La pieghevole che cambia Milano

15 Aprile 2013

Per me, nato e cresciuto in un paesino della provincia, Milano è sempre stata una specie di mistero.

Un luogo oscuro e lontano capace di materializzarsi solo dopo molto impegno e pazienza: vivendo a quasi due chilometri dalla stazione più vicina e non avendo una bici “scassona” da lasciare senza troppa cura in prossimità del binario, arrivare a prendere il treno ha sempre significato 20 minuti buoni camminando su un rettilineo dove le macchine sfrecciano non curanti dei limiti di velocità.

Venti minuti all’andata e venti minuti al ritorno a cui si vanno ad aggiungere cinquanta minuti all’andata e cinquanta minuti al ritorno seduti in treno a recitare mentalmente le stazioni in successione come si recita un rosario o la formazione della finale dei mondiali di calcio.

Cadorna, Bovisa/Politecnico, Domodossola/Fiera, Saronno, Gerenzano/Turate, Cislago, Mozzate, Locate Varesino/Carbonate, Abbiate Guazzone, Tradate, Venegono Inferiore.

Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso, Camoranesi, Gattuso, Pirlo, Perrotta, Totti, Toni.

Poi, arrivati a Milano, tutto si trasforma: ad aspettare c’è la metropolitana, una specie di proiettore di diapositive sotterraneo; prima si sceglie il caricatore verde, giallo, rosso, lilla o passante e, dopo aver superato il tornello, scese le scale, ci si ritrova velocemente teletrasportati in un luogo completamente differente. Ogni fermata è una diapositiva diversa, senza alcuna soluzione di continuità con quella precedente.
In ogni caso, fosse per lavoro o per piacere, per me Milano è sempre stata sinonimo di fatica.

Adesso, complici un contratto di lavoro (che mi ha riportato momentaneamente in Lombardia) e la mia enorme pigrizia, ho deciso di investire qualche soldo nell’acquisto di una nuova bici, pieghevole questa volta.

pieghevoleLa prima cosa che mi verrebbe da dire per descriverla è che è brutta come il peccato, ma poiché ci sono dei peccati che in fondo tanto brutti non sono (penso in particolare alla gola e alla lussuria), credo che dovrei trovare una definizione migliore.

L’estetica però conta fino a un certo punto: a conti fatti ho comprato un mezzo di trasporto e non un quadro di Modigliani, uno strumento utilissimo che mi sta veramente cambiando la vita.

I 20 minuti a piedi da casa alla stazione si sono ridotti improvvisamente a 6 più il tempo necessario per chiudere e aprire la bici, la carico sul treno senza supplemento ma, soprattutto, sono riuscito a emanciparmi dall’Azienda dei Trasporti Milanesi.

Sfreccio da una parte all’altra della città senza più il bisogno di ricorrere ai mezzi pubblici: in termini economici fanno più o meno 3 euro risparmiati al giorno, ma il grande vantaggio è indubbiamente di natura umana: la Milano che conoscevo come una successione di noiosissime diapositive sempre uguali a se stesse si è trasformata in un flusso continuo di immagini, suoni, odori, vibrazioni e interazioni umane con altri ciclisti o con qualche suvnormale che non ha capito come ci si comporta in città.

Con l’aiuto del mio intelligentofono riesco a muovermi con velocità e senza perdermi nella ragnatela urbanistica e ho scoperto angoli della città che mai e poi mai mi sarei sognato che potessero esistere. E se inizia a piovere o vengo colpito da un attacco acuto di pigrizia, piego tutto, carico sulla metro e arrivo anche nella più sperduta periferia senza vincoli di orario e senza pagare un cent in più per il trasporto della bici.

Il rischio di furto è pari a zero (grat grat) perché una volta piegata è grande come una valigia e te la puoi portare al bar, in ufficio e nei musei la puoi lasciare nel guardaroba accanto alla biglietteria.

Comunicazione di servizio

mobilita

Domenica 21 Aprile a Saronno (VA) in Piazza Libertà farò da moderatore al Seminario sulla Mobilità Ciclabile organizzato da Rabici. Qui parleremo di Zone 30, sicurezza e inquinamento; parteciperanno anche Giulietta Pagliaccio (Presidente della Federazione Italiana Amici della Bicicletta), Matteo Dondé (Architetto Urbanista, specializzato in mobilità ciclabile) e Roberto Barin (Assessore alla Mobilità del Comune di Saronno). Noi cominciamo alle 16:00, se venite prima, vi potrete godere anche il resto della

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