MENU
girolibero-subheader

“Niente bike lanes, blocco il Grab, bici per strada a loro rischio”: parla l’assessore Esposito

Senza categoria • di 8 settembre 2015

esposito-roma

Quanto segue è la trascrizione dell’incontro concesso oggi dall’assessore alla Mobilità di Roma Stefano Esposito (sì, quello che era ultrà, è pro Tav, canticchia canzoni da stadio alla radio, è senatore e recentemente è stato mandato da Renzi a aiutare il sindaco di Roma) ai delegati di una serie associazioni, tra cui #Salvaiciclisti. Sono certo che troverete, nella lunga trascrizione (della cui divulgazione prendo ogni responsabilità e non svelo la fonte, tutelato dalla legge n°69 del 1963). In breve però vi anticipo che secondo l’assessore Esposito le bici non possono andare per strada, che hanno bisogno di ciclabili protette e quindi non autorizzerà “neanche un centimetro di bike lanes”, e che – a sorpresa – ha dovuto fermare la progettazione del Grab, il Grande raccordo anulare delle bici, che invece era stato salutato dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, e dal ministro alle Infrastrutture, Graziano Delrio, come un’opera fantastica, da realizzare entro il Giubileo.
A voi la lettura e le considerazioni: spero che abbiate tempo e voglia di divulgare con ogni modo possibile questa interessante, illuminante e sconcertante conversazione con un politico della seconda metà del Novecento.

[Apertura dell’incontro, saluti, presentazioni eccetera]

#salvaiciclisti: “Come facciamo a far in modo che le persone non abbiano la necessità di usare l’automobile?”

Esposito: “Questa è una cosa che dovete fare voi!”

#salvaiciclisti: Ma noi già lo facciamo, dovete farlo anche voi!”

#vivinstrada: “Gli interventi per la riduzione del traffico devono essere sostenuti da un’adeguata campagna di comunicazione. Ed è l’unico accordo che era stato raggiunto con l’Agenzia per la Mobilità che aveva garantito le risorse e le competenze”

Esposito: “I lavori si sono interrotti perché non ci sono i soldi. Io sono arrivato e ho trovato i conti a zero. Adesso con il Giubileo un po’ di soldi li troviamo per fare delle zone 30 (limite di velocità di 30 km/h, ndr). Ma non c’è un vero piano. Sono dei palliativi. C’è un titolo, e la segnaletica verticale. Ma in realtà le zone 30 se non le controlli in maniera elettronica non fai le zone 30. C’è una certa ritrosia ad usare gli autovelox”

#vivinstrada: “E anche i tutor?”

Esposito: “I tutor costano”

#vivinstrada: “Si possono fare in leasing”

Esposito: “A Roma le competenze non ci sono. I vigili hanno detto chiaramente che se non ci sono 10.000.000 di euro per gli strordinari loro non lavorano. Io ho chiesto un nucleo di 600 vigili per l’assessorato alla Mobilità. Il Comandante Clemente mi ha risposto di mandare la lettera per aprire una trattativa sindacale. Io le cose da fare ce le ho abbastanza chiare: così come, ad esempio, ho dovuto fermare la progettazione del GRAB. Hanno concepito le piste ciclabili come se fossero due linee tracciate per terra. Non possiamo fare a Roma delle ciclabili non protette”

#vivinstrada: “Ma le bike lanes noi le DOBBIAMO fare”

#isfol: “Ma il punto è la volontà politica. A Londra chiudono le strade e nelle ore di punta possono passare solo autobus e biciclette. E questo è a costo zero.”

Esposito: “Ma voi non potete non vedere qual è la situazione del traffico a Roma!”

#salvaiciclisti: “Ma veramente noi la vediamo tutti i giorni!”

Esposito: “A Roma la mobilità è fuori controllo. Non c’è un piano per la mobilità che abbia un senso (sic!)”.

#salvaiciclisti: “Ma il piano per la ciclabilità esiste dal 2008″

Esposito: “Ma ne ho parlato anche con [omissis] domenica, gli ho spiegato qual è il punto: qualcuno che ha progettato un GRAB a tempo. Che passa nei parchi che di notte sono chiusi: il GRAB è questo. Ma per tornare alle bike-lanes, io non faccio una bike lane che non sia protetta perché non intendo avere i morti gratis sulle strade. Le ciclabili devono essere protette. Altrimenti ditemi: dove dovrebbero passare le biciclette?”

#salvaiciclisti: “Sulla strada”

Esposito: “Sì, ma fatemi un esempio, sulla Colombo una bike lane dove la facciamo? Non vi nascondo che io ho dei dossier che sono, dal mio punto di vista, molto più urgenti: devo far funzionare ATAC durante il Giubileo. Io capisco il vostro punto di vista ma vi invito a non fare voli pindarci: 1) sulla mobilità privata non potremo mettere le mani, in assenza di un servizio pubblico degno di questo nome; 2) tutta la questione, messa in campo dal sindaco per il Giubileo, riguardo la questione del GRAB, qualcuno aveva raccontato che si aprirà a dicembre: non si aprirà nulla; 3) intendo rivedere tutte le piste ciclabili presenti, quelle sui marciapiedi – le ciclopedonali – per la mentalità romana non possono funzionare”

#salvaiciclisti: “Ma certo, le biciclette devono andare in strada!”

Esposito: “Ma non si può!”

#salvaicilisti: “Ma no, DEVONO andare sulla strada”

Esposito: “Se un ciclista vuole andare sulla strada lo fa a suo rischio e pericolo. Io devo metterli nelle condizioni di andare su delle corsie… a me questa cosa delle bike lanes mi convince poco. Abbiamo fatto un sopralluogo per le bike lanes, si possono spostare i parcheggi verso l’interno per garantire il passaggio delle bici. Ma io non vado a restringere corsie dove già ci sono tempi di attesa di 15 minuti”

#salvaiciclisti: “Ma se non si fa questo non si va avanti”

Esposito: “Eh lo so, su questo abbiamo approcci diversi”

#salvaiciclisti: “Questo lo sappiamo”.

Esposito: “Conosco la vostra filosofia ma su Roma io non mi metto a incolpare ulteriormente la viabilità (privata, ndr) se non ho dato risposte precise, certe su una mobilità pubblica degna di questo nome”

Associazione vittime della strada: “Va bene, allora fino ad ora ci ha detto cosa non si può fare. Adesso abbiamo anno e mezzo: cosa si può fare nel prossimo anno e mezzo?”

Esposito: “Ciclabili protette, fuori dal contesto GRAB”

Associazione vittime della strada: “Quanti Km?”

Esposito: “Non lo so, non mi sbilancio. Il punto è che qui la filosofia è ‘strisce per terra’. Io non mi assumo la responsabilità a Roma di fare bike lanes senza protezione (fioriere, macchine che spostiamo). Il fatto è che non c’è lo spazio”

#vivinstrada: “Ma perché non facciamo almeno delle sperimentazioni? Noi siamo SICURI che questa sperimentazione sarà positiva. Lei faccia il progetto per le ciclabili protette. Ma sperimentiamo anche le bike lanes segnate in terra”

Esposito: “Io la bike lane non ve la faccio. Ve lo dico con molta franchezza. Con me assessore non ci sarà un solo cm di ciclabile disegnata in terra”

#vivinstrada: “Ma neanche se lo chiedono i ciclisti?”

Esposito: “Ma voi potete chiedere quello che volete, ma poi che succede se vi ammazzano su quelle piste, bike lanes o come si chiamano?”

#salvaicilisti: “Ma veramente ci ammazzano se non ci sono…”

Esposito: “Allora lo dico in maniera cinica. Oggi un ciclista che sceglie di andare in strada rischia di essere ammazzato ok? Se io realizzo una bike lane e la bike lane non è protetta dalla cultura che c’è a Roma e in Italia, poi ci sarà un magistrato che viene a cercarmi. E io – ve lo dico con molto affetto – non mi faccio venire a cercare, chiaro? Questo è il punto. Mi devo portare sulla coscienza la gente che viene arrotata?”

#salvaiciclisti: “Ma è il contrario! La gente viene arrotata perché non c’è niente”

Esposito: “Ma se io faccio una bike lane e poi succede qualcosa. Il magistrato viene a cercare me”.

#salvaiciclisti: “Ma c’è anche una responsabilità di ‘non fare’…”

Esposito: “Di non fare cosa?”

#salvaicilisti: “Di non fare niente!”

Esposito: “Ma io non ho detto che non faccio niente. Ho detto che faccio poche ciclabili e le faccio garantite”

#salvaiciclisti: “Ma le biciclette vanno ovunque!”

Esposito: “Io vado in bici a Torino con mio figlio, sono un ciclista della domenica, a Torino le ciclabili sono tutte protette, tranne qualche tratto”

#vivinstrada: “Ma a Roma le ciclabili sono impraticabili. In ogni caso non vorremmo parlare solo di ciclabilità il discorso è molto vasto”

Esposito: “Per quanto riguarda i pedoni si può fare un piano di rifacimento della segnaletica a terra”

#vivinstrada: “Il minimo sindacale. Li possiamo fare gli attraversamenti rialzati?”

Esposito: “Non ce n’è nessuno in programma. Considerate che a Roma adesso ho una pedonalizzazione in corso non mi ricordo il nome della via, dove c’è l’antiterrorismo, mi ha detto il prefetto che la pedonalizzazione crea dei problemi di sicurezza”.

#vivinstrada: “Quindi la pedonalizzazione è pericolosa?” (ndr: raccontatelo ai responsabili sicurezza della Casa Bianca)

Esposito: “La pedonalizzazione non si può fare, ci vogliono i controlli elettronici”

#vivinstrada: “O anche umani…”

Esposito: “Ma io non li ho. Fate quello che vi pare, fate la rivolta, ma io i vigili non li ho”

[…qua c’è un lungo pippone sui vigili che non lavorano e sulle mamme che accompagnano i bambini a scuola a Porta San Sebastiano…]

[ Sul finire ]

Esposito: “Non è che il modello Roma lo cambi in 20 giorni. Bisogna mettersi in testa che prima di cambiare la testa ai romani bisogna cambiare la testa della struttura”

#salvaiciclisti: “Noi la testa dei romani la cambiamo, facciamo i BikeToSchool, accompagniamo i bambini a scuola, ma la struttura dovete cambiarla voi”

#vivinstrada: “Allora non si tratta solo di cultura, si tratta di anche di governo”

Esposito: “Non mi chiedete di fare i miracoli. Ci vuole tempo. Ci vuole anche il duro braccio della legge. La legalità! Il punto è come si è arrivati a Roma a questa situazione di illegalità…”

#salvaiciclisti: “No, la domanda è come si è arrivati ad avere tutte queste automobili…”

Esposito: “No, vabbeh: ma questa è una posizione ideologica”

[…pippone su privacy, uso dei tutor e risorse a disposizione…]

[…infine mentre ci alziamo per andare via…]

Esposito: “Allora va bene, io vi convoco la consulta. Io però sono qui per fare delle cose, non sono l’interlocutore per la prospettiva”

Fonte | rotafixa.it

Foto | La Stampa

Articoli correlati

11 Risposte a “Niente bike lanes, blocco il Grab, bici per strada a loro rischio”: parla l’assessore Esposito

  1. Nicola scrive:

    “Italia what else?”

    Sempre, sempre la solita storia, ovunque, amministratori come povere pecorelle e automobilisti come lupi cattivi.
    Se all’estero fanno è perché chi di dovere ha le “palle quadrate” per fare quello che deve, questo non vuol dire punire l’automobilista, vuol dire offrire alternative, cosa che, come sempre, qua sembra impossibile solo pensare…
    Bah..

    • caiofabricius scrive:

      Che infinita e sconsolata tristezza…
      Almeno ho una motivazione in più
      ( le mamme “ecologggiche” che portano i bimbi a scuola a villa Giardinieri, in effetti lo sapevo tristemente, ma non pensavo avessero scassato la minchia fino agli assessorati)

      perché abbiano riaperto (=ridato in pasto a migliaia di frustrati in auto) la splendida Appia Antica tra Numa Pompilio e Porta S. Sebastiano, pensavo soprattutto per i missili in autoblu con il parassita da portare al più presto verso Ciampino.

      L’aspetto tragicomico è che all’inaugurazione (video su Repubblica e corriere) sia Marino che l’assessore Pucci la mettevano come “vanto” ambientalista di protezione dello splendido luogo archeonauralistico e hanno citato più volte il passaggio lì del GRAB…incredibile GIA’ IERI CENTINAIA DI MAGHINE SFRECCIAVANO rabbiose sull'”inutile” sanpietrino verso la porta s. Sebastiano “protetta” da una risibile striscia gialla “riservato ATAC” ovviamente senza nessun VVUU.

      Come facilmente prevedibile e forse voluto.

      Unica speranza che ci siano altre piogge torrenziali e crolli qualche altro muro così da richiuderla per un altro anno e ridonargli MAGIA E BELLEZZA che meritano i pochi cittadini perbene rimasti in questa città.

  2. Marco scrive:

    Se ho ben capito sto tizio dice: “non tuteliamo la sicurezza di qualcuno perché se mai dovesse andar male potrei essere denunciato. Meglio che rischino la pelle altri che denunce io”. Logica pura!!!! E voi gli chiedete pure di sottrarre soldi pubblici ai suoi amici per fare cose utili per cui puó essere denunciato?

  3. […] e del ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio, appassionato ciclista: Stefano Esposito, nella sbobinatura dell’incontro messa online da BikeItalia, aveva parlato […]

  4. Jacopo M. scrive:

    “mi ha detto il prefetto che la pedonalizzazione crea dei problemi di sicurezza”. No, dai, questa ve la siete inventata.

  5. vito scrive:

    In tanti (sempre non molti) ( es. VIVINSTRADA, SALVAICICLISTI, Gianfranco Di Pretoro, ecc.) hanno trattato l’incontro Associazioni ed Assessore alla mobilità di Roma Capitale (città in emergenza da traffico), Stefano Esposito. TUTTI – nessuno escluso – stanno ragionando proprio bene. Stefano Esposito compreso, il piemontese che i piemontesi hanno eletto senatore della Repubblica per il Gruppo PD; e che il Senato ha eletto Vicepresidente della 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) ed inviato a lavorare anche nella Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. Stefano Esposito – che ha famiglia in Piemonte e lì, in Piemonte, vuole la TAV e l’Autorità di regolazione dei trasporti (che, ora, è a Roma) – dovrebbe amare il mare (visto che ha accettato un importante e delicato incarico “privato” ad Ostia) e, essendo juventino, non dovrebbe amare la Roma (ma ha accettato l’arduo incarico istituzionale di interessarsi della mobilità romana, già ingestibile come unico incarico …….). Come farà a svolgere insieme tutte quelle mansioni? Nell’incontro de quo, Stefano Esposito è stato solare: anche sulla mobilità romana non farà nulla che possa preoccuparlo e, quindi, farà solo cose che non disturbino i suoi sonni. Leggendo il DPCM 4.8.2006 (quello sulla “emergenza da traffico a Roma”, sostenuto da ben 3 PCM; e prendendo atto del peggioramento in questi 9 anni trascorsi), passa qualsiasi fantasia di “fare”. Anche perché sono tanti e corposi gli studi effettuati sulla mobilità romana che restano ben detti, ben scritti, ben espressi e, ben impolverati nelle scaffalature. Per cui, ogni novità paracadutata (es.: G124, parigina; GRAB, nostrana, a km. 0; nuovo stadio a Tor di Valle, italo-americana; ecc.,) diventa il best seller da realizzare. Secondo me, questa rappresentazione non definisce la figura di un “assessore”; si intravvede la sagoma del “commissario”. Secondo me, non è la figura che serve alla drammatica e tragica mobilità romana.

  6. SgranyPP scrive:

    Mi era già bastata la foto che avete messo ancora prima di iniziare a leggere. Un Grande!!!!

  7. […] me assessore non ci sarà un solo centimetro di ciclabile disegnata in terra”. l’assessore ai trasporti di Roma, Stefano Esposito (PD), durante un recente incontro con #Salvaciclisti e altre associazioni era andato giù duro. Ma non […]

  8. Lorenza Rio scrive:

    Quest uomo è una rovina, la cosa peggiore che poteva capitare alla mobilit romana. Siamo spacciati…

  9. […] in programma per la Granfondo Roma e l’ultimo chilometro sarà conteggiato al passaggio sotto Porta San Sebastiano – recentemente al centro delle polemiche per come è stata gestita l’annunciata […]

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>