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La verifica delle ipotesi per lo sviluppo della mobilità ciclistica

Bikelife, Mobilità ciclistica, News, Urban • di

“Di Dio ci fidiamo, tutti gli altri devono presentare i dati” È questa la traduzione della famosa frase del professor Edwards Deming, ripresa più volte da Michael Bloomberg durante il suo mandato da sindaco di New York.
Sono proprio i dati che hanno permesso a Bloomberg di portare avanti le iniziative di pedonalizzazione e ampliamento della rete ciclabile delle strade cittadine. Valutare a posteriori un’azione o un’ipotesi significa valutare eventi osservabili e chiari, capendo cosa ha funzionato e cosa no.
Dopo le prime sperimentazioni a basso costo e i vantaggiosi risultati ottenuti nel breve periodo, sono state le rilevazioni e le certezze dei dati raccolti a permettere che il sindaco Bloomberg continuasse la sua politica di riqualificazione delle strade newyorkesi.
Riduzione degli incidenti stradali, diminuzione della congestione da traffico, incremento delle vendite al dettaglio e nuovi spazi per la socialità sono solo alcuni dei risultati ottenuti dalle azioni intraprese.

Queste evidenze spesso si sono scontrate con aneddoti da sindrome NIMBY, (Not In My BackYard – Non nel mio cortile) o con negozianti che temevano un calo delle vendite a fronte della perdita del posto auto.
Queste supposizioni sono state smontate dai fatti e dal consenso riscontrato nella cittadinanza che, attraverso diversi sondaggi si è sempre dichiarata a favore dei cambiamenti indotti dalle nuove politiche di mobilità.
Avere continuamente a disposizione dati chiari sulla mobilità, sulle abitudini dei cittadini e sulla percezione del cambiamento permette di avere le idee chiare sul percorso da seguire, anche in termini elettorali.
Eliminare qualche parcheggio per far posto a una pista ciclabile potrebbe scaturire qualche lamentela nel breve periodo ma grandi risultati a lungo termine.
Se gli effetti ottenuti sono positivi e gratificanti è fondamentale pubblicizzare i frutti del lavoro, anche per aumentare il consenso nella cittadinanza e giustificare nuovi investimenti.

Un altro vantaggio legato alla corretta gestione dei dati è la possibilità di renderli accessibili a chiunque e soprattutto l’opportunità di renderli interattivi con l’utente finale magari con dati geolocalizzati in grado di mostrare i flussi di mobilità di una determinata area. Tutto questo perché oggi non basta più avere i dati, ma è importante che questi oltre ad essere corretti siano anche comprensibili e di facile intuizione.

In un periodo storico in cui ogni singola spesa da parte delle municipalità necessita di essere ponderata meticolosamente, conoscere i risultati e i benefici generati dall’intervento è senza dubbio un elemento di supporto in caso di altre decisioni simili.
Tutto questo si realizza esclusivamente con un attento utilizzo dei dati raccolti e con la creazione di una banca dati municipale che possa accumulare informazioni nel corso degli anni e incrociarle tra di loro magari considerando anche lo sviluppo delle attività commerciali lungo l’arteria interessata dal passaggio di una nuova strada o di una nuova pista ciclabile.

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