All’evento di presentazione dell’Etape Italy by Tour de France in Piemonte, il Ministro del Turismo esalta i grandi eventi sportivi e cicloturistici come volàno per lo sviluppo locale: “Uniscono lo sport ai nostri 8.000 campanili, favoriscono la destagionalizzazione e sono uno strumento enorme di visibilità”
Il giallo del Tour de France torna a colorare le strade del Piemonte, portando con sé non solo l’agonismo della Grande Boucle, ma una filosofia di viaggio che sposa perfettamente la nostra visione della bicicletta: uno strumento per esplorare in bici, conoscere e valorizzare i territori.
È stato presentato oggi a Roma, presso il Salone d’Onore dello Sport del CONI, il calendario de L’Étape Italy by Tour de France 2026, un progetto che conferma il Cuneese come terra d’elezione per chi ama pedalare.
Ad aprire i lavori il ministro del Turismo Daniela Santanchè – nativa di Cuneo – che ha voluto sottolineare l’importanza strategica di questi appuntamenti. Eventi di questa portata, ha spiegato, sono molto importanti per il settore turistico poiché, attraverso le loro tappe, aiutano a far conoscere territori meno esplorati, offrendo storie da raccontare ed esperienze dirette da vivere.
Più che una semplice gara agonistica, l’appuntamento rappresenta una vera e propria vetrina internazionale per apprezzare le eccellenze delle nostre regioni.
“Eventi di bici strumento di visibilità dei territori”
Secondo il ministro Santanchè, questo tipo di manifestazioni supera la sola dimensione sportiva. Se da un lato, infatti, mantenere un fisico sportivo ci fa risparmiare sulla spesa della Sanità pubblica, dall’altro questi eventi diventano anche uno strumento enorme di visibilità dei territori. L’Italia vanta una caratteristica fondamentale in questo senso: “Noi siamo l’Italia degli 8.000 campanili, ogni campanile ha la storia, molti sono siti Unesco: ciascuno ha le sue eccellenze enogastronomiche”.
“Creare le condizioni per un turismo di qualità”
In quest’ottica, diventa essenziale sviluppare un concetto che oggi non si può scindere dal turismo: la sostenibilità. Santanchè ha ribadito la necessità di promuovere un turismo sostenibile e diffuso. “Il turismo non dev’essere un turismo predatorio perché altrimenti ci fa andare in crash con le comunità locali: invece tutti insieme dobbiamo fare lo sforzo di creare le condizioni per un turismo di qualità”, ha sottolineato Santanchè. Il valore aggiunto di queste manifestazioni sportive si traduce, in definitiva, in un valore aggiunto per i nostri stessi territori.
“Sport e turismo connubio inscindibile”
L’unione tra sport e turismo si conferma così uno strumento fondamentale. Valorizzare i territori significa anche esaltare l’identità locale e favorire la crescita dell’intera comunità. È un connubio che non si può disgiungere: “Spesso questi eventi aiutano a destagionalizzare, nel turismo è l’offerta che fa la domanda”.
Questa è caratteristica preziosa che aiuta a spalmare le presenze turistiche nei mesi dell’anno e più siamo capaci di offrire opportunità come sistema-Paese, più aiutiamo i nostri territori a essere visitati tutto l’anno.

Due appuntamenti “fuori stagione” per vivere le Alpi e le colline
Il 2026 vedrà il Piemonte ospitare due tappe distinte, pensate per trasformare il ciclismo in un’occasione concreta di promozione turistica internazionale e di incontro con le comunità locali. Non si tratta solo di granfondo, ma di veri e propri fine settimana all’aria aperta dove sport, natura ed enogastronomia si fondono all’insegna del cicloturismo.
Il primo appuntamento è fissato per domenica 31 maggio 2026 con L’Étape Piemonte. La base sarà a Entracque (CN), con un percorso che si snoda attraverso le valli Gesso, Stura e Vermenagna, toccando Borgo San Dalmazzo. Qui la montagna è la vera protagonista: strade che hanno fatto la storia del Giro d’Italia e che guardano alle vette mitiche del Tour, immerse in un contesto naturalistico di grande valore.
Il secondo evento chiuderà l’estate: domenica 20 settembre 2026 andrà in scena L’Étape Mondovì. Partenza e arrivo nella città del Monregalese, per un tracciato che cambia scenario, abbracciando l’Alta Langa tra borghi storici, vigneti e paesaggi rurali.
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Oltre la gara: alla scoperta delle Valli Alpine
L’evento di maggio non si limita alla sfida cronometrica. Come sottolinea Roberta Robbione, sindaca di Borgo San Dalmazzo, la manifestazione è “un’occasione preziosa per raccontare il nostro territorio e le nostre valli in modo autentico”. Per gli accompagnatori e per i ciclisti che vogliono godersi il weekend, l’offerta è vastissima.
Si va dalla visita al Centro Faunistico Uomini e Lupi – il primo delle Alpi italiane dedicato a questo animale simbolo – alla scoperta della centrale idroelettrica Enel di Entracque con le sue dighe. Chi cerca il relax attivo può esplorare i sentieri del Parco Naturale delle Alpi Marittime, i laghi della Piastra e della Rovina, oppure dedicarsi a ebike e gravel. E dopo la fatica, il recupero è affidato ai sapori locali: imperdibili le cuiette (gnocchetti di patate), i cruset e le lumache, specialità di Borgo San Dalmazzo.



Per i dettagli della tappa di maggio: https://letapeitaly.it/letape-piemonte-homepage/
Mondovì: pedalare tra Barocco e mongolfiere
A settembre, l’atmosfera cambia ma la qualità dell’esperienza resta alta. Il Monregalese, forte del successo della Granfondo Alpi del Mare, si prepara ad accogliere famiglie e visitatori con un mix di cultura e bien vivre.
Alessandro Terreno, assessore allo Sport di Mondovì, spiega come il ciclismo diventi qui “un’occasione per aprire la città e il suo territorio a un pubblico ampio”. Oltre a pedalare, i visitatori potranno alzare lo sguardo verso il cielo – Mondovì è la città delle mongolfiere – o verso l’arte, visitando il centro storico di Mondovì Piazza e le sue chiese barocche.
Tappa obbligata per chi ama l’arte (e le sfide architettoniche) è il Santuario di Vicoforte, con la cupola ellittica più grande del mondo, un gioiello a pochi chilometri dal percorso di gara. A tavola, il premio per i finisseur sono i ravioli del plin, il brasato al Barolo e il formaggio Raschera DOP.
Per i dettagli sulla tappa di settembre: https://letapeitaly.it/homepage-etape-mondovi/

Una piattaforma per il territorio
L’Étape Italy si conferma qualcosa di più di una serie di gare: è una “piattaforma strategica di promozione del territorio”, come evidenzia Gabriella Giordano, Presidente dell’ATL del Cuneese. L’obiettivo è creare un impatto duraturo, trasformando l’evento sportivo in un motore di sviluppo che valorizza l’identità alpina e la cultura dell’accoglienza.





















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Se le speranze dei ciclisti sono riposte nell’accoppiata salvini-santanchè direi che siamo messi molto molto male
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