Germania: presentato nuovo Piano della Mobilità Ciclistica

25 Settembre 2012

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In Germania è stato presentato il nuovo Piano della mobilità ciclistica e Fabian Küster, membro tedesco di ECF, lo ha studiato e commentato con alcune considerazioni che cerchiamo di riassumere di seguito.

Secondo Küster l’obiettivo ultimo è ampiamente condivisibile, ovvero aumentare la percentuale degli spostamenti in bicicletta fino al 15% di quelli totali (il 13% nelle aree extraurbane e il 16% nelle città). Gli ultimi dati analizzati parlano di un 10% nel 2008 e di un 9% nel 2002, anno in cui la Germania presentò il piano per la prima volta, aggiornandolo poi periodicamente. Il nuovo piano è completo – sostiene Küster – almeno per argomenti trattati, e focalizza l’attenzione su quasi tutti gli aspetti della mobilità in bicicletta: infrastrutture, trasporto intermodale, campagne di comunicazione, sicurezza stradale, istruzione, turismo e sviluppo del settore e-bike.

Quanto costa? Il piano è realistico in termini di spesa: si ritiene che i comuni debbano spendere tra gli 8 e i 19 euro annui (a seconda dell’estensione e della situazione attuale) per abitante per infrastrutture, rastrelliere, ecc… contro i 25 euro delle amministrazioni olandesi. Per ora il governo ha mantenuto la vecchia linea di finanziare solo le infrastrutture lungo le strade federali. Il bilancio effettivo è stato inoltre ridotto dai 100 milioni di euro di pochi anni fa ai 73 di quest’anno, e si ridurrà ulteriormente a 60 milioni nel 2013, praticamente – sottolinea  Küster – meno di 1 euro all’anno per abitante. Se si dovessero seguire alla lettera le linee guida ECF invece, i fondi per le infrastrutture ciclistiche dovrebbero essere il 10% di quelli totali destinati ai trasporti, nel caso della Germania circa 1 miliardo di euro.

Sicurezza stradale: La strategia nazionale in tema di sicurezza è ancora debole. Nonostante un gruppo di esperti del Ministero dei Trasporti tedesco abbia valutato l’ipotesi di abbassare l’attuale limite di velocità di 50 kn/h in tutti i centri urbani, il nuovo piano si limita a raccomandare alle autorità locali le cosiddette “zone 30”, fortemente volute da ECF, ma in sostanza non ne impone la realizzazione. Unica nota positiva sono gli studi circa la progettazione e gli standard di sicurezza dei veicoli a motore per ridurre il tasso di incidentalità.

Auto e tasse: In tema di pianificazione integrata dei trasporti, il governo tedesco dovrà affrontare la spinosa questione degli sgravi fiscali sull’acquisto di automobili aziendali. Uno studio pubblicato nel 2009 dalla Commissione Europea ha rivelato infatti che il 60% di tutte le autovetture nuove immatricolate nel 2008 in Germania sono auto aziendali – ben al di sopra della media europea che si attesta al 50%. La situazione attuale, analoga in molti degli Stati UE, consente di fatto l’acquisto di vetture private dichiarate ad uso aziendale, aggirando così la norma. La perdita di introiti relativa è stata stimata attorno ai 22 miliardi di euro.

A livello cittadino il nodo è come affrontare l’aumento dei ciclisti in città che nei prossimi 10 anni si stima sarà del 50%. Facendo un rapido confronto con i tanto acclamati Paesi Bassi, la risposta appare abbastanza semplice: infrastrutture, infrastrutture, infrastrutture.

Giudizio buono: Tutto sommato il nuovo piano non è male e nel suo insieme è sicuramente avanti rispetto ad altre strategie europee esistenti. Gli interventi più urgenti sono noti ma troppo spesso il governo ne delega l’attuazione alle autorità locali e regionali, in particolare (guarda un po’) quando si tratta di spendere parecchi soldi.

Foto | What to see in Berlin

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