Bici e ipertensione arteriosa
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Bici e ipertensione arteriosa

Bikelife, Dolori, Salute • di

L’ipertensione arteriosa è una delle principali cause di morte in Italia. Si tratta di una delle cosiddette malattie del benessere, dovute alla sedentarietà, all’alimentazione errata e allo stress accumulato. Come può la bici influire positivamente su questo problema? C’è una relazione tra ipertensione arteriosa e ciclismo? In questo articolo andremo a rispondere a queste domande.

Indice
Cos’è l’ipertensione arteriosa
Cause dell’ipertensione arteriosa
Bici e ipertensione arteriosa
Concludendo

Cos’è l’ipertensione arteriosa

Il sangue, quando viene espulso dal cuore, percorre l’arteria aorta con una certa pressione che gli consente di raggiungere la periferia del corpo. Il cuore lavora in due fasi cicliche, che sono la sistole (il cuore si contrae per espellere il sangue) e la diastole (il cuore si dilata per riempirsi di sangue). Da qui nascono anche due diverse pressioni del sangue, quella sistolica (spesso chiamata massima) e quella diastolica (spesso chiamata minima).

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) considera normale una pressione sistolica tra i 100 e i 140 mmHG (120 mmHG è solitamente riferita come pressione sistolica ideale). La pressione diastolica normale varia dai 60 ai 90 mmHG (con una pressione ideale di 80mmHG).
Quando la pressione del sangue arterioso supera i valori di normalità, si parla di ipertensione arteriosa. Questo porta a un lavoro eccessivo del cuore, a uno stress delle arterie e addirittura a uno spostamento del cuore rispetto alla posizione naturale.

L’ipertensione viene classificata in tre gradi di gravità:
• Lieve: sistolica 140-159 – diastolica 90-99;
• Moderata: sistolica 160-179 – diastolica 100-109;
• Grave: sistolica: maggiore di 180 – diastolica maggiore di 110:

I valori sono riferiti ad adulti, perché nei bambini la pressione è più bassa e negli adolescenti è lievemente più alta.

Cause dell’ipertensione arteriosa

Perché una persona dovrebbe diventare ipertesa? La pressione del sangue è determinata dall’elasticità delle arterie. Infatti quando la richiesta di sangue è maggiore (come nell’attività fisica), si attiva un meccanismo di vasodilatazione, che aumenta il diametro delle arterie in modo da permettere un afflusso maggiore di sangue. Se però l’elasticità delle arterie è ridotta, la vasodilatazione è diminuita e quindi la pressione del sangue aumenta in modo considerevole.

Il problema si presenta quando le arterie sono poco elastiche anche a riposo e questo produce un aumento della pressione del sangue. L’elasticità dell’arterie è influenza dall’accumulo di placche, che si formano per via della sedentarietà (non viene forzata la vasodilatazione) e dalle diete sbagliate, ricche in grassi. E’ per questo che l’ipertensione arteriosa è detta malattia del benessere, poiché è determinata in larga misura da scorrette scelte di vita, come la mancanza di attività fisica (detta ipocinesi) e dal consumo smodato di cibi elaborati a livello industriale (ricchi di grassi idrogenati e trans). L’ipertensione arteriosa può essere l’anticamera di patologie gravi, come l’infarto del miocardio o l’ischemia.

La pressione arteriosa si misura con una semplice visita medica, dove il medico proverà la pressione usando lo sfigmomanometro. Per gli atleti invece si fanno test appositi sul cicloergometro oppure dei test di sforzo isometrici.

Bici e ipertensione arteriosa

Il ciclismo, e in generale un uso costante della bici, ha un impatto sull’ipertensione arteriosa? L’OMS definisce lo sport di resistenza, come appunto l’uso della bici, come una terapia naturale contro l’ipertensione. Questo perché uno sforzo moderato e prolungato (almeno 30-60 minuti) migliora l’elasticità delle arterie e ha un impatto positivo su tutto il sistema cardiovascolare. Inoltre l’uso della bici ha un’influenza diretta sul sistema nervoso autonomo (quella parte del sistema nervoso che coordina i movimenti e le attività che non possiamo controllare). Il sistema nervoso autonomo viene forzato a ridurre il proprio tono simpatico, che conseguentemente porta a una riduzione della produzione delle piastrine plasmatiche, che sono la causa dei trombi e delle placche arteriose.

L’uso della bici è quindi fondamentale per ridurre la patologia o prevenirne l’insorgenza. Importante è la costanza, poiché è meglio uscire in bici almeno 3 volte a settimana per 30-60 minuti, rispetto all’effettuare un’uscita di 3 ore la domenica. Quindi una scelta consapevole, per poter mantenere sotto controllo la pressione arteriosa, è decidere di iniziare pratiche salutari, come andare al lavoro in bici.

Concludendo

In questo articolo abbiamo visto cos’è l’ipertensione arteriosa e da cosa è causata. Il ciclismo e l’uso della bici sono attività che possono essere usate come terapia per la pressione arteriosa, e come attività preventiva per ridurre l’insorgenza di altre malattie causate dall’eccessiva sedenterietà.

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Una risposta a Bici e ipertensione arteriosa

  1. paolo gaffurini ha detto:

    Attenzione ad uscire in inverno con le basse temperature. Freddo, esercizio, ipertensione, sbalzo termico per bersi qualcosa di caldo al bar…mix micidiale

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