Infrastrutture

Rete dei Monti Dauni: l’anello ciclabile che unisce 8 Comuni

Rete dei Monti Dauni: l’anello ciclabile che unisce 8 Comuni
Cartello bici pista ciclabile (immagine di repertorio)

Da Roseto Valfortore (ente capofila) parte la rivoluzione a pedali della Puglia rurale: un grande progetto ad anello con percorsi, Bike Park e Pump Track diffusi per unire turismo lento, rilancio del territorio e mobilità sostenibile

Quando le amministrazioni locali comprendono che la bicicletta non è solo uno svago domenicale, ma un potentissimo strumento di rigenerazione territoriale e mobilità quotidiana, non può che farci piacere. È quello che sta accadendo nel cuore dell’Appennino pugliese, dove i Monti Dauni si preparano a cambiare marcia e a puntare forte sulle due ruote.

Qualche settimana fa è nato ufficialmente un ambizioso progetto di mobilità dolce che unisce ben otto amministrazioni locali: una Rete Ciclabile Intercomunale pensata per valorizzare le bellezze paesaggistiche dell’entroterra foggiano attraverso un turismo lento e, allo stesso tempo, per abbattere le emissioni nei collegamenti tra i paesi.

L’unione (a pedali) fa la forza

A guidare la cordata in veste di ente capofila c’è il Comune di Roseto Valfortore, che ha saputo fare rete coinvolgendo altri sette borghi autentici della zona: Volturino, Motta Montecorvino, Pietramontecorvino, Alberona, Faeto, Castelluccio Valmaggiore e Celle di San Vito.

Come si evince dai documenti di delibera dei comuni promotori, l’obiettivo dell’accordo è chiaro e strutturato: affidare lo sviluppo di un progetto integrato per creare una vera e propria struttura a rete e ad anello che connetta i vari centri urbani. Non si tratta quindi di spezzoni ciclabili isolati (la classica “ciclabile che finisce nel nulla”, che purtroppo vediamo spesso in Italia, ndr), ma di una rete di viabilità ciclopedonale organica, pensata per collegare le aree urbane a quelle suburbane e periferiche.

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Non solo ciclabili: in arrivo Bike Park e Pump Track diffusi

Ma la vera marcia in più di questo progetto, che lo rende particolarmente interessante agli occhi di chi si occupa di mobilità ciclistica e di cicloturismo, è l’attenzione alle infrastrutture dedicate al divertimento e all’aggregazione. Lo studio di fattibilità tecnico-economica commissionato dagli otto comuni non si limita al tracciamento dei percorsi, ma prevede la realizzazione di Bike Park e Pump Track diffusi sul territorio.

Questo significa creare veri e propri “punti di stazionamento” e poli di attrazione per gli appassionati di MTB, gravel e ciclismo fuoristrada, intercettando una fetta di turismo attivo in fortissima espansione e offrendo ai giovani del territorio spazi sani e moderni dove praticare sport.

Cicloturismo e impatto zero: la visione dei Monti Dauni

Dietro l’infrastruttura c’è una visione politica e ambientale ben definita. Le delibere comunali parlano esplicitamente di «promuovere la mobilità urbana e suburbana sostenibile, verso un’economia a zero emissioni nette di carbonio». Promuovere gli spostamenti a pedali significa infatti decongestionare il traffico motorizzato locale, migliorare la qualità dell’aria e aumentare la sicurezza stradale per gli utenti fragili.

Al contempo, la Rete Ciclabile diventa un formidabile asset per il marketing territoriale. I Monti Dauni, con i loro paesaggi incontaminati, i boschi e i borghi storici, hanno una vocazione cicloturistica naturale. Mettere a sistema questa vocazione significa creare un volano per l’economia locale, favorendo la nascita di nuove attività ricettive (bike hotel, noleggi, ciclofficine, guide) e contrastando lo spopolamento che affligge le aree interne.

L’iniziativa degli otto comuni pugliesi rappresenta un modello di sinergia istituzionale virtuosa. Su Bikeitalia ripetiamo spesso che per cambiare la mobilità serve visione politica e capacità di fare rete: i Monti Dauni stanno dimostrando che, lavorando insieme, le aree interne possono diventare l’avanguardia della transizione ecologica.

[Fonte]

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Commenti

  1. Enrico Forgione ha detto:

    Chiacchiere inutili di politici che non hanno mai fatto una passeggiata nei boschi e parlano da dietro le scrivanie. Sono anni che armato di forbici e soprattutto di buona volontà, pulisco i sentieri personalmente. Vorrei fatti non parole, a cominciare dalla pulizia dei rifiuti, anche tissici, lungo i pochi sentieri che ancora si vedono, grazie unicamente a qualche contadino volenteroso.

  2. Giuseppe ha detto:

    Se è come il progetto dei comuni foggiani di Zapponeta, Candela e Rignano Garganico Daunia in bici, allora sarà solo l’ennesimo finanziamento sprecato!

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