Mobilità

La ciclabilità in Italia riparte da Rimini: il bilancio di Velo-city 2026

La ciclabilità in Italia riparte da Rimini: il bilancio di Velo-city 2026

Dopo 35 anni di assenza, il summit mondiale della ciclabilità chiude la sua edizione nel nostro Paese. Tra networking, grandi parate urbane e le buone pratiche dei Comuni, l’evento segna un nuovo punto di partenza per il futuro della mobilità attiva

Da poche ore si è chiusa ufficialmente la quarta e ultima giornata di Velo-city 2026 Rimini. L’evento internazionale di riferimento per la mobilità ciclistica, promosso dalla European Cyclists’ Federation (ECF), ha richiamato al Palacongressi oltre 1.500 delegati e 400 relatori provenienti da più di 60 Paesi. Il programma della manifestazione era organizzato e curato dalla FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta).

Il ritorno del summit della ciclabilità in Italia dopo ben 35 anni di assenza (l’ultima edizione nel nostro Paese risaliva al 1991) si è rivelato strategico, soprattutto nell’impatto sul dibattito tecnico e politico per le amministrazioni locali.

“Delivering the Urban Dream”: i temi chiave

Il programma ha ruotato attorno all’ambizioso obiettivo di reinventare le città per migliorare la qualità della vita e rafforzare la resilienza climatica. Le oltre 80 sessioni – che (in parte) abbiamo raccontato sui canali social di Bikeitalia e Bikenomist in questi giorni – hanno affrontato argomenti cruciali per il futuro dello spazio urbano: dalla progettazione di strade inclusive alla mobilità intermodale, passando per la sicurezza stradale e il cicloturismo come motore di sviluppo economico.

Oltre i panel: networking, Bike Parade e una città in festa

L’impatto di Velo-city non si è limitato alle sale del Palacongressi, ma ha animato l’intera città attraverso una serie di eventi collaterali pensati per unire la comunità dei partecipanti e coinvolgere il territorio. Il momento più iconico è stato senza dubbio la Bike Parade di mercoledì 17 giugno: una grande pedalata collettiva lungo un percorso di 10 km che, dal Parco del Mare al centro storico di Rimini, ha dimostrato fisicamente l’impatto e la bellezza di una città in cui lo spazio viene restituito alle persone (e alle bici).

L’atmosfera di condivisione è poi proseguita giovedì 18 giugno con la cena di networking: un’occasione preziosa per consolidare in modo più informale i contatti e le relazioni professionali nate durante i panel, culminata in un vivace concerto finale che ha celebrato lo spirito della manifestazione.

Ricevi il meglio di Bikeitalia direttamente via mail: compila il modulo e iscriviti alla nostra newsletter settimanale, è gratuita!

Una vetrina e un laboratorio per i Comuni italiani

Il fatto di “giocare in casa” ha offerto un’opportunità logistica ed economica preziosa per fare rete. La massiccia partecipazione dei tecnici della ciclabilità, dei pianificatori e degli amministratori di numerosi Comuni italiani ha permesso di confrontare le dinamiche nazionali con le migliori pratiche internazionali – come quella del business plan urbano, in Olanda – favorendo lo scambio di soluzioni pronte all’uso.

Tra le voci italiane più ascoltate durante il summit c’è stata quella di Ivano Marchiol, assessore alla Mobilità del Comune di Udine. Come raccontato nell’intervista a firma del direttore Manuel Massimo, Marchiol – che per muoversi utilizza una carrozzina in grado di trasformarsi in una bici assistita – ha evidenziato la necessità di smontare le resistenze culturali per investire con coraggio in piste ciclabili e nella riconversione dello spazio pubblico, per una mobilità attiva garantita a tutti, nessuno escluso.

A portare la complessa prospettiva delle grandi aree metropolitane è stato invece Eugenio Patanè, assessore alla Mobilità di Roma Capitale. Il suo intervento nella plenaria di chiusura si è concentrato sulle imponenti sfide infrastrutturali di Roma, illustrando i progetti in cantiere per far evolvere la viabilità capitolina e completare una rete ciclabile urbana con l’obiettivo di renderla sempre più funzionale e sicura.

Arrivederci al 2027 in Giappone

Mentre si tracciano i bilanci finali di questa intensa quattro giorni romagnola, lo sguardo è già rivolto al prossimo anno. L’edizione successiva di Velo-city varcherà i confini europei: l’appuntamento è fissato dal 25 al 28 maggio 2027 nella prefettura di Ehime, in Giappone (con focus sulla città di Matsuyama).

Sarà una prima volta storica per il Paese del Sol Levante, che avrà l’occasione di mostrare al mondo la sua cultura ciclistica unica e le sue soluzioni per la mobilità urbana.

Per aggiornamenti sull’evento Velo-city: www.velo-city-conference.com

[Le foto a corredo del testo sono di Velo-city Conference – tutti i diritti riservati]

I commenti non vanno online in automatico ma vengono prima letti e moderati dalla redazione: la loro pubblicazione di norma avviene nei giorni feriali tra le 9 e le 18.
I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *