Christchurch, la bicicletta per risorgere [Velo-City day 2]

28 Maggio 2014

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La seconda giornata di Velo-City Global 2014 è stata densa di sessioni che hanno spaziato su argomenti molto differenti tra loro. Ad inaugurare la nuova giornata della conferenza australiana i “soliti secchioni” dei danesi: dopo che ieri Mr. Copenhagenize al secolo Mikael Colville-Andersen ha entusiasmato la platea con il suo intervento, oggi è stata la Danish Cycling Embassy ad intrattenere il pubblico parlando di shopping in bicicletta e dei motivi per cui, a giovarne, sono per primi proprio i negozianti.

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Un argomento, questo, che anche in Italia negli ultimi tempi è stato oggetto di un acceso dibattito: abbiamo visto i commercianti di Napoli dannarsi per l’inaugurazione della nuova (prima!) pista ciclabile partenopea, e lo stesso hanno fatto i colleghi romani all’annuncio della pedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali.

I danesi della Cycling Embassy hanno cercato di spiegarlo per l’ennesima volta, che la bici fa bene al commercio locale (soprattutto quello al dettaglio): andando in bici si passa più a ridosso dei negozi, le vetrine sono più in vista, è più facile fermarsi a comprare qualcosa, non serve trovare parcheggio, in bici non si possono fare grossi acquisti, come quantità, per cui si torna più spesso, e via discorrendo.
Tesi per la verità già discusse ampiamente altrove, in particolare negli Stati Uniti, dove ultimamente a Los Angeles si sono inventati addirittura il primo quartiere commerciale “bike friendly”.

Ma l’intervento del giorno, a nostro avviso, è stato quello di un portavoce del comune di Christchurch, la seconda città della Nuova Zelanda. Christchurch, ma un po’ tutta la nazione, si trova in una zona altamente sismica in cui periodicamente si verificano forti terremoti. Uno dei più gravi solo due anni fa, nel febbraio del 2011, con scosse di magnitudo 6,3 che hanno causato la morte di 180 persone, centinaia di feriti ed ingenti danni alle infrastrutture compresa la rete stradale.

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Dovendo affrontare una ricostruzione quasi totale del centro cittadino, il Comune di Christchurch ha deciso che quella sarebbe stata l’occasione per cambiare una volta per tutte il proprio assetto urbano, in meglio, realizzando una viabilità il più possibile “bike friendly”. L’uso della bici a Christchurch, per la verità, era già discretamente diffuso anche prima del terremoto del 2011, con percentuali di spostamento superiori al 10%. Ma a seguito di quell’evento drammatico il Comune è riuscito a fare ancora di più, approvando un piano strategico pluriennale che già dopo due anni ha fatto vedere i suoi risultati. Una rete di 13 strade ciclabili principali è stata inaugurata e parallelamente ad essa interventi di moderazione del traffico, parcheggi per bici e altre facilities per i ciclisti, il tutto ampiamente descritto in questo documento.

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