un’esperienza che unisce natura, storia e cultura locale. Il percorso si snoda tra panorami mozzafiato e piccoli borghi lucani, offrendo scorci che variano continuamente: dai boschi e le colline circostanti alle pianure e ai corsi d’acqua che attraversano il tracciato. Una delle caratteristiche più affascinanti sono le gallerie ferroviarie, alcune lunghe e suggestive, che trasportano letteralmente i ciclisti nel passato della linea Calabro‑Lucana.
Il dislivello positivo del percorso è moderato ma coinvolgente, complessivamente di circa 890 metri, e discese rapide che permettono di godere dei panorami in sicurezza. Tra le meraviglie naturali spicca il Lago Sirino, un piccolo bacino di origine naturale che appare improvvisamente dopo la salita al Valico dei Cerri.
I borghi attraversati – da Pecorone a Lauria, passando per Monegaldo e Laino Borgo – offrono scorci pittoreschi, architettura tradizionale e l’occasione di scoprire la gastronomia locale, rendendo il percorso ideale non solo per il ciclismo ma anche per il turismo lento e esperienziale.
Questo itinerario combina quindi avventura, cultura e panorami, trasformando i circa 47 km dell’ex ferrovia in un viaggio tra passato e presente, perfetto per chi vuole scoprire la Basilicata lontano dai circuiti più battuti.

Sfide e partecipazione della comunità
Nonostante il fascino del percorso, la Ferrovia Ciclabile Lucana non è ancora completamente fruibile in tutta la sua lunghezza. Alcuni tratti, soprattutto vicino ai centri abitati o viadotti non consolidati, richiedono deviazioni sulle strade provinciali, che possono essere più trafficate e meno suggestive. In altre zone, il fondo sterrato richiede attenzione in caso di pioggia.
Il progetto complessivo è ambizioso e il lavoro dei comuni e del comitato promotore punta a rendere la ciclovia pienamente sicura e continuativa, trasformando i vecchi binari in un itinerario cicloturistico completo e sostenibile.
Un elemento fondamentale per il successo della ciclovia è però l’entusiasmo della comunità locale. Cittadini, amministratori e appassionati di ciclismo collaborano attivamente per valorizzare il percorso, promuovendo eventi, iniziative culturali e interventi di manutenzione. A dimostrazione dell’interesse diffuso, esiste anche un gruppo Facebook dedicato, Ciclovia Lagonegro‑Rotonda, dove gli utenti condividono foto, consigli e aggiornamenti sui lavori in corso. Grazie a questa partecipazione, il progetto si sta sviluppando come un’iniziativa collettiva, capace di trasformare la vecchia ferrovia in un itinerario sicuro, attrattivo e pienamente sostenibile.



















Buongiorno.
Sono Nicola vitone sarei interessato a percorrere la ciclovia Lagonegro Rotonda
E’ possibile sapere se ci sono associazioni che ti accompagnano nell’escursione del percorso?
[Salve Nicola, nell’articolo c’è il link al gruppo FB nato proprio per condividere informazioni e consigli su questo percorso ciclabile, può chiedere direttamente lì > https://www.facebook.com/groups/ciclovia.lagonegro.rotonda/ – Bikeitalia.it]