Jonas Vingegaard e Giulio Pellizzari hanno già la gamba calda. È questo il primo (e molto provvisorio) responso dopo le prime tre tappe del Giro d’Italia, iniziato in Bulgaria fra l’abbraccio molto affettuoso di questo popolo. Non certo famoso per i suoi corridori, ma delizioso negli scorci panoramici e nei luoghi che ha toccato e offerto la corsa rosa con le sue immagini. Su tutti vale la pena citare Nessebar e la capitale Sofia.
Il danese, vincitore annunciato alla vigilia e quindi impossibilitato a sbagliare, ha corso con tranquillità e ha voluto testarsi e testare gli avversari nella seconda tappa, trovando l’immediata risposta del nostro duca di Camerino.
Il Giro, però, si deve già leccare le ferite. Nella prima tappa sono finiti a terra Groves e Groenewegen (poi ripartiti), mentre Moschetti è andato a casa per commozione cerebrale. Nella seconda, a circa 25 km dalla conclusione, c’è stata una mezza scena da “tutti giù per terra”, che però di simpatico non ha avuto nulla.
La Uae è stata la più sfortunata: Vine e Soler in ospedale e fuorigioco, mentre Adam Yates, madido di fango e sangue, è arrivato al traguardo a oltre 13 minuti, prima di essere impossibilitato a ripartire il giorno successivo. Sognava almeno il podio, ma il suo Giro è andato in frantumi troppo presto. Hanno dovuto fare le valigie anche Buitrago e Vendrame, che ci avrebbe potuto fare comodo in diverse tappe.
Insomma, una mezza ecatombe, che tira via dal palcoscenico altri pezzi pregiati da un parterre già piuttosto ridotto in termini di nomi altisonanti. Speriamo che l’ingresso sul suolo italiano ci porti (a noi tifosi e appassionati, ma anche ai corridori!) un po’ più di fortuna.
Questa prima settimana allungata di corsa proporrà nel weekend le sue portate più prelibate. Venerdì, al termine della tappa più estenuante di questa edizione (244 km), è previsto il primo arrivo in salita sul temibile Blockhaus, uno dei giganti d’Abruzzo. Sabato sarà il momento dei muri marchigiani con il finale a Fermo.
Domenica, infine, il secondo arrivo in salita a Corno alle Scale. Tre flash che modificheranno in maniera importante la classifica generale prima del secondo giorno di riposo, preludio alla temutissima crono individuale di 42 km. E che faranno da termometro per capire il reale stato di salute dei pretendenti a vittoria e podio. Senza trascurare trappole e tranelli disseminati nelle frazioni che porteranno i girini a Cosenza, Potenza e Napoli.


Fra le storie che già sono emerse ci prendiamo quella di Paul Magnier, campione predestinato e ruvido antagonista per Jonathan Milan nelle volate e nella lotta per la maglia ciclamino. Il francese nato in Texas (perché suo papà era lì per lavoro) ha già dato un senso al Giro del “wolfpack”, vincendo due tappe su tre con un’autorità da fenomeno.
A Catanzaro, da dove ripartirà la carovana, gli applausi li sentirà anche Thomas Silva, primo uruguaiano a vincere una tappa al Giro e naturalmente anche il primo a indossare la maglia rosa. Piccole favole che porta con sé sempre questo racconto rosa. Ma il viaggio, per fortuna, è appena iniziato.
La domenica ci ha portato in dote anche la splendida vittoria di Filippo Fiorelli alla Tro-Bro Leon, corsa spettacolare sugli sterrati di Francia. Il palermitano, sbarcato nel World Tour a 31 anni grazie alla chiamata della Visma, ha in pratica raccolto qui il primo successo della carriera, se conferiamo il giusto peso (molto relativo) alla vittoria di tappa al Sibiu Tour del 2022. Una gemma che non ha prezzo e che ripaga i calabroni della fiducia riposta in un ragazzo che per anni ha fatto gavetta, lavoro sporco e mostrato solo a sprazzi tratti del proprio potenziale. Amuninne Pippo.
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Le pagelle del Greg
MAGNIER 10
Toccherà trovargli in fretta un soprannome, perché le vittorie in carriera sono già 28. 2-0 su Milan (e non sul Milan!) al Giro e obiettivo maglia ciclamino ben definito. La Francia gongola, Paul fa paura. TORELLO
MILAN 5
Quarto alla prima volata, poi secondo ma partendo troppo in anticipo. La squadra lo lascia un po’ troppo al suo destino e lui non può fare miracoli. Ma il destino dei velocisti è come quello degli attaccanti. Se non si segna, o in questo caso non si vince, il voto va sotto la suffcienza. IN RODAGGIO
ASTANA 9
Thomas Silva tappa e maglia rosa. Scaroni regista e finisseur. Malucelli e Ballerini piazzati in volata. I celesti dell’Astana non sbagliano quasi un colpo. Anima italiana, carattere da combattenti dell’Est. FRIZZANTI
FIORELLI 10
Colpo d’autore alla Tro-Bro Leon. Un premio meritato a un ragazzo che per anni ha saputo lavorare in silenzio e con umiltà. GRANITA E BRIOCHE
BULGARIA 9
Strade perfette, pubblico numeroso e caloroso. Paese meno appariscente di Francia e Spagna, ma che ha mostrato una bella versione di sé. Naturalistica e architettonica. Da scoprire. SORPRESA
VINGEGAARD 8
Non vince ma va premiato l’atteggiamento. Voglioso, solare, sereno. Corre già da leader, anche se c’è tutto da fare. FARO
PELLIZZARI 8
Nel primo test risponde colpo su colpo al grande favorito. Nessuna paura. Nessun timore reverenziale. Così si fa. SPAVALDO




















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