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Wilier Cento1 Hybrid, testata sullo Stelvio

Bdc, Bici da corsa, Bikelife • di

Cosa fareste se poteste avere una superbicicletta in grado di annullare le salite e la fatica?

Probabilmente quello che ho fatto io: inforcare una bicicletta da corsa e lanciare il guanto di sfida al passo dei passi per vedere l’effetto che fa.

Wilier Cento1 Hybrid Stelvio

La superbicicletta in questione è una bici a pedalata assistita, la Wilier Cento1 Hybrid che all’ultima edizione di Eurobike ha fatto levare più di un sopracciglio.


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Si tratta di una bicicletta da corsa, segmento a cui la casa di Rossano Veneto ha legato fin dai propri esordi il proprio marchio, equipaggiata, però di un motore montato nel mozzo in grado di assistere la pedalata nei momenti più difficili.

Wilier Cento1 Hybrid Stelvio

La scelta per il test di questa bicicletta è ricaduta sui 40 tornanti che portano da Bormio al Passo dello Stelvio, una salita di cui le mie gambe avevano già fatto la conoscenza qualche anno fa.

Caratteristiche tecniche

La Wilier Cento1 Hybrid, stando a quanto dichiara la casa produttrice è la bicicletta a pedalata assistita più leggera al mondo: i suoi 12 kg per la taglia L la rendono indubbiamente la più leggera che abbia mai provato.

Wilier Cento1 Hybrid Stelvio

Il telaio è in carbonio monoscocca, con una geometria che mutua la linea NDR pensata per le lunghe distanze e deifinita “comfort racing“. All’interno del tubo obliquo trova alloggio una batteria da 250 Wh che alimenta il motore al mozzo posteriore prodotto dalla Ebikemotion.

Il sistema di supporto alla pedalata viene azionato con un bottone posto in cima al tubo orizzontale da cui si può anche modulare la quantità di supporto desiderato con le tre tradizionali posizioni eco, normal, high.

Wilier Cento1 Hybrid Stelvio


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La mancanza del visore di controllo sul manubrio viene compensato da un’app che collega il cellulare (sia Android, sia iOS) con il motore attraverso bluetooth. Da qui si riesce ad avere accortezza del livello di carica della batteria e tutta una serie di informazioni utili come la potenza sviluppata, altitudine, inclinazione della strada, velocità media, frequenza di pedalata, temperatura e altro.

Wilier Cento1 Hybrid Stelvio

Per evitare di montare il cellulare sul manubrio della bicicletta,le funzionalità base vengono segnalate dall’illuminazione del bottone sul tubo orizzontale che indica sia lo stato di carica della batteria (bianco, verde, arancione, rosso, rosso lampeggiante, rosso lampeggiante isterico), sia il livello di assistenza, in modo da conoscere in ogni momento le condizioni della bici.

Il test

Carica al 100%, l’app di controllo della Cento1 Hybrid mi comunica che la batteria ha un’autonomia di 62,7 km. Si tratta ovviamente di un dato del tutto velleitario, ma che mi dice che dovrò dosare attentamente l’uso della batteria.

Per sapere quanto attentamente, parto da Bormio direttamente in modalità high. La bici va su che è un piacere, salite all’8% si sentono come se fossero al 2% e supero in scioltezza gente con il polpaccio che sembra scolpito nella roccia. Il motore emette un leggerissimo brusio quasi impercettibile.

Wilier Cento1 Hybrid Stelvio

Dopo 4 km di salita lancio il primo sguardo al cellulare che mi dice che mi sono già fumato il 23% della batteria. Facendo due calcoli, mi rendo conto che se non faccio economia, mi dovrò smazzare gli ultimi 5 km di salita senza assistenza.

Per sapere cosa significa, spengo il motore e provo a salire con la sola forza delle mia gambe. LaCento1 Hybrid va su, ma, visto il contrasto, è come se all’imrpovviso mi avessero forato entrambe le gomme e qualcuno mi tenesse per il sellino per rallentarmi. Il battito cardiaco sale e ho il fiatone, il sudore che cola dalla fronte mi ricorda che non sono mai stato uno scalatore.

Wilier Cento1 Hybrid Stelvio

Premo il pulsante una sola volta e il motore inizia ad assistermi in modalità eco. Il battito cardiaco si riduce notevolmente, ma continuo a sudare. Tengo la ruota di gente smilza e che non ha paura della salita. Li supero, ma senza grandi scarti.

Wilier Cento1 Hybrid Stelvio

In modalità eco, il motore consuma decisamente meno. Al 22° tornante, a metà della salita, mi rimane ancora il 60% di batteria. La luce attorno al bottone di controllo è diventata arancione. Utilizzo per un po’ il livello di assistenza standard e la mia performance migliora conseguentemente, la bici avanza senza scatti bruschi e supero qualche ciclista asciutto e incattivito che evidentemente si chiede come possa io andare più veloce di lui.

Wilier Cento1 Hybrid Stelvio

Salire in quel modo è sicuramente piacevole, ma sento la mancanza della fatica. Riporto in modalità eco e continuo a salire. La luce attorno al bottone di controllo è diventata rossa, segno che manca ancora il 40% di batteria.

Wilier Cento1 Hybrid Stelvio

A 3 km dal passo, inizia la parte a mio avviso paesaggisticamente meno bella. Il passo è lì in bella vista, ma irraggiungibile. Corro il rischio di esaurire la batteria e metto in high. Spingo sui pedali e supero tutti quelli davanti a me sentendomi anche un po’ in colpa, ma voglio testare i limiti di questa bici.

Arrivo in cima che la luce sul tubo orizzontale è rossa e lampeggiante, segno che siamo quasi agli sgoccioli. Alla fine ho ultimato la salita in 1 ora e 51 minuti, ben lontano dai primi della classifica di Strava.

Wilier Cento1 Hybrid Stelvio

Se in salita la geometria della Cento1 Hybrid si è rivelata comoda e reattiva, ma la vera sorpresa è stata in discesa dove ho preso subito confidenza col mezzo che non sgarra di una virgola e sembra anzi perdonare qualche sbavatura di troppo.

Wilier Cento1 Hybrid Stelvio

Particolarmente felice si è rivelata essere la scelta delle coperture Vittoria Zaffiro (leggermente scolpite) da 28″ unitamente alla potente frenata dei freni a disco idraulici Ultegra di Shimano.

Ma anche qui, a farla da padrone è la geometria che, anche superati i 70 km/h continua a rendere stabile la bicicletta.

Particolarmente divertente è stato il ricorso al motore anche in discesa per i rilanci appena usciti dai tornanti dove qualche watt in più rendono particolarmente divertente il tutto.

Conclusioni

Con la Cento1 Hybrid Wilier ha portato a termine un’operazione destinata a rimanere uno spartiacque nella storia della bicicletta: il motore è particolarmente silenzioso,  perfettamente nascosto tra il pacco pignoni e il rotore posteriore, la batteria è invisibile e la mancanza del display fa il resto. Insomma, ha creato una bici da corsa che sembra muscolare ma che non lo è e che è destinata a creare polemiche tra i puristi.

Wilier Cento1 Hybrid Stelvio

Alla fine questa bici non è la pozione magica di Asterix, piuttosto, mi ha riportato alla memoria le prime uscite in bicicletta con mio padre da bambino quando, in salita, ogni tanto arrivava la sua mano forte per agevolarmi l’ascesa.

Quello che rimane è quindi questo: se non spingi, lei non va e questo dice tutto su chi è il potenziale acquirente di questa bicicletta. Chi utilizza questa bicicletta non è uno che vuole imbrogliare alle granfondo o che vuole fare il bullo con gli amici millantando prestazioni che non ha mai avuto.

Wilier Cento1 Hybrid Stelvio

Chi ricorre a questa bicicletta è qualcuno che vuole iniziare ad andare in bicicletta, magari in sovrappeso, e vuole misurarsi con le salite; è qualcuno che, magari a causa degli anni, non vuole lasciare il vecchio gruppo di amici con cui ha condiviso tante scorribande; è qualcuno che vuole tenere sotto controllo i battiti cardiaci; è qualcuno che, come me, non riesce a stare alla ruota della propria moglie in salita.

Il prezzo è il suo neo: 4500 € per il modello base non è uno scherzo che finisce per collocare la Cento1 Hybrid in un segmento che potremmo definire quasi di lusso.

Siamo di fronte a un nuovo modo di intendere la bicicletta, a un nuovo segmento che resta ancora da esplorare, quello delle e-bdc che avranno ancora molto da offrire.

Per maggiori informazioni su questa bici vai sul sito Wilier






13 Risposte a Wilier Cento1 Hybrid, testata sullo Stelvio

  1. Gustavo Spaltro ha detto:

    Il discorso è semplice.. vuoi fare fatica o no?.Non sono un purista o meno, questo non è ciclismo sportivo.. è un altra cosa.Io sono in sovrappeso e mia moglie mi scappa in salita..e allora?. Devo calare di peso e allenarmi di più .. punto. Capisco che è la moda.. capisco che commercialmente si apre una nuova strada ed è giusto e doveroso percorrerla, però chi sale sullo Stelvio con le proprie gambe, all’arrivo sente qualcosa di emotivamente forte. Io e mia moglie abbiamo scalato per la prima volta lo Stelvio ed il Gavia ( in diversi giorni ) ed è faticosissimo è bello… confesso che sul Gavia mi è scappato qualche lacrimuccia. Una e-bike non mi abbreve mai regalo quelle emozioni. È vero che naturalmente tendiamo a non fare fatica e chi vuole risparmiarsele e godersi il paesaggio ( o ha qualche problema fisico) fa
    benissimo ad acquistare una e-bike.Pero ripeto ,non si tratta di ciclismo sportivo, è un altra cosa.Saluti.

  2. gabriello Vigliotti ha detto:

    Le e-bike sono un’offesa al ciclismo… sono fatte per chi non può permettersi il lusso e la fatica di praticare il ciclismo. Con rispetto parlando per chi è disabile, è un pò come farsi una passeggiata…con la sedia a rotelle….

  3. Virginio ha detto:

    Muscolare o E ..? .se la risposta e ….. faccio pianura o divano.con la muscolare..oppure all argo l orizzonte. e salgo sullo stelvio con la E..la risposta semplice.
    Ps chi scrive nel 2016 a fatto lisbona bergamo 3200km in muscolare con appendice.. ……

  4. romolo ha detto:

    tutti fausto Coppi ed eroi siete ! io faccio del ciclismo amatoriale non comprerò una ebike ma quest a estate come. tante le ho passate in trentino con la famiglia moglie e bimbi ! volete sapere la giornata piu’ bella quale è stata? Quando abbiamo noleggiato delle ebike per tutti !! E’ stata un emozione unica per tutti ! e vi dico che mia moglie non è allenata la sera gli facevano male le gambe perché comunque ne ha fatta di salita anche se assistita ! vedo solo commenti da talebani che guardano solo il loro orticello ! bah !

  5. FRANCO VILLANI ha detto:

    io sono anni che pratico ciclismo, adesso a 65 ani ho avuto problemi di cuore,non gravi ma da stare attento. cosa dovrei fare smettere di andare in bici? no. ho deciso di fare la stesse gite con gli amici pensionati, ma per fare ciò mi ci vuole un’aiuto. e voglio una bici a batteria. e non me ne frega niente del giudizio stipido dei puristi della fatica che ho letto sopra ciao a tutti.

  6. Mauro Dall’Osto ha detto:

    Sinceramente vedo tanto accanimento sulle e-bike ma io penso che alla fine ognuno debba vivere la bici come crede. Per ora non è nei miei interessi un giorno potrei comprarne una, non lo escludo (ho 3 bici da corsa e faccio 10.000 km anno)

  7. Rodolfo ha detto:

    Capisco i puristi… ma con i miei 60 anni penso … è meglio un pensionato che si sposta con l’auto o uno che usa una bici anche se elettrica… semplice !!!
    Buona strada a tutti :)

  8. giorgio ciccarelli ha detto:

    Dopo anni di muscolare e tanti km, ora con i miei 62 anni e qualche acciacco non voglio rinunciare alle mie dolomiti. E allora bene la ebike. Mi aiuta a stare meglio.
    Un caro saluto a chi fa il ciclismo per stare bene e divertirsi e non per fare le gare per vincere il salamino.

  9. Marco D. ha detto:

    Credo che la questione stia tutto nel gioco delle parti. MTB contro bdc, elettrica contro muscolare, amatore contro “professionista”… Se l’obiettivo è pedalare per divertirsi e fare sport, allora tutto è permesso, ognuno ha le sue esigenze e i suoi problemi e la e-bike rappresenta una valida soluzione, nessuno costringe chi vuole far fatica a passare all’elettrica. Nella mountain bike, da dove provengo io, un mondo più variegato di discipline, un buon 70% di bikers che acquistano una bici enduro, scelgono la e-bike perché per loro il divertimento è nella discesa e quindi fanno meno fatica in salita godendosi di più le uscite e aumentandone la durata. Anche su strada, se pur in misura minore e con tempistiche più diluite, vedrete che prenderanno piede, magari con soluzioni tecnologiche che porteranno ad avere un’assistenza sulla pedalata più discreta e vicina alla pedalata normale, ma vedrete che prenderanno piede.

  10. Gianni ha detto:

    Io che faccio MTB ormai ci ho fatto l’abitudine, non mi danno fastidio, anzi ritengo che siano un ottima opportunità per far fare un po’ di movimento ed uscire all’aria aperta ad un numero maggiore di persone magari con limiti fisici o semplicemente poco allenate, come magari la classica moglie che riuscirebbe a seguire il povero marito che non riuscirà a scrollarsela di dosso neanche così ;P; in ogni caso poi ognuno ha la sua personale soddisfazione, sicuramente chi gira solo con la forza delle proprie gambe cerca l’allenamento e ha una soddisfazione maggiore nello sforzo atletico ma ci sono persone a cui questo interessa relativamente e “si accontentano” di fare semplicemente un giro all’aria aperta. Ritengo che chi è contro queste cose ha la visione della bici solo come sport agonistico e come sfida atletica, mentre in questo caso bisogna vederlo come mezzo ludico di passatempo e divertimento. Affascinante è anche il fatto che queste bici possono aprire orizzonti maggiori anche per quanto riguarda le persone più allenate, si possono programmare uscite più lunghe, uscendo dalla solita routine dei giri, senza necessariamente spostarsi in macchina oppure programmare tour di più giorni senza grossi problemi affaticamento, un opportunità incredibile per lo sviluppo del cicloturismo e della mobilità sostenibile.

  11. Loris ha detto:

    66 anni e vado con muscolari mtb e bdc, ma non sono scandalizzato dalle eBike, far muovere la gente è positivo, in questo periodo sono in Trentino e vedo centinaia di persone della mia età ma anche maggiore, in sella a eBike di vario genere, ottimo!! Per quanto mi riguarda quando non sarò in grado di dare quanto ancora riesco, allora senza rimpianti ne prenderò una.
    Ps di bici ne ho 8 gravel, bdc, mtb…dovrò nasconderla a mia moglie

  12. Maurizio ha detto:

    Per chi critica le e-bike: non avete capito nulla! Proprio nulla! Innanzi tutto promuovono la bicicletta ed il turismo in bicicletta, rendendolo accessibile anche ai non atleti, che chissà, magari possono iniziare in quel modo e poi… Ma soprattutto mi hanno regalato dopo anni il piacere di tornare a fare dei bellissimi percorsi in bicicletta con mio padre che ha 70 anni. Io posso continuare ad allenarmi ed a gustarmi la fatica con la mia bici, e nello stesso tempo trascorre delle bellissime domeniche con lui che ora può seguirmi ovunque. E tutto questo è impagabile.

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