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#salvaiciclisti chiama a raccolta: ecco il manifesto del 9 febbraio

News • di 24 gennaio 2014

Quello del 2012 è stato ricordato per essere stato uno degli inverni più rigidi degli ultimi anni: ai primi di febbraio le strade di buona parte dell’Italia, Roma inclusa, erano coperte dalla neve ma, nonostante questo, la voglia di bicicletta era altissima. L’8 febbraio un gruppo di blogger lanciò una campagna divenuta nota con il nome di #salvaiciclisti che, denunciando le condizioni di insicurezza in cui si muovono i ciclisti italiani, riuscì a portare all’attenzione dei media e della politica la necessità di un intervento urgente sul tema.

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Da quel momento sono trascorsi due anni in cui molto è stato fatto, molte occasioni sono state colte, ma ancora più occasioni sono state perse. Quello che era un movimento compatto e coeso per mille ragioni si è affievolito lasciando che tutto tornasse alla stessa condizione stagnante che aveva trovato al momento della sua nascita.

Allo scopo di ricreare lo spirito originario di #salvaiciclisti e di ripartire su basi condivise e secondo criteri democratici, il 9 febbraio a Bologna si terrà un incontro durante il quale verrà affrontato il tema della creazione di un nuovo soggetto in grado di rappresentare una serie di istanze che, partendo dalla bicicletta, siano in grado di promuovere la Mobilità Nuova nelle aree urbane.

Il manifesto di intenti di questo incontro, firmato da alcuni blogger che lanciarono la campagna e altri cicloattivisti di tutta Italia, è stato pubblicato poco fa sul sito di #salvaiciclisti e tra gli obiettivi si pone quelli di ripartire gli spostamenti in ambito urbano secondo un modello 20-20-20, ovvero che il 20% degli spostamenti venga effettuato con il trasporto pubblico (TPL), il 20% a piedi e il 20% in bicicletta entro il 2020; ma anche target “zero incidenti” con un dimezzamento immediato di morti e feriti tra pedoni e ciclisti, moderazione diffusa della velocità e del traffico (ad esempio aree urbane a 30km/h, quartieri senz’auto, pedonalizzazioni), diffusione dell’uso della bicicletta come mezzo di spostamento quotidiano e riqualificazione degli spazi urbani per farli tornare belli, vivibili, accessibili, privi di ostacoli e barriere.

Il manifesto contiene anche ampi riferimenti ad obiettivi ambiziosi con importanti ricadute di natura economica quali l’introduzione di incentivi economici e/o sgravi fiscali  per chi rinuncia o ha già rinunciato formalmente all’utilizzo dell’automobile privata, l’individuazione di un principio di leggerezza strutturale e di economicità nei trasporti che puntino alla realizzazione di piccole opere, alla condivisione delle strade e alla promozione del commercio al dettaglio per la rivitalizzazione dei centri urbani.

La logica di fondo è quella di utilizzare la bicicletta come cavallo di troia per rimettere in discussione tutto il modello della mobilità urbana.

L’appuntamento è quindi a Bologna il 9 febbraio per definire la forma e la struttura che questo nuovo soggetto potrà assumere.

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Il testo integrale del manifesto, lo potete trovare qui: Click

 

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