La Via Carolingia è un itinerario culturale ideale lungo complessivamente 1.250 km che ricostruisce i luoghi attraversati da Carlo Magno tra l’VIII e il IX secolo, quando partì da Aquisgrana fino a raggiungere l’Abbazia di Farfa, nei pressi di Roma, per essere incoronato da Papa Leone III come Imperatore del Sacro Romano Impero.
Il tratto lombardo del percorso è il tentativo di ricostruire il viaggio del sovrano carolingio mettendo in rete gli insediamenti urbani esistenti, gli interessi politici dell’Imperatore e le vie di comunicazione più utilizzate dell’epoca.
Il progetto ha radici lontane (2006) ed è stato ripreso più volte in sede europea. Al momento non c’è un percorso strutturato come quello di altri cammini, ma l’Associazione Gli Scarponauti ha collaborato con la Provincia di Mantova per creare mappa e segnaletica del tratto mantovano di questo percorso.

L’itinerario ha diversi punti di interesse come chiese, abbazie, monasteri, ville storiche, musei, castelli e semplici centri storici degni di essere attraversati in bicicletta.
La Via Carolingia in Lombardia
Prima di giungere nel mantovano, si possono percorrere alcune tappe lombarde che ripercorrono il cammino di Carlo Magno in Italia. Vediamole in breve.
Da Campione d’Italia a Erba (67.9 km). Probabilmente la tappa più impegnativa del percorso con pendenze al 18%, fino ad arrivare a Pellio dove l’attraversamento del pian delle Noci, le viste sul lago e sulle vette circostanti ripagano i visitatori. A seguire inizia una lunga discesa che porta al Lago di Como e solo successivamente a Erba.
Da Erba a Bergamo (58.8 km). Giunti a Erba è possibile ammirare la chiesa di S. Eufemia (V° secolo e simbolo della città). Dopo qualche sali e scendi è necessario attraversare il ponte di Brivio, sul fiume Adda, direzione Bergamo città, attraversando il bellissimo Parco dei Colli.
Da Bergamo a Soncino (51.4 km). Si continua a pedalare verso sud, con l’obiettivo di raggiungere la cittadina del cremasco di Soncino. Questo tratto, permette di attraversare alcuni interessanti centri storici della bergamasca, come Martinengo o Romano di Lombardia.
Da Soncino a Castiglione delle Stiviere (58.5 km). Questa tappa completamente pianeggiante all’interno di un territorio prevalentemente agricolo è alla portata di tutti. Dopo aver attraversato il fiume Oglio si giunge a Orzinuovi, da qui si prosegue lungo strade poco trafficate fino Carpenedolo per raggiungere Castiglione delle Stiviere.
Via Carolingia in bicicletta: da Castiglione delle Stiviere a Mantova

Il territorio, verde e attraente, ripercorre i delicati profili delle colline, regalando viste interessanti e imperdibili punti d’interesse come Solferino, Cavriana e Volta Mantovana, con il giardino di Palazzo Gonzaga. Poco più in là si entra nel Parco Regionale del Mincio, fino a raggiungere la bella città di Mantova.
Castiglione delle Stiviere – Solferino – Cavriana
Il tratto mantovano della Via Carolingia inizia da Castiglione delle Stiviere, nota per il Museo Internazionale della Croce Rossa e la Basilica di San Luigi Gonzaga. Il percorso attraversa il verde delle colline moreniche e tocca il Convento di Santa Maria, legato a San Luigi Gonzaga, e il borgo di Astore. Successivamente si arriva a Solferino, dove Henry Dunant fu ispirato a fondare la Croce Rossa Internazionale dopo la battaglia del 1859. Da visitare: la Chiesa Ossario, la Rocca e il Memoriale della Croce Rossa. Il percorso panoramico si conclude a Cavriana, con la Pieve di Santa Maria e il Museo Archeologico.
Lunghezza: 15,3 km
Dislivello: 42/73 m
Tempo: 4 ore
Terreno: collinare

Cosa vedere
- Castiglione delle Stiviere: Basilica di S. Luigi Gonzaga, Duomo, Museo della Croce Rossa
- Solferino: Chiesa Ossario, Rocca, Memoriale della Croce Rossa
- Cavriana: Pieve di Santa Maria, Museo Archeologico
Variante
La variante Lonato – Castiglione delle Stiviere collega la Bassa Via del Garda con la Via Carolingia. Partendo dalla Rocca di Lonato, il percorso attraversa boschi e coltivi passando per San Tommaso fino a Esenta. Da qui si raggiunge Castiglione delle Stiviere, dove inizia ufficialmente il tratto mantovano della Via Carolingia. Il percorso di 14,6 km, con un dislivello di 200/272 m, richiede circa 3,5 ore ed è caratterizzato da dolci colline, strade secondarie a basso traffico e carrarecce immerse in paesaggi agricoli.
Cavriana – Volta Mantovana – Goito
La tappa Cavriana – Volta Mantovana – Goito inizia dalla Pieve di Santa Maria e attraversa colline, vigneti, boschetti e campagne pittoresche, offrendo splendidi paesaggi e borghi antichi. Dopo aver attraversato la campagna, si raggiunge Volta Mantovana, dove si può visitare il centro storico dominato dal Castello e dal Palazzo Guerrieri Gonzaga, con il suo giardino all’italiana a terrazze.
Da qui, il percorso prosegue su una ciclabile che porta al fiume Mincio, passando per Molini della Volta. Dopo una sosta, si costeggia il Mincio attraversando borghi tranquilli come Ferri e Torri, fino ad arrivare a Goito, con scorci suggestivi lungo il fiume.
Lunghezza: 21,8 km
Dislivello: 60/188 m
Tempo: 5,5 ore
Terreno: collinare dolce, con strade secondarie, carrarecce e piste ciclabili
Cosa vedere:
- Volta Mantovana: Palazzo Guerrieri Gonzaga e il centro storico
- Goito: Rocca medievale, Bosco degli Arimanni, Villa Giraffa e Villa Moschini (private)
Variante

La variante Cavriana – Castellaro Lagusello – Volta Mantovana parte da Cavriana e si snoda attraverso tranquilli paesaggi collinari, passando per fattorie, boschetti e frutteti. Il percorso conduce a Castellaro Lagusello, un borgo medievale circondato da una zona umida e da un lago a forma di cuore, considerato uno dei Borghi Più Belli d’Italia.
Dopo una sosta nel borgo, si riprende attraverso prati e borgate in pietra, fino a raggiungere Volta Mantovana. Qui è consigliata una visita al Palazzo Guerrieri Gonzaga e al suo giardino all’italiana.
Lunghezza: 15,8 km
Dislivello: 36/84 m
Tempo: 4 ore
Terreno: collinare, su carrarecce e strade secondarie a basso traffico
Cosa vedere:
- Paesaggi collinari e fioriture
- Borgo medievale di Castellaro Lagusello
- Riserva naturale e orchidee
Goito – Rivalta – Grazie – Mantova (Città Patrimonio UNESCO)

La Tappa 3 della Via Carolingia si apre con la partenza dal Monumento al Bersagliere di Goito, vicino al Ponte della Gloria, e segue un percorso che costeggia il fiume Mincio all’interno del “Bosco degli Arimanni”.
La prima parte si sviluppa lungo la pista ciclo-pedonale campestre che porta al borgo di Sacca, proseguendo poi su una strada secondaria a basso traffico attraverso i vasti paesaggi agricoli fino a Rivalta sul Mincio. A Rivalta, è consigliata una visita a Corte Mincio, dove si trova il Centro Parco e un piccolo Museo Etnografico sui mestieri del fiume.
Da Rivalta, ci sono tre varianti di percorso per raggiungere Mantova:
- Variante a piedi/in bici fino a Mantova (26,6 km – 6,30 ore): Il percorso prosegue a piedi attraverso paesaggi rurali, fino a raggiungere Mantova.
- Variante a piedi/in bici fino a Rivalta con navigazione (9,8 km – 2,30 ore + navigazione): Si cammina fino a Rivalta e da qui si può optare per un tratto in barca attraverso la Riserva Integrale delle Valli del Mincio fino a Mantova.
- Variante a piedi/in bici fino a Grazie con navigazione (14,3 km – 3,30 ore + navigazione): Il percorso si dirige verso il borgo lacustre di Grazie di Curtatone, celebre per il Santuario della Madonna delle Grazie. Dopo una sosta, si può proseguire con una traversata in barca nelle Valli del Mincio fino a Mantova.
Una volta raggiunta Mantova, si consiglia di esplorare questa città rinascimentale, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, famosa per i suoi tesori artistici e architettonici come il Palazzo Ducale e Palazzo Te, le piazze storiche, e le sue suggestive passeggiate lungo il lago.
Cosa vedere:
- Rivalta sul Mincio: Corte Mincio, Museo Etnografico, gite in barca tra i canneti.
- Grazie di Curtatone: Santuario della Madonna delle Grazie, eventi come l’Antichissima Fiera dell’Assunta, e navigazione nelle Valli del Mincio.
- Mantova: Palazzo Ducale, Palazzo Te, Teatro Scientifico del Bibiena, Basilica di Sant’Andrea e la “Rotonda” di San Lorenzo. Trattorie tipiche e percorsi lungo il Lago di Mezzo.
Terreno: Prevalentemente strade secondarie, piste ciclo-pedonali e tratti lungo il fiume e le campagne, con possibilità di esplorazioni naturalistiche e culturali nelle riserve del Mincio e nei borghi attraversati.












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