Mobilità

Perché il modello di Udine per il bike to school va replicato in ogni città

Perché il modello di Udine per il bike to school va replicato in ogni città
Bike to school (foto di repertorio)

Andare a scuola a piedi o in bicicletta, nelle città italiane, è ancora una sfida: traffico, sicurezza stradale e abitudini consolidate rendono infatti l’automobile il mezzo più usato per accompagnare bambini e ragazzi a scuola. Negli ultimi anni diverse amministrazioni hanno però iniziato a puntare su bike to school e mobilità attiva, per ridurre il traffico, migliorare l’aria e promuovere stili di vita più sani.

In questo contesto si inserisce il caso di Udine, che unisce sostenibilità, educazione e salute pubblica in un unico progetto. La città friulana sostiene iniziative per gli spostamenti a piedi e in bici, proponendosi come possibile modello per altre realtà italiane.

Kidical Mass Roma domenica 14 maggio bike to school bambini in bicicletta
(Kidical Mass Roma 2023 – foto di repertorio)

Cosa sta succedendo a Udine

Il Comune di Udine ha stanziato 20 mila euro per finanziare progetti dedicati alla mobilità attiva*. I contributi saranno destinati ad associazioni sportive ed enti senza scopo di lucro che promuovono attività legate agli spostamenti sostenibili, soprattutto per bambini e ragazzi.

Tra le iniziative previste ci sono i progetti di pedibus e bicibus, ma anche laboratori sulla sicurezza stradale, passeggiate urbane e attività educative dedicate all’uso della bicicletta. Ogni progetto potrà ricevere fino a 5 mila euro di contributo.

L’obiettivo del Comune è chiaro: trasformare il movimento quotidiano in una pratica abituale e non solo sportiva. Incentivare gli spostamenti casa-scuola senza automobile significa infatti ridurre traffico e inquinamento, ma anche aumentare l’autonomia dei più giovani e rendere la città più vivibile.

L’iniziativa si collega a un percorso più ampio avviato negli ultimi anni da Udine sul tema della mobilità sostenibile. La crescita del bike sharing cittadino e i nuovi progetti urbani dedicati alla ciclabilità mostrano infatti una strategia sempre più orientata verso una città meno dipendente dall’auto privata.

Focus ➡️ Udine: i contributi ad hoc per iniziative di mobilità attiva

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Udine_crediti Fabrizio Masi
Udine, crediti Fabrizio Masi

Il bike to school in Italia tra progetti e sperimentazioni

Il modello del bike to school si sta diffondendo in diverse città italiane, anche se con velocità differenti. Alcuni territori del Nord Italia, come ad esempio Bolzano, Ferrara e Treviso, hanno sviluppato negli anni una rete ciclabile più estesa e una maggiore cultura della mobilità sostenibile.

Anche città più grandi stanno investendo su questo fronte. Bologna, ad esempio, ha ampliato le piste ciclabili urbane e introdotto il progetto della “Città 30”, con limiti di velocità ridotti in molte aree urbane. L’obiettivo è rendere più sicuri gli spostamenti quotidiani di pedoni e ciclisti, soprattutto vicino alle scuole.

In molte realtà italiane si stanno diffondendo anche i servizi di pedibus scolastico: i bambini raggiungono la scuola a piedi seguendo percorsi organizzati e accompagnati da volontari o genitori. In altri casi vengono invece promossi i bicibus, gruppi di studenti che si muovono insieme in bicicletta lungo tragitti protetti.

Nonostante questi esempi, il quadro nazionale resta ancora frammentato. In molte città mancano piste ciclabili continue, collegamenti sicuri e investimenti strutturali. Spesso i progetti nascono come sperimentazioni temporanee e faticano a diventare parte stabile della mobilità urbana.

REGGIO BICIBUS – Reggio Emilia

Perché il modello Udine può diventare un esempio

Il progetto avviato da Udine dimostra che la mobilità sostenibile non riguarda soltanto l’ambiente. Riguarda anche la qualità della vita, la salute pubblica e il modo in cui vengono vissuti gli spazi urbani.

Abituare bambini e ragazzi a muoversi a piedi o in bicicletta significa costruire una cultura diversa della città. Una cultura in cui l’automobile non rappresenta automaticamente l’unica soluzione possibile per ogni spostamento quotidiano.

Naturalmente servono infrastrutture adeguate: soprattutto, piste ciclabili sicure e investimenti continui. Ma servono anche progetti capaci di coinvolgere scuole, famiglie e associazioni locali. Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell’esperienza di Udine: il tentativo di trasformare la mobilità attiva in un’abitudine concreta e condivisa.

In un Paese ancora molto legato all’uso dell’auto privata, iniziative come questa possono diventare un punto di riferimento importante. Perché il cambiamento delle città parte spesso dai gesti più semplici. E il tragitto da casa a scuola può essere uno dei primi passi verso una mobilità più sostenibile.

*[Fonte]

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Commenti

  1. Milly ha detto:

    Buongiorno, sono di Udine e mi sposto spesso in bici. Le piste non sono manutenute regolarmente e capita di trovare auto che invadono le piste. La bella ciclabile di via Aquileia è stata nuovamente sostituita da corsia autobus. Nei viali solo una riga gialla non crea sicurezza anzi. Spesso mi hanno fatto rifilo le auto.

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