Biciclette di bamboo autocostruite a Londra

31 Gennaio 2013

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Quando un oggetto comincia a diffondersi, e ad essere usato sempre più, ne nascono spesso delle varianti. Basti pensare alle automobili: se all’inizio erano un po’ tutte uguali, oggi sono a disposizione dei consumatori auto grandi, piccole, di più colori, sportive, da città….
Si sta assistendo allo stesso fenomeno con le biciclette. L’ultimo trend in fatto di bici sono i telai di bambù: sì, proprio la pianta sempreverde originaria dell’Asia, cibo preferito dei panda. D’altra parte il bambù è da sempre usato per alcune costruzioni, come case e ponti: si tratta infatti di una pianta leggerissima, essendo cava, ma al contempo anche molto resistente.

Non stupisce quindi che essa risulti adatta anche come materiale per i telai delle bici; pare anzi che sia particolarmente utile per le bici da cicloturismo, in quanto riesce ad assorbire le vibrazioni meglio dei materiali più diffusi come l’acciaio e l’alluminio, garantendo un maggiore comfort di guida, soprattutto quando si pedala a lungo. Il motivo principale alla base della domanda di bici in bambù è però probabilmente di tipo estetico: si tratta di bici belle da guardare, e diverse da quelle che i nostri amici e colleghi usano.

Alcune case produttrici di telai quindi hanno aggiunto ai loro listini telai in bambù, sia in versione standard che customizzata; non si tratta però di prodotti economici, e per averne uno si devono sborsare cifre non inferiori ai 2500€, a cui bisogna poi aggiungere tutta la componentistica.
Due giovani e ingegnosi britannici, James Marr e Ian McMillan, si sono accorti di questo gap fra domanda e offerta, e hanno deciso di colmarlo, offrendo una soluzione decisamente low-cost, basata sul fai da te. I due hanno infatti fondato a Londra una (per ora) piccola società, il Bamboo Bicycle Club, che per sole 389 sterline (circa 470€) offre la progettazione di un telaio personalizzato, il materiale di costruzione (le canne da bambù), e due giorni di corso, durante un weekend, per autocostruirlo.

Si comincia contattando James e Marr via internet, dando loro tutte le informazioni necessarie alla progettazione su CAD del telaio. Durante i due giorni di corso, si scelgono accuratamente i pezzi di bambù più adatti, e si impara a unirli fra loro e a sottoporli a dei trattamenti che ne garantiscono la resistenza nel tempo. Alla fine del weekend la bici sarà pronta.

A quanto si legge dal loro sito, la costruzione non è un processo particolarmente difficile, e chiunque abbia una discreta manualità può completarla con successo, seguendo i consigli e l’esempio di James e Marr. Se un pezzo non riesce bene, si può semplicemente buttarlo e riprovare con un pezzo nuovo. I due giovani tengono a sottolineare che ciò che offrono è non tanto un semplice telaio, ma la soddisfazione di avere un pezzo unico, autocostruito dopo averlo pazientemente progettato e dopo aver scelto personalmente i pezzi che lo compongono; il tutto accade poi insieme ad altre persone, condividendo gioie e difficoltà.

Il club è nato solamente da pochi mesi, a settembre 2012; possiamo scommettere che a Londra presto ci saranno numerose bici in bambù. Basta solo fare attenzione quando ci sono dei panda in giro!

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