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Ribaltare il dibattito sulle auto senza guidatore

Rubriche e opinioni • di 17 Febbraio 2014

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Si può cominciare da qui, da un breve video di Quattroruote che riassume in modo chiaro ed efficace il tema dell’attuale sviluppo e diffusione degli automatismi di guida, lungo il percorso irreversibile che porterà dalle attuali già sofisticate assistenze alla guida alle cosiddette self driving car.

Una svolta attesa e dovuta, che concluderà un secolo di vera e propria “sospensione della ragione” durante il quale abbiamo irresponsabilmente “giocato” con uno degli oggetti tecnologici più pericolosi mai prodotti, dopo quelli esplicitamente atti ad uccidere cioè le armi.

Non sono riuscito a trovare statistiche sul numero di morti causati dall’automobile dalla sua comparsa ad oggi ma, se si tiene presente che nel solo 2013 le vittime nel mondo sono stimate in 1,3 milioni, si può ben concludere che quello sulle strade sia stato di gran lunga il conflitto più lungo e sanguinoso di sempre.

Gli aspetti che questa rivoluzione comporta e sui quali è bene cominciare a riflettere sono moltissimi e di diversa natura: dall’economico al sociologico, dall’urbanistico all’ambientale.
Anche perché l’auto ha condizionato profondamente ciascun aspetto della nostra civiltà, e la sua ‘scomparsa’ avrà un impatto simmetricamente profondo.

Nessuna pretesa nemmeno di iniziare questa riflessione in queste poche righe, se non per commentare l’ultima frase del video, dove ci si chiede “quanto noi umani saremo disposti ad affidare la nostra vita e quella della nostra famiglia ad una macchina”.

Mi pare di poter essere in grado di sciogliere almeno questo primo interrogativo semplicemente ribaltandolo, e cioè chiedendo: quanto ancora saremo disposti ad affidare la nostra vita e quella dei nostri famigliari ad un sistema incapace di riconoscere errori ed incoscienza?







4 Risposte a Ribaltare il dibattito sulle auto senza guidatore

  1. Io ribalterei ulteriormente: “quanto saremo disposti ad affidare la nostra vita e quella dei nostri famigliari ad un sistema automatico di proprietà altrui?” Io guardo alla faccenda dal punto di vista dei pedoni sulle strade: oggi se mi feriscono o ammazzano c’è un responsabile, domani dovrò difendermi da un “malfunzionamento” o un “difetto”, e si potrà morire senza appello.

    • grephead ha detto:

      Beh insomma: spesso vedo persone che mentre guidano (e intendo con macchina in movimento, non al semaforo) si truccano, stanno al cellulare, magari tornando a casa dopo un’allegra bevuta e schiacciando per bene l’acceleratore.
      In tutta onestà, se fatte per bene credo che delle automobili autonome – scusate il gioco di parole – sarebbero ben più affidabili di tante persone normali per strada.
      Voglio dire: se ho bevuto, schiaccio un pulsante e so che l’auto mi porterà a casa, nel mentre mi schiaccio un pisolo.
      Se voglio sentire qualcuno, truccarmi, o fare altro idem: posso farlo in tutta tranquillità. La macchina mi porterà a destinazione senza passare col rosso e rispettando i limiti di velocità.
      Questo ovviamente a patto che queste auto vengano progettate veramente bene, ma è nell’interesse di tutti fare in modo che sia così. Credo che nessuno comprerebbe un’auto dopo che questa crea continui incidenti. Il che è paradossale, visto che tutti comprano (…mpriamo) auto “normali” che sono tristemente note per creare numerosi incidenti.

  2. maxybo ha detto:

    Saranno le statistiche a dire quale guida sarà più sicura, se quella con l’errore umano o quella con il difetto di progettazione o guasto tecnico o elettrico che sia. Certo che nel frattempo qualcuno verserà altre lacrime. Massy

  3. marco ha detto:

    non vedo il video, è stato rimosso?

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