Supra di Selle Royal: provata per voi

Lo scorso luglio ho avuto modo di andare a visitare lo stabilimento di Selle Royal a Pozzoleone in provincia di Vicenza dove viene prodotta la maggior parte delle selle commercializzate in Italia e nel mondo.

Dopo aver assistito alla presentazione della nuova gamma e al processo produttivo (tutto rigorosamente a mano), mi hanno messo tra le mani la nuova Supra dicendomi semplicemente: “provala e dicci cosa ne pensi”. Beh, eccoci qui.

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La Supra è fatta a mano e made in Italy

La nuova Supra di Selle Royal è una sella pensata per chi di chilometri ne macina tanti e, prima di scrivere qualunque cosa in proposito, ho voluto usarla come si conviene: per giudicare una sella occorre trascorrerci molto tempo sopra per abituarsi alla nuova forma. Per capirla al meglio l’ho provata con calma su tre differenti biciclette che richiedono posizioni di guida differenti: una pieghevole da città, una bicicletta da cicloturismo e una specialissima da corsa.

La Supra ha risposto bene a tutte e tre le situazioni, soprattutto grazie al buco centrale che in ogni caso impedisce la pressione sulla zona perineale tanto delicata per noi maschietti. Tuttavia sulla pieghevole (che richiede una posizione in sella più eretta) si è fatta sentire la mancanza di qualche millimetro di larghezza in più per consentire un appoggio completo delle terga.

Si è dimostrata invece una sella molto pratica pergli altri contesti: sia in posizione semieretta (bici da viaggio), sia in posizione molto avanzata (bici da corsa), la sella offre una valida posizione di appoggio alle ossa ischiatriche senza infastidire le parti molli che, km dopo km, tendono a surriscaldarsi e a creare fastidio.

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Rispetto ai tradizionali sellini a corsa, la Supra è decisamente più generosa in larghezza nella parte posteriore, il che la rende una buona scelta potenziale anche per le donne dal bacino non troppo largo.

Per percorsi fino a 30 km la Supra si rivela un comodo punto di appoggio anche utilizzando pantaloncini senza fondello (grazie anche all’assenza di cuciture che alla lunga possono risultare fastidiose), oltre questa distanza, vale la pena pensare di indossare un’indumento tecnico in grado di migliorare il comfort.

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I particolari che rendono ulteriormente interessante la Supra sono il canale di aerazione che, posto sotto la punta della sella, consente di convogliare l’aria direttamente verso il centro per rinfrescare i punti di contatto tra la sella e il nostro corpo e gli inserti in plastica posizionati sui lati che si rivelano particolarmente utili al momento di appoggiare la nostra bici a un muro senza il timore di rovinare irrimediabilmente la superficie della sella.

Questi accessori vanno ovviamente a incidere sul peso complessivo della sella che, con i suoi 270 grammi, si rivela decisamente superiore a qualunque modello in uso dai professionisti, ma la Supra non è un prodotto rivolto ai ciclisti professionisti: è invece una sella indirizzata agli amatori che amano macinare chilometri e vivere la strada senza troppa fretta, insomma a coloro per cui 20 grammi in più o in meno, 20 secondi in più o in meno non fanno alcuna differenza.

Anche il prezzo è su misura per l’amatore che vuole un prodotto dall’alto rapporto qualità prezzo ma senza scendere a compromessi sulla comodità: al pubblico viene 69,90 euro.

Insomma, con la  Supra e le altre selle della serie Performa, Selle Royal è (finalmente) entrata anche nel segmento sport rivolgendosi a un pubblico che ama la bici e che vuole parlare di comodità e durevolezza prima ancora che di prestazioni.

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