Itinerari

Abruzzo, dai Trabocchi all’entroterra: itinerario in bici lungo la Linea Gustav

Abruzzo, dai Trabocchi all’entroterra: itinerario in bici lungo la Linea Gustav

In Abruzzo il cicloturismo trasforma la Linea Gustav da Ortona verso la Maiella in un percorso da fare in bici: un itinerario ciclabile e narrativo di 207 chilometri attraverso la storia e la memoria di luoghi ieri martoriati dalla guerra e oggi protagonisti delle Vie della Pace grazie alle due ruote a pedali. Un progetto realizzato dai GAL Costa dei Trabocchi e Maiella Verde in collaborazione con il Parco Nazionale della Maiella e la Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura di Chieti – Pescara.

Linea Gustav – Le Vie della Pace

La presentazione ufficiale del tracciato – che come Bikeitalia abbiamo pedalato in anteprima – c’è stata il 18 maggio 2024: esattamente 80 anni dopo la caduta della Linea Gustav – linea fortificata realizzata dai Tedeschi – espugnata dai partigiani e dai soldati arruolati nelle truppe alleate che hanno versato il loro sangue per liberare l’Italia dal nazifascismo e che vengono ricordati nei cimiteri di guerra e sulle lapidi nelle località unite da questo percorso di pace immerso nella natura, un itinerario ad anello che parte da Ortona dalla Costa dei Trabocchi e qui ritorna dopo un giro di 207 chilometri e 3.240 metri di dislivello. Un itinerario in bici da percorrere con mtb o gravel che, specie nei tratti sterrati, richiede abilità tecnica nella conduzione della bicicletta, per via delle pendenze e del fondo sconnesso.

La mia esperienza in sella a un’ebike

In sella a una mtb muscolare front convertita in pedalata assistita – motorizzata Bafang – in due giorni ho percorso larghi tratti di questo itinerario guidato da Andrea d’Addario, guida cicloturistica che con Bikexplora organizza tour in bici e noleggia ebike dalla Costa dei Trabocchi e verso l’entroterra abruzzese. Consiglio di prendersi almeno tre giorni per percorrere tutto l’itinerario ad andatura cicloturistica, per godere appieno del paesaggio e visitare i luoghi attraversati dalla Linea Gustav alla scoperta di un territorio ricco di Storia e di storie.

Itinerario in bici lungo la Linea Gustav: si parte da Ortona

Ciclabile Costa dei Trabocchi Ortona

Chilometro zero e partenza da Ortona, sulla Ciclovia della Costa dei Trabocchi. La prima tappa da visitare per cominciare questa pedalata lungo la Linea Gustav è il cimitero canadese dove riposano i soldati alleati caduti sul fronte italiano combattendo i nazifascisti: un importante luogo della memoria.

Dopo pochi chilometri ci s’immerge nel verde della Riserva Naturale Regionale Punta dell’Acquabella e poi si devia verso l’interno passando dall’asfalto allo sterrato e cominciando a salire verso località come Villa Caldari, Poggiofiorito e Arielli. Qui si può fare una prima sosta in piazza Crognali da 4 Volte Caffè per poi riprendere la pedalata attraversando Orsogna per poi raggiungere Guardiagrele per pranzo, con 35 chilometri pedalati.

L’ascesa di Guardiagrele

La salita per Guardiagrele è costante e, in alcuni tratti impegnativa: sono circa 3 chilometri ma prendetevi il tempo necessario per godervi la pedalata e dosare la fatica, se utilizzate un’ebike dosate bene l’assistenza della batteria e pedalate al vostro ritmo. Per rifocillarsi con piatti tipici della tradizione abruzzese un buon indirizzo è La Rondine: trattoria con la possibilità di parcheggiare la bici e in cui mangiare pallotte cacio e ova, bruschette miste, gli immancabili arrosticini e altre specialità a seconda della stagione. Concedetevi un buon calice di Cerasuolo, vino tipico della zona.

Nel pomeriggio, prima di rimettersi in sella, consigliata una visita della città per scoprire le tante curiosità del luogo – che ha dato i natali al poeta Modesto Della Porta, amico di Trilussa – e assaggiare le famose Sise delle Monache, dolce tipico di antica tradizione.

Gessopalena e Torricella Peligna

Immancabile, dopo circa altri 30 chilometri di saliscendi e qualche strappetto da fare con il giusto rapporto, la visita ai Gessi di Gessopalena: borgo medievale sito d’importanza comunitaria, disabitato dopo il terremoto del 1933, che si anima in occasione degli eventi e in estate e che conserva la memoria delle gesta dei Partigiani della Brigata Maiella nella Resistenza e nella lotta di Liberazione.

Ancora qualche pedalata – 7 chilometri – per raggiungere Torricella Peligna dove l’Agriturismo Persichitti accoglie i cicloturisti con una fontanella d’acqua potabile sulla strada di fronte al suo ingresso e dove le stanze hanno una magnifica vista sulla Maiella. Per cenare continuando ad assaporare piatti tipici e prodotti genuini l’Hotel Ristorante Capè non vi deluderà.

Iuvanum – Pizzoferrato – Villa Santa Maria

Il secondo giorno si riparte da Torricella Peligna e si sale verso l’antico insediamento di Iuvanum dove – dopo 6 chilometri – si può visitare il Parco e il Museo Archeologico sulla storia dei Sanniti: molto interessanti i reperti ritrovati e gli scavi della città, testimonianze che ricostruiscono la quotidianità del tempo passato e confermano l’importanza di questo luogo strategico, per secoli crocevia delle strade dei mercanti e delle vie di transumanza.

Ci si rimette in sella e si pedala verso Pizzoferrato, borgo che domina la vallata e definito da Gabriele d’Annunzio come “La Terrazza di Abruzzo”. Non a caso per arrivarci ci sono 11 chilometri di salita – costante e a tratti impegnativa – immersa nel silenzio e nel verde, su una strada provinciale a bassissimo traffico automobilistico. La magnifica vista che si gode da lassù ripaga di ogni fatica. Il Palazzo del Comune rende omaggio alle vittime della Resistenza, martiri della lotta di Liberazione.

Dopo tanto salire, una bella discesa di circa 23 chilometri da fare con un buon antivento e disegnando bene le traiettorie sulla strada tuttacurve verso Quadri conduce alla Cascata del Torrente Parello che a seconda delle stagioni è più o meno carica d’acqua. Si prosegue verso l’ambita mèta del pranzo: Villa Santa Maria, patria dei cuochi e sede di una rinomata Scuola di Cucina. Per non sbagliare andate dal Ristorante Le Ginestre del Maestro di Cucina Antonio De Santis. Non ve ne pentirete e, visti i tanti chilometri di salita accumulati in mattinata, potrete concedervi un pranzo completo – sì, anche un bel dolce a fine pasto – all’insegna dell’enogastronomia locale.

Nel pomeriggio relax e visita del Museo del Cuoco prima di rimettersi in sella verso Pietraferrazzana, il borgo più piccolo d’Abruzzo con un’estensione di soli 4 chilometri quadrati, e Bomba con il suo omonimo lago creato nel 1962 con una diga in terra battuta, la prima di questa tipologia realizzata in Europa, per sbarrare il corso del fiume Sangro.

Castel Frentano e Lanciano

Il terzo giorno potete ripartire dai dintorni di Bomba e pedalare a contatto con la natura nella Riserva Naturale Regionale Lago di Serranella nel territorio di Casoli, Altino e Sant’Eusanio del Sangro e poi arrivare – dopo circa 25 chilometri di pedalata – a Castel Frentano, patria del Bocconotto, dolce tipico di pasta frolla con ripieno di cioccolato fondente, mandorle e cannella. Lanciano – Città del Miracolo Eucaristico – si raggiunge pedalando ancora un po’ (6 chilometri appena) e merita una visita per scoprire le varie stratificazioni della città dall’epoca Romana, al Medioevo e fino ai giorni nostri: la Chiesa di Santa Maria Maggiore è un luogo unico che racconta la Storia, uno strato dopo l’altro.

Torino di Sangro – Fossacesia – Ortona

Si pedala ancora per una ventina di chilometri fino a Torino di Sangro, dove c’è il cimitero inglese di guerra con le lapidi dei soldati britannici caduti per espugnare la Linea Gustav. Scendendo in bici verso la Costa dei Trabocchi si attraversa la Riserva Naturale Regionale della Lecceta su una strada asfaltata da percorrere con attenzione. Prima di ritornare al punto di partenza merita sicuramente una deviazione la visita all’Abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia: non solo per gli affreschi e per la costruzione in sé, ma anche per il panorama a perdita d’occhio sulla Costa dei Trabocchi.

Discesa in bici per tornare a pedalare sulla Ciclabile della Costa dei Trabocchi in direzione Ortona, punto di arrivo di questo itinerario in bici lungo la Linea Gustav. A San Vito Chietino, per i più golosi, sosta d’obbligo alla gelateria Copa de Dora che in realtà è anche un fornitissimo bar dove servono caffè e cornetti giganti farciti al momento, oltreché dolci tipici per tutti i gusti.

La traccia ufficiale di questo itinerario è presente su komoot: ciascuno può scegliere se percorrerla tutta, in parte o in diversi momenti, attraverso un viaggio in bici storico-narrativo intriso di cultura popolare illuminato dal faro dell’enogastronomia locale.

Il consiglio è sempre quello di seguire il proprio ritmo, per godere appieno di ogni scorcio di bellezza. Perché questo percorso in bici è impegnativo ma molto suggestivo: forte e gentile, come l’Abruzzo.

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Commenti

  1. Avatar Alessio ha detto:

    Ciao Manuel, bel articolo! ha ispirato le mie prossime ferie, da neofita come cicloviaggtore che consiglio mi daresti?
    oltre su quante tappe dividere il percorso ( pensavo 3 o 4). per ristori e pernottamenti vari, come avete fatto? e cosa vi siete portati via?
    ciao e grazie mille!

    1. Avatar Manuel Massimo ha detto:

      Ciao Alessio,

      se sei un neofita dei cicloviaggi ti consiglio di non esagerare con i chilometri giornalieri, anche perché c’è qualche tratto di sterrato un po’ impegnativo e qualche salita tosta. Quindi 4 tappe di circa 50 km da suddividere durante la giornata possono essere un buon compromesso. Io ho pedalato il percorso in e-Mtb e bagaglio ridotto all’essenziale (compattato in uno zainetto): però ho pedalato insieme con una guida che aveva anche tutto l’occorrente per la manutenzione della bici e una borsa posteriore a disposizione dove ho messo altre cose. Per avere informazioni più puntuali da chi ha tracciato il percorso su cosa portare e dove alloggiare puoi contattare il GAL Costa dei Trabocchi attraverso il link presente nell’articolo. Buone pedalate e grazie per il tuo commento.

      Manuel

  2. Avatar Massimo Mazzarini ha detto:

    ci andiamo questo fine settimana, proviamo in due giorni con muscolare, se avete consigli…sono in ascolto. Grazie

    1. Avatar Manuel Massimo ha detto:

      Ciao Massimo,

      in due giorni fare tutto l’itinerario in muscolare è veramente un tour de force e secondo me (che l’ho percorso con una eMtb) non si ha il giusto tempo a disposizione per visitare i luoghi attraversati e la Storia che raccontano. Consiglio di percorrerne un tratto più breve, magari due tappe da 50/60 km e fare un anello più corto.

      Manuel Massimo – Direttore responsabile di Bikeitalia.it

  3. Avatar Mario ha detto:

    ben fatto ma se la traccia fosse scaricabile da google drive sarebbe meglio komoot implica un abbonamento…è non mi garba pazienza

    1. Avatar Manuel Massimo ha detto:

      Ciao Mario,

      con la semplice registrazione gratuita a komoot è possibile scaricare la traccia in formato gpx: non bisogna per forza sottoscrivere un abbonamento a pagamento.

      Manuel Massimo – Direttore responsabile di Bikeitalia.it

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