Mercato bici nel 2013: lieve calo, boom delle e-bike

16 Aprile 2014

Ieri 15 aprile sono stati presentati a Milano da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Cicli Motocicli e Accessori) i dati del mercato bici relativi al 2013. Le bici vendute sono state in totale 1.542.758, registrando un leggero calo (-3,9%) rispetto al 2012 (1.606.014 unità). Secondo ANCMA il calo è dovuto in generale alla crisi economica e in parte anche alle cattive condizioni climatiche che hanno caratterizzato i primi tre mesi del 2013, garantendo al settore nove mesi effettivi di vendite.

L’Italia si conferma primo Paese europeo per produzione (2.671.200 pezzi, +22% rispetto al 2012) grazie anche ad un forte aumento dell’export (1.745.996 pezzi, +39%), soprattutto per quanto riguarda le bici di taglia piccola, fino a 20 pollici.

Ma il dato più significativo riguarda le bici elettriche e a pedalata assistita. Sono state 51.405 le e-bike vendute a fronte delle 46.000 del 2012 (+12%).
In generale, questa è la ripartizione delle vendite per i vari modelli di bici: prime le trekking o city bike (32%), seguite dalle mountainbike (31%), le bici da bambino (18%), le bici da corsa (6%), le classiche (9%), le elettriche (4%). In aumento le vendite di bici pieghevoli, seppure ancora con numeri piuttosto esigui (circa 25.000 pezzi venduti).
Nel complesso, il settore è in attivo e nel 2013 ha fatto fruttare guadagni per circa 165 milioni di euro.

Ulteriori statistiche evidenziano come le bici si vendono soprattutto nel nord Italia, in particolare Veneto ed Emilia Romagna, dove non a caso esiste una maggiore sensibilità delle amministrazioni riguardo la mobilità ciclistica.
Un discreto aumento si registra in realtà anche nelle isole (+ 3%) e al sud in particolare per l’acquisto di bici elettriche.

A disincentivare l’acquisto del nuovo è il problema legato ai furti di bici, quantificabile in un danno di circa 150 milioni di euro l’anno. La cifra è il risultato di un insieme di valori. Considerando che nel nostro Paese sono 4 milioni i ciclisti circolanti e che circa l’8% subisce il furto (dato della ricerca Fiab-ANCMA), si è in presenza di 320.000 bici rubate. Il valore medio alla vendita è pari a 270 euro, dunque 86milioni di euro circa che vanno in fumo. A margine di questo costo “vivo”, pesano anche altri fattori. Chi compra una nuova bici, dopo il furto, non la compra più di pari valore ma la compra di valore inferiore, dunque sul mercato c’è una perdita secca del 30%. Il fenomeno furti bici è un tema noto, dunque anche chi compra un nuovo mezzo è consapevole del rischio per cui abbatte ancora del 30% il valore di acquisto. Spesso si preferisce il riacquisto di bici rubate nei mercatini illegali. Tale situazione seppure difficile da quantificare, ha una ricaduta negativa. Complessivamente Confindustria ANCMA calcola il danno del furto bici in Italia almeno a 150 milioni di euro l’anno.

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